itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

 Simbolo dello stile di vita del dopoguerra delle giovani generazioni diventano i prodotti tessili dell’azienda Marimekko (fondata nel 1951); molte aziende finlandesi in diversi settori delle Arti applicate vanno espandendosi in tutto il mondo: ad esempio i prodotti in vetro di Iittala e Nuutajärvi, in ceramica e porcellana dell’azienda Arabia, i mobili Artek (azienda co-fondata nel 1935 dai coniugi Aalto). Negli ultimi due decenni, sfumano sempre più le differenze tra i diversi tipi di arte, come pure tra l'arte figurativa e quella applicata: è sempre più difficile e apparentemente inutile definire il confine tra i prodotti di stilisti tessili e le opere di artisti figurativi che usano i tessuti come materiale principale - nell’ambito dell’arte tessile sculturale (ad esempio Kirsti Rantanen, 1930), è stata fatta rivivere la tradizione del tessuto murale finlandese ryijy. Analogamente, è spesso difficile decidere, nel caso dei singoli oggetti di vetro o ceramica, se si tratti di opere d'arte applicata oppure opere d'arte in senso tradizionale. Questo sviluppo fu inaugurato negli anni ‘50 da Tapio Wirkkala (1915-1985), le cui creazioni in legno, a suo tempo conosciute come esempio di arte industriale, sono ora considerate sculture moderne; o come le sculture in vetro di Kaj Franck (1911-1989) e Timo Sarpaneva (1926).

Lo sviluppo nel campo del design, dell'architettura e dell’urbanistica del dopoguerra coincise con uno stato di benessere, in un clima di sviluppo sociale e culturale omogeneo, che porta alla unità stilistica della cultura materiale, via via adattatasi ai valori generalmente accettati della classe media. Nemmeno il design finlandese degli anni '60 e ‘70 riuscì a sfuggire alle accuse di esclusività e di elitarismo; come conseguenza, assistiamo ad una produzione di massa a basso costo di oggetti di uso quotidiano e di arredamento per la casa, che ha portato ad un livellamento degli arredamenti delle famiglie finlandesi e ad uno standard estetico impensabile in paesi dove la stratificazione sociale è più evidente. Conseguenza di questa "socializzazione" del design fu però la tanto discussa anonimità e serialità. Negli anni ‘80 e ‘90 anni entra in scena una nuova generazione di designer che pongono l'accento in particolare sull’aspetto ecologico del design (ad esempio, Jaana Syväoja (1960) ed i suoi gioielli in carta riciclata), sull'ergonomia, la sicurezza e le esigenze di bambini, anziani e disabili.                     

Anche l’architettura finlandese ebbe uno sviluppo simile al design: dopo un periodo di ricostruzione intensa negli anni dell’immediato dopoguerra, negli anni ‘50 assistiamo al secondo periodo creativo di Alvar Aalto, caratterizzato da edifici in mattoni, come ad esempio l'Università di Jyväskylä (1956) o la chiesa di Vuoksenniska (1958); a far da corona all’opera di Aalto troviamo i monumentali edifici pubblici in diversi centri provinciali della Finlandia (Seinäjoki, Rovaniemi, Jyväskylä) ed il famoso centro culturale e di congressi in marmo Finlandia ad Helsinki (1962-1971). La giovane generazione di architetti crea progetti che utilizzano materiali naturali, e sorgono chiese moderne, tra cui “la chiesa nella roccia” di Helsinki, la Temppeliaukionkirkko di Timo e Tuomo Suomalainen degli anni 1968-9, e i conglomerati urbani in contatto con la natura - ad esempio, il famoso Tapiola ad Espoo, nei pressi di Helsinki, al quale partecipò anche una famosa coppia di architetti, i coniugi Reima (1923-1995) e Raili (1926) Pietilä. Negli anni ‘60 e ‘70, i requisiti della costruzione di massa nell’ambito della pianificazione comunale fecero sorgere lugubri prefabbricati, la cui cupa atmosfera è alleviata solo dall’onnipresente natura. Maggiormente irreparabili furono i danni provocati dalla distruzione sistematica dei vecchi centri e quartieri in legno sostituiti dalla rapida crescita degli agglomerati, alla quale non sfuggì nemmeno una delle più antiche città finlandesi, l'ex capitale Turku; analogamente, anche gli esperimenti con strutture e superfici in calcestruzzo, il cosiddetto Brutalismo, cambiarono il volto di più di un comune finlandese. Ben presto, però si arrivò ad una rivalutazione di queste tendenze, e nel periodo a cavallo degli anni ‘70 e ‘80, l’urbanistica torna a concetti più tradizionali, riflessi principalmente nei quartieri residenziali degli ultimi due decenni. Tra le personalità che attualmente sviluppano in maniera più originale il patrimonio dell’architettura finlandese possiamo citare Juha Leiviskä (1936), Kristian Gullichsen (1932) ed Erkki Kairamo (1936).

Dopo la stabilizzazione della vita sociale nella seconda metà degli anni ‘70, quando la corrente letteraria principale produce soprattutto corposi romanzi storici o saghe familiari per lo più nello stile del realismo rurale, agli inizi degli anni ‘80 giunge la reazione da parte del critico e saggista John Blomstedt (1952) e del filosofo Esa Saarinen (1953), molto presente nei media, sottoforma di un pamphlet intitolato "Accademia punk" (Punkakatemia), che segna l’inizio della cosiddetta "new wave" e che alla letteratura chiede soprattutto modernità, urbanismo e cosmopolitismo (Anja Kauranen, 1954, Harri Sirola, 1958). Molto più che in precedenza, in letteratura risaltano le voci femminili, che già durante gli anni ‘60 e ‘70 cercarono di giustapporsi alla visione del mondo apparentemente neutra ma di fatto maschile, ma che il radicalismo di sinistra del tempo soffocò con questioni più "importanti". Dopo i romanzi su temi caldi quali l’aborto e la sessualità femminile di fine anni ‘60 - inizi anni ‘70 (Tytti Parras, 1943, Eeva Kilpi, 1928), precursori di ulteriori sviluppi, riecheggia la prima voce davvero radicale delle autrici finnosvedesi: Marta Tikkanen (1935), apprezzata nell’intera Scandinavia per la sua opera "La storia d’amore del secolo" (Århundrade kärlekssaga, 1978), dove riflette in modo scioccante e da una prospettiva femminile sul matrimonio con un alcolizzato, nell’ambito di una cosiddetta famiglia borghese rispettabile. Negli anni ‘80 culmina poi la differenza tra le percezioni maschile e femminile di "cosa davvero accade”: l’esempio migliore di questa tendenza è il romanzo di Anja Kauranen-Snellman "Sonia O. è stata qui” (Sonja O. kävi täällä, 1981), in cui l'autrice cerca di scuotere la dualità della rappresentazione della donna nella letteratura e nell'arte, e per bocca del suo personaggio principale, figlia di immigrati russi di origine proletaria, immune a causa della sua esperienza personale agli slogan allettanti, deride sia l'ipocrisia conservatrice sia quella degli intellettuali pseudo-progressisti del suo tempo.               

Negli anni ‘80, nel periodo di crescita economica e prosperità, nell'arte finlandese si inizia a parlare di Postmodernismo. In letteratura, questa tendenza è aperta dal romanzo di Matti Pulkkinen (1944) "La morte del personaggio del romanzo" (Romaanihenkilö kuolema, 1985); tuttavia, a causa della ritardata e persistente influenza modernista, ancora negli anni ‘90 i critici finlandesi dibattono sul numero di opere della produzione letteraria contemporanea alle quali spetta giustamente la qualifica di postmoderno. Anche la metafiction e il realismo magico fanno sentire la propria voce, anche se alcuni autori che analizzano l'attuale crisi di valori (Annika Idström, 1947, Esa Sariola, 1951 - "Caro amico," Rakas ystävät, 1985), sono molto più vicini alle pratiche moderniste. Apparentemente, la serie di romanzi storici che, come notato in precedenza, riscuotono un grande successo tra i lettori finlandesi, e che presentano la realtà in uno sviluppo logico e come un insieme comprensibile, diventano dominio di progetti artisticamente meno ambiziosi, anche se alcuni dei principali autori di questo periodo tentano di resuscitare questo genere, come ad esempio la finnofona Eeva Joenpelto (1921) e la scrittrice svedofona di Åland Ulla-Leena Lundberg (1947). Tradizionalmente popolari in Finlandia sono le opere che trattano della perdita della Carelia e della sorte della sua popolazione evacuata (ad esempio i romanzi di Laila Hietamies, 1938). Il fenomeno della mitizzazione della Carelia si ricollega al carelianismo di fine XIX inizi XX secolo.

Il cambiamento nell’approccio storico porta ad una revisione del concetto tradizionale di storia finlandese come "grande narrazione", concetto la cui essenza non fu scossa nemmeno dall’inusuale interpretazione, per lo più di sinistra, di alcuni eventi della storia finlandese del dopoguerra. Questa tendenza per il momento culmina nella prosa di Juha Seppälä (1956) provocatoriamente intitolata "Storia della Finlandia" (Suomen historia, 1998). L'enfasi sulla frammentazione della realtà si riflette anche nella forma delle opere in prosa; grande popolarità hanno avuto negli ultimi due decenni i racconti e altri testi brevi di difficile categorizzazione. All'interno di questa tendenza si è affermata soprattutto Rosa Liksom (vero nome Anni Ylävaara, 1958) la cui cruda prosa breve, che paròdia le pratiche realiste e moderniste, si è guadagnata una popolarità anche all’estero. Tematicamente, Liksom attinge sia alle aree remote settentrionali della Finlandia sia alla sottocultura metropolitana, ed utilizza nei suoi scritti la poetica della musica rock e dei fumetti. La definitiva scomparsa del confine tra i generi, e tra la cultura "alta" e quella "bassa" è testimoniata, ad esempio, dai gialli femministi di Leena Lehtolainen (1964). A questa "offensiva femminile", evidente in Finlandia ad ogni passo (secondo le statistiche oggigiorno il numero di donne che raggiungono un’istruzione superiore è maggiore rispetto a quello degli uomini), si contrappongono le voci maschili che analizzano la mascolinità contemporanea (ad esempio, Pentti Holappa, 1927, Kari Hotakainen, 1957, e Jari Tervo, 1959).

Eventi

  • Lapponia, “notte senza notte”
  • Markku Piri a Villa Borghese
  • 100 anni di foto

SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese

Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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FIN • ITA

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