itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

 Una "terza età dell’oro della poesia finlandese" (dopo il Neoromanticismo di fine XIX inizi XX secolo e il Modernismo degli anni '50), vengono defniti da alcuni critici gli anni ‘90, quando intorno alla rivista letteraria "Forza giovane" (Nuori voima) si riunisce un gruppo di giovani poeti, i quali nelle loro opere fondono la conoscenza delle correnti contemporanee, soprattutto la filosofia e la critica letteraria francesi, con una espressione poetica molto curata (Jyrki Kiiskinen, 1963, Helena Sinervo, 1961, Tomi Kontio, 1966, Jouni Inkala, 1966, Riina Katajavuori, 1968). Con l'istituzione del "Club dei poeti vivi" (Elävien runoilijoiden klubi), e attraverso una serie di eventi pubblici, questi poeti cercarono di avvicinare la poesia a più strati sociali possibili, senza in alcun modo compromettere i loro requisiti di qualità. Anche se il gruppo "Forza giovane" era formato nella stragrande maggioranza da autori finnofoni, caratteristico per le sue attività fu lo stretto contatto instaurato con i colleghi finnosvedesi (Petr Mickwitz, 1964, Kjell Westö, 1961, Eva-Stina Byggmästar, 1967), indicativo di una nuova fase di riavvicinamento tra i due contesti linguistici.

Nei primi anni ‘80, nelle arti visive si alza una voce di protesta contro l’arte politicizzata e la propaganda realistica del periodo precedente grazie al gruppo "Dimensione" (Dimensio), che sottolinea, appunto, la dimensione umana ed ecologica dell'arte, rappresentata da artisti come Juhana Blomstedt (1937) o dallo scultore Raimo Utriainen (1927-1993). La più importante personalità del gruppo concettualista "I mietitori" fu il pittore Olli Lyytikäinen (1949-1987). Negli ultimi due decenni, vanno consolidandosi altre correnti quali il Neosurrealismo (Jarmo Mäkilä, 1952, Risto Suomi, 1951, Kristian Krokfors, 1952), il Neoespressionismo (Jan Kenneth Weckman, 1946, Jukka Mäkelä, 1949, Leena Luostarinen, 1949) e il Neogeometrismo (Carolus Enckell, 1945, Matti Kujasalo, 1945, Paul Osipow, 1939), fortemente influenzati dagli eventi internazionali nel campo delle arti visive; oltre a queste tendenze, gli artisti traggono ispirazione dalla nuova concezione di paesaggio urbano e mitologico, e dalla frammentazione della cultura. Molti utilizzano anche i metodi postmoderni per sfumare ancor più la distinzione tra la cultura popolare e quella "alta" e per umoristiche mistificazioni di grande valore comunicativo (Alvar Gullichsen, 1961, e la sua mappatura artistica della società fittizia "Bonk Business"). L’arte degli anni ‘90 anni è caratterizzata da sperimentazioni tecniche e tecnologiche, come gli "oggetti a scomparsa" di Maaria Wirkkala (1954); Marita Liulia (1957) è invece famosa per i suoi CD femministi, mentre Henrietta Lehtonen (1965) soprattutto per le sue installazioni video. Dal 1998 Helsinki può fregiarsi anche del grandioso concetto del Museo d'Arte Contemporanea (Kiasma), progettato dall'architetto americano Steven Holl.          

Alla suddetta revisione più o meno seria della storia finlandese, che si riflette anche nell'uso dei "sacri" simboli nazionali in nuovi contesti, è legata anche la nuova ondata di riscritture cinematografiche e televisive, spesso molto poco ortodosse, dei classici del cinema finlandese che conducono un dialogo sia con la stessa opera originale e con il suo ruolo nella la formazione dell’identità nazionale, sia con gli adattamenti precedenti. Nella scioccante serie televisiva ispirata ai "Sette Fratelli" di Kivi (1989), Jouko Turkka mette in discussione l’interpretazione tradizionale della storia dei sette eroi come lo sviluppo dall’indisciplina all’adozione volontaria della legge e dell'ordine, e descrive il processo attraverso il quale gli eroi barbari sono costretti ad accettare la Lingua e la Parola come una violenza spietata. Allo stesso modo, si sviluppano le interpretazioni cinematografiche del "Milite ignoto" e, più in generale, della guerra d’Inverno e di quella di continuazione.

Un’anortodossa versione muta del romanzo di Aho "Juha", già più volte filmato in precedenza, la offre nel 1999 il regista Aki Kaurismäki (1957), insieme al fratello Mika (1955) la più importante coppia finlandese di registi degli anni ‘80 e ‘90 anni. Mentre Mika gradualmente si adatta ai metodi filmografici tradizionali, Aki rimane fedele alla sua distintiva tecnica minimalista. Con il suo caratteristico umorismo, spesso nero, ma con commovente nostalgia e umanità, nei suoi film descrive i cambiamenti della Finlandia postbellica e il destino degli eroi ai margini della società in una maniera che la letteratura finlandese ha invano cercato di emulare (ad esempio Ariel, 1988, e "Nuvole in viaggio", Kauas pilvet karkaavat, 1996), riscuotendo un enorme successo tra i critici e gli appassionati di tutta Europa. Alcuni critici hanno interpretato il fatto che alcuni suoi film di fine anni ‘80 inizi ‘90 siano ambientati al di fuori della Finlandia come un segnale dell’avvenuta transizione dall'ambiente finlandese ad un contesto internazionale; il collega generazionale di Kaurismäki Markku Pölönen (1957), altro significativo talento degli anni ‘90, contraddice però l'assolutezza di questa tendenza con la sua concezione originale del mondo rurale finlandese. Tipica per il cinema finlandese degli anni ‘90 è anche la crescente percentuale di registe, che rappresentano il mondo da un punto di vista femminile: Kaisa Rastimo, 1961, è conosciuta principalmente per il film "Agrodolce", Suolaista ja makeaa, del 1995.

Il contributo di artiste e la drammatizzazione iconoclasta dei classici nazionali sono gli elementi caratteristici degli ultimi venti anni anche per il teatro finlandese che, come le altre forme di arte, a partire dagli anni ‘80 va districandosi dalla dimensione politica superficiale. Tuttavia, questo non vuol dire che il teatro non si pronunci riguardo agli eventi socio-politici, ma soltanto che cambiano le modalità espressive. Invece dello stile realista-pamphletistico, l’accento ora cade sulla individualità degli attori, sugli aspetti fisici e sulla perfomance, che si riflette nello sviluppo sia dell’opera teatrale (ne è esempio estremo il già citato Jouko Turkka, i cui allievi si affermano poi come drammaturghi nei teatri di primo piano degli anni ‘90) sia della danza moderna, il cui rappresentante preminente è il coreografo e ballerino Jorma Uotinen (1950), attivo in Finlandia e all'estero. Molte compagnie teatrali si spostano dagli edifici sontuosi, costruiti negli anni ‘60 e ‘70 anni, in piazze, fabbriche e hangar abbandonati - possiamo qui citare il gruppo di orientamento femminista "Rose furiose" (Raivoisat ruusut), alla cui nascita contribuì nel 1988 la regista Ritva Siikala (1941). Inoltre va sempre più allargandosi il divario tra i teatri istituzionalizzati e le scene d'avanguardia, tra le quali continuano a godere di una certa popolarità il succitato Teatro COM e, tra i più recenti, il Teatro Q (Q-Teatteri) e lo svedofono Virus (Viirus). Anche in ambito teatrale, la modalità di espressione si rifà alla tecnologia più recente.           

Il fatto che venga ripensato il rapporto con la tradizione è evidente anche nella musica popolare finlandese, e si manifesta sia con la crescente popolarità di questo genere musicale, sia con la fusione di elementi folcloristici, rock e techno. Il grande interesse per la musica popolare è testimoniato anche dal successo del festival internazionale di Kaustinen; il recupero della tradizione ingro-careliana è uno dei punti di forza del gruppo Värttinä e la contaminazione di ritmi moderni e musica popolare sámi, in particolare i caratteristici yoik, per molti simbolo dell’identità sámi, la riscontriamo nelle creazioni di Wimme Saari (1960) e delle "Ragazze di Angeli" (Angelin tytöt), che si esibiscono ora con il nome abbreviato Angelit.            

La cultura SÁMI in Finlandia è andata emergendo in tutti i suoi aspetti soprattutto a partire dagli anni ‘70, quando viene istituito il Parlamento sámi, L’istituto sámi nordico e l'Associazione degli scrittori sámi. Gli autori sámi iniziano a dialogare con le modalità di rappresentazione dei Sámi e della Lapponia nella letteratura e nell'arte finlandesi; la personalità più nota, visibile e maggiormente tradotta della letteratura sámi di Finlandia degli ultimi decenni è il poeta e musicista Nils Aslak Valkeapää (1947), vincitore nel 1991 del Premio letterario del Consiglio nordico per il volume di poesie e fotografie "Il sole, mio padre" (Beaivi Áhčážan). Come la maggior parte degli altri artisti sámi (scrittori, artisti e musicisti) Valkeapää parte dalla cultura tradizionale sámi e partecipa alla lotta per i diritti dei Sámi come "popolo autoctono". La più famosa scrittrice sámi sul territorio finlandese è Kirsti Paltto (1947), la quale, insieme alla poetessa Rauni Magga Lukkari (1943) rappresenta la forte tradizione femminile della cultura sámi.

Eventi

  • 100 anni di foto
  • Lapponia, “notte senza notte”
  • Markku Piri a Villa Borghese

Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Profilo di letteratura finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Romanzo storico finlandese

Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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FIN • ITA

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