itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

Ma quanto è esotico uno scandinavo! La mitizzazione del Nord sui media italiani

Quando è accaduto, non pochissime volte a dire il vero, che un italiano scrivesse dei paesi nordici con cognizione di causa, ci siamo ritrovati a leggere racconti ricchi di suggestioni, ma non solo. Ci è stato possibile, attraverso brevi note, ma anche sfogliando volumi compendiosi, conoscere qualcosa dei modi di vivere, della cultura, delle lingue che quei popoli praticano.

Quando gli autori di questi report erano gente colta e che aveva il pregio di documentarsi, erano persone  come Giuseppe Acerbi (alla fine del 1700), oppure, in tempi più recenti, Giorgio Manganelli, che faceva le domande giuste,  “Siete scandinavi?”, alla persona giusta, ill ministro finlandese dell’istruzione dell'epoca, la fine del decennio 1970.
“Di noi non sanno nulla”, confessava a Manganelli un finlandese da lui intervistato. “Essere finlandesi significa essere lontani; essere ignorati; stare veramente alla periferia dell’Europa.” Sono passati tanti anni da quel lontano tour verso Capo Nord, e nel frattempo sono successe tante cose. La costruzione dell’Unione Europea, per cominciare. Con l’adesione della Finlandia  dal gennaio del 1995, membro della zona euro dal gennaio 1999, detenendovi due volte la Presidenza di turno. Quindi lo sviluppo del turismo nel Mar Baltico, con un aumento costante del flusso di italiani in Finlandia.

L’interesse nuovo del pubblico dei lettori italiani per la letteratura finlandese, a partire dal 1987, anno in cui cominciano le traduzioni dell’editore Iperborea di Milano, specializzato in letteratura nordica, e gli italiani sentono parlare di un certo Paasilinna. La crescente popolartità del cinema finlandese, in particolare di registi come Aki Kaurismäki che escono dalla nicchia dei cineclub per raggiungere un pubblico più ampio, anche grazie a una serie di riconoscimenti internazionali, soprattutto in Francia.
Ciò nonostante, sembra che il Nord, ma in particolare la Finlandia, non riesca ad uscire fuori dell’aneddotica, e non solo a livello popolare, ma anche nel mondo dell’informazione. Come se non valesse proprio la pena di sforzarsi più di tanto per un Paese che, come ai tempi di Manganelli, continua a restare “periferico”. Dunque, esotico?

Come in un un ultimo, recentissimo servizio sul “Corriere” dedicato a cosa voglia dire essere “scandinavo”, in cui rientra, senza troppe spiegazioni, anche la Finlandia. E che si presenta con la mitica renna in primo piano.
Opera di Luigi Offeddu, è una di quelle divagazioni estemporanee in cui si sono specializzati i nostri giornali, spesso definite, con inconsapevole ironia, “approfondimenti”, e che danno il meglio di sé quando affrontano temi “esotici”: che si parli di cucina, o di sport, di politica o di Finlandia,  di una qualunque Mompracem. L’attacco, inevitabilmente, è dedicato alla lingua.

“In finlandese, amore si dice rakkaus. In norvegese, kjaerlieghet. In islandese, àst. In svedese, karlek. In groenlandese, asannissuseq. Almeno sui dizionari, non c’è granché in comune fra le genti del Nord. E così in cucina: i danesi adorano l’aringa alla ciliegia, gli svedesi l’aig grytta, la fricassea d’alce, e i norvegesi il lutefisk, il merluzzo marinato nella soda, specialità di un paesino nelle isole Lofoten che si chiama Ä e basta.”
Uno stesso organo, per parlare e per degustare, basta a comporre quel mosaico del nulla. Che eccita tanto gli amanti delle stranezze. Come faceva un popolare scrittore italiano, nella postfazione a un romanzo di un serissimo scrittore finlandese, Kari Hotakainen, in cui presentava il titolo con queste parole: “Juoksuhaudantie: che lingua dev’essere, il finlandese!”
Già, che lingua dev’essere una lingua in cui Juoksuhaudantie in italiano significa letteralmente Via della trincea, e basta! Basta conoscerla, come tutte le altre lingue. Come l’inglese, che quello stesso scrittore tratta a modo suo definendo il protagonista del romanzo, per due volte di seguito, un looser (ma voleva dire “perdente”).
Sono convinto, dopo anni di traduzioni di letteratura finlandese e di frequentazione dell’editoria e dei media italiani, che nei confronti della Finlandia ci sia un’opera di riduzione sistematica  del “periferico” all’”esotico”. Essendo il periferico difficile da definire (ma ne vale proprio la pena?) si procede a una sua semplificazione, come al supermercato, e il prodotto da vendere, sia un romanzo o una vacanza o un mobile da cucina, viene ricondotto prima al “tipico”, che è la prima fase di quella riduzione, per finire nell' esotico.
La Finlandia ha per certi reporter moderni da weekend (in genere passano sul posto una intensa fine settimana)  una sua sfortuna specifica, la sua lingua. Una scheda memorabile apparsa sulla Stampa di Torino l'11 febbraio del 2010 di Lorenzo Cairoli, intitolata "La luce di Helsinki", così si esprimeva senza esitazioni: "Il finlandese è una lingua ugro-finnica come l’ungherese, ma l’affinità tra le due lingue è la stessa che c’è tra un grillotalpa e il portinaio del mio palazzo. Ha invece molte affinità con la lingua parlata nella vicina Estonia, col samoiedo e con le lingue diffuse nel bacino russo del Volga. La parlano in sei milioni di persone, ha una grammatica ostica imparentata alla lontana con quella coreana, una grammatica priva di articoli, zeppa di declinazioni, che coniuga anche parole semplicissime come 'no' a seconda del contesto".
Come no? Ma sul versante più estesamente culturale si esibiscono da noi i politici. Chi non ricorda le esternazioni di Berlusconi, all’epoca della contesa per l’Agenzia europea per i controlli alimentari, e il suo disprezzo per i “mangiatori di renne”, che per lui, oggi idealmente convertito alla fede vegana, erano dei primitivi. Questo, insieme con il disprezzo per le insulse chiesette di legno, e i toni cavallereschi nei confronti della presidente Tarja Halonen, gli hanno guadagnato in Finlandia una fama imperitura.
Terra periferica, dunque. Ma col tempo, cavalcando i trionfi della mitika Nokia, è aumentata la visibilità di questo Paese soprattutto in televisione, nei talk-show televisivi, costruendo un’immagine della Finlandia che assomigliava a una specie di Anti-Italia: il Paese cioè dove andava bene tutto ciò che da noi andava male. L’informazione, la scuola, il rispetto dell’ambiente, delle leggi e delle persone, il welfare. Il mito di un luogo dove tutto funzionava.


Che però, come tutti i miti, dura finché resta immutabile. Perché poi, in assenza di una informazione vera e documentata, al primo segnale negativo si inverte la tendenza. Finisce l’era della Nokia, aumenta la disoccupazione, cala il PIL, ed allora ecco gli stessi giornali italiani, che prima celebravano l’efficienza del paese nordico, precipitarsi a raccontare della sua vicina catastrofe. Da leader europeo, appena persa una delle sue tre A, diventa la Grecia del nord.
Nel giro di pochi mesi, dalle stelle alle stalle.

Valutare la scuola, la cucina, la letteratura finlandese come “normale”, un esempio di cultura europea che esiste accanto a noi da secoli (come in tanti modi ha indagato per esempio Luigi G. De Anna) e cui possiamo avvicinarci per “conoscere” un mondo diverso ma anche tanto simile al nostro, per distinguere e capire le differenze, ci vogliono lavoro e pazienza.
Bisognerebbe puntare sull’informazione, rinunciare al sensazionalismo. Smettendo di usare certe parole “tipiche” che scattano come tic, sui nostri media, non appena si nomina qualcosa di finlandese: “incontaminato”, per l’ambiente, o “esilarante”, per i romanzi (Paasilinna in primis), o “magico”, per il suo paesaggio, la flora e la fauna.
Quest’anno si celebrano i 100 anni di indipendenza della Finlandia, che Montanelli voleva a guida di una futura Europa. Si sbagliava, anche qui commettono errori, come ovunque. Ma sbagliano anche i presunti eredi di Montanelli quando, senza documentarsi, scrivono favole esotiche di un mondo che esiste solo nelle loro fantasie. Vi riporto il finale di Ofeddu, memorabile anche questo: “La Scandinavia è odor di pini e di stoccafisso, aurore boreali e cupe ombre... E l’urlo di Munch si leva dal paradiso dei fiordi norvegesi. Lassù, anche lassù, qualcuno si tormenta.”
Ah, la mitica Scandinavia, terra di strane risonanze! Ricordo una (questa sì) esilarante presentazione di un celebre romanzo di Paasilinna, intitolato  Il mugnaio urlante, in cui un giornalista, accanito cultore di magie nordiche, così esordiva: “Alle gentili lettrici, ai cari lettori: avete mai sentito ululare un lupo, o qualcosa del genere?”

Sì, o gentile, sin dall' infanzia ho udito lupi, civette, bramir di cervi e cose del genere, tra Alpi e Appennini, nella pianura padana, senza dover andar tanto lontano. La natura, coi suoi segreti, è ovunque, nella nostra Italia come in Finlandia. In un posto come nell'altro si pone lo stesso problema: conoscere, e se si è capaci raccontare. E basta.

Lupi del Gran Sasso

(La Rondine - 12.6.2017)

Eventi

  • Costa a Kotka
  • Concerto “Labyrinthus”

Tämä on historiaa! - Qui si fa la storia!

Un sole splendido e grande entusiasmo hanno accolto a Kotka, porto sulla costa sud-orientale della Finlandia, i primi crocieristi che aggiungono una nuova “storia” alla lunga tradizione di porto commerciale della città finlandese. Un progetto a lungo coltivato dalle autorità nazionali e locali dell’”Aquila” per ospitare un flusso turistico sul Baltico in costante aumento.

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Roma – Feste Musicali Jacopee

Labirinto nella chiesa di san Sigfrido a Sipoo

Concerto “LABYRINTHUS”
musiche di Bach, Bassano, Colusso, Debussy, Nyman, Takemitsu


Sabato 22 luglio alle ore 19:00, concerto Labyrinthus, meditazione sul simbolo del pellegrinaggio con la voce recitante di Silvia De Palma, Gianluca Libertucci all’organo e Massimo Mercelli al flauto.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Koivisto
  • Romanzo storico finlandese

In memoria di Mauno Koivisto, ex presidente della Finlandia deceduto a Helsinki il 12 maggio 2017, ripubblichiamo un'intervista con lo statista da noi realizzata molti anni fa quando Koivisto era Primo ministro, ed era considerato "l'uomo nuovo". L'intervista era stata pubblicata sul quotidiano di Taranto, "Il Corriere del Giorno", il 30 settembre 1981, pagina 3.

A colloquio con Koivisto l’uomo nuovo

Al confine con l’Est

Primo ministro e leader della coalizione di centro-sinistra al governo finlandese dal maggio 1979 non ha rivali nella successione al presidente Kekkonen

Il progressivo deteriorarsi dello stato di salute del presidente finlandese Urho Kekkonen pone alla Finlandia un delicato problema di successione, ed in particolare ha fatto tornare d‘attualità i  problemi del futuro delle relazioni fra Finlandia e l‘Unione Sovietica. In carica dal 1956. l‘ Bienne presidente finlandese, ha instaurato con l‘Urss un rapporto basato soprattutto sulla posizione di neutralità militare e politica del suo Paese rispetto ai blocchi internazionali e poggiato su un accordo per la stabilita e la prosperità economica con un sistema assai complesso di equilibri nelle forniture da e verso l‘Urss, divisa dalla Finlandia, da una frontiera di 800 miglia.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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FIN • ITA

  • Finlandia-Italia, bilancia commerciale in attivo per l’Italia nel 2016

    Nel 2016 le esportazioni italiane in Finlandia sono aumentate dell'8% su base annua, per un valore totale di 1.575 milioni di euro, con una quota percentuale pari al 2,9% (1.459 nel 2015, con una quota del 2,7%). Anche le importazioni italiane dalla Finlandia hanno registrato un incremento del 2%, per un totale di 1.285 milioni di euro, pari ad una quota percentuale del 2,5% (1.264 nell'anno precedente, pari ad una quota percentuale del 2,3%). Leggi tutto
  • Alla stazione centrale un nuovo Hotel Scandic

    Continua la campagna di investimenti finlandesi del principale gruppo alberghiero nordico, Scandic, il quale, ha deciso l’acquisto e la trasformazione in hotel degli uffici della Direzione delle ferrovie statali finlandesi, la VR, che ha venduto lo stabile, causa trasferimento nel 2018 in altra zona della capitale, a Pasila, dove si trova attualmente la Televisione di stato. Leggi tutto
  • Le nuove norme europee per le controversie di modesta entità. Anche di natura ‘turistica’

    È entrato in vigore il Regolamento (UE) n. 2015/2421 adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio per semplificare ed ampliare l’ambito di applicazione del Procedimento europeo per le controversie di modesta entità. Era l’anno 2009 quando veniva istituita questa nuova possibilità di accesso alla giustizia per i cittadini e le imprese europee. Leggi tutto
  • Gusto e design da sperimentare nella nuova espansione dell'aeroporto di Helsinki-Vantaa

    Il 10 luglio scorso è stato inaugurato il nuovo Molo Sud per passeggeri e traffico aereo dell'aeroporto di Helsinki-Vantaa, ed il primo volo, della Finnair, è decollato dall’uscita 54 della maestosa struttura, avendo come destinazione New York. Leggi tutto
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