itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

Nell’ambito dell’enfasi sulle questioni sociali, negli anni ‘60 e ‘70 assistiamo al fiorire anche della saggistica: vale la pena citare almeno il critico e saggista finnosvedese Johannes Salminen (1925), in cui il motivo dominante è il rapporto dei Finlandesi con la Russia - in Finlandia un argomento tuttora delicato, il "terrorista ambientale" e "anarchico dissidente" Pentti Linkola (1932), e lo scrittore satirico tranchant e maestro del paradosso Erno Paasilinna (1935-2000). Dagli anni ‘60 e ‘70 iniziano ad avere un’importante influenza sulla formazione dell’espressione letteraria, soprattutto poetica, la musica e i testi rock e undergound. Il rock e l’undergound degli anni '60, così come in seguito il punk negli anni ‘70 e la musica techno degli anni ‘90, si evolsero dalla dipendenza da modelli stranieri alla ricerca di una forma specifica finlandese. I principali parolieri del rock finlandese passarono anche alla storia della poesia finlandese e molti di loro in seguito divennero anche pilastri della cultura "ufficiale"; in questo senso, il miglior esempio è il paroliere, poeta e romanziere Jarkko Laine (1947), dagli anni ‘80 anni presidente dell'Unione degli scrittori finlandesi e redattore della più importante rivista letteraria finlandese, Parnaso. M. A. Numminen (1940) e il suo gruppo Sperm acquisirono notorietà per i loro testi filosofici e provocatori, il cui contenuto contrastava fortemente con la forma interpretativa.

L’establishment letterario finlandese mostrò nei primi anni ‘60 la sua pedantezza nell’ambito del processo per blasfemia dello scrittore Hannu Salama (1936), per il suo romanzo "Danza di mezza estate" (Juhannustanssit, 1964). L'era del radicalismo di sinistra culmina nella seconda metà degli anni ‘60: nel 1966, al Teatro studentesco di Helsinki va in scena “L’opera di Lapua” (Lapualaisooppera), in cui il suo autore Arvo Salo (1932) si concentra sul tema dell'attività del Movimento di estrema destra "Lapua", attivo in Finlandia a cavallo degli anni ‘20 e ‘30; al grande successo della produzione, nello spirito della poetica brechtiana contribuì il già citato regista Kalle Holmberg, il quale insieme a Ralf Løgback (1932) e al controverso Jouko Turkka (1942, creatore del drastico concetto "fisico") rappresentano le personalità di maggior impatto del teatro postbellico d’avanguardia di sinistra in Finlandia. La visione del teatro come luogo in cui il mondo cambia e dove si lanciano messaggi politici avvicina questo medium ad ampi segmenti di giovani di sinistra, sia nel ruolo di spettatori sia di drammaturghi; si formano gruppi indipendenti di teatro amatoriale o semi-professionale e riprende la tradizione del teatro operaio. La professionalizzazione di alcuni di questi gruppi ha portato alla successiva creazione di scene teatrali tuttora importanti, quali il Teatro COM (KOM-teatteri) e il Teatro di gruppo (Ryhmäteatteri) o il Piccolo Teatro svedofono (Lilla teatern) fondato dalla versatile personalità teatrale Vivika Bandler. Il populismo degli anni ‘60 e ‘70 anni favorì anche la nascita di numerosi teatri regionali, ancora oggi oggetto di controversia per quel che concerne la concezione della politica statale del teatro.

Il cinema finlandese, che negli anni ‘50 aveva registrato i primi successi internazionali ("La renna bianca", Valkoinen Peura (1952) di Blomberg e il succitato "Milite Ignoto" di Laine), all’inizio degli anni ‘60 si trovò nella necessità di trasformarsi: la natura più o meno incontaminata, con le cui descrizioni fino ad ora il cinema guadagnava il favore del pubblico, così come la dipendenza della vita dei protagonisti al lento ritmo delle stagioni, non corrispondono più alla realtà del mutevole panorama culturale finlandese. Al tempo stesso, fu anche necessario affrontare la concorrenza della televisione e adattarsi alle tendenze mondiali: attribuire finalmente al cinema lo stesso status “alto” del teatro o della letteratura. Questa fine di un'era fu segnata da alcuni film di Mikko Niskanen e dalla pellicola di Rauni Mollberg "La terra è un canto blasfemo" (Maa on syntinen laulu, 1973), adattamento dell’omonimo romanzo (1964) di uno dei talenti più puri della letteratura finlandese del dopoguerra, l’autore prematuramente scomparso Timo K. Mukka (1944-1973). La descrizione di Mukka della vita nel "profondo Nord" spostò l’esotica visione della Lapponia, conosciuta dalla "Renna bianca", su un piano di riflessione quasi naturalistico ma allo stesso tempo altamente poetico, e sui temi attuali delle province settentrionali della Finlandia: l'alcolismo, l'influenza delle sette religiose e dei movimenti estremisti, il rapporto tra i Finlandesi e la popolazione della Lapponia e la condizione delle donne in queste comunità. Lo sfondo delle storie cinematografiche - come avviene in altri campi artistici - gradualmente va muovendosi, per usare le parole della critica, "dalla foresta alla città", come dimostrano anche i film di critica sociale di Risto Jarva (1934-1977), autore di progetti artistici tra i più ambiziosi degli anni ‘60. Nella decade successiva, Jarva si dedicò alla versione cinematografica del romanzo di successo di Arto Paasilinna (1942) "L’anno della lepre" (Jäniksen vuosi), storia di un uomo alienato sia dall'ambiente urbano e dalle persone con le quali è cresciuto, sia dalla natura, che cerca di riscoprire.          

La rivolta dei giovani artisti contro ogni tipo di autorità si manifestò negli anni ‘60 anche nelle arti figurative, che solo nel dopoguerra iniziano a far fronte alla mancanza di avanguardie nel vero senso della parola, a causa della politica artistica conservatrice del periodo tra le due guerre, e all'interruzione di uno sviluppo continuo in conseguenza della guerra. Solo negli anni ‘50 terminerà la lotta tra artisti e teorici prettamente nazionalistici e quelli di orientamento internazionale, e la Finlandia in seguito riuscirà a venire a patti con tendenze quali il Concretismo e l'Espressionismo. La nuova ondata "arrabbiata" di Espressionismo si riflette nelle opere del cosiddetto "Gruppo di ottobre" (Lokakuun ryhmä); le pratiche costruttiviste appaiono principalmente nei lavori di Sam Vanni (1908-1994), e dagli inizi degli anni ‘60 anni va a imporsi anche l’arte informale del cosiddetto "Gruppo di marzo" (Maaliskuun ryhmä).

Gli scultori finlandesi registrano i primi grandi successi, soprattutto Eila Hiltunen (1922) autrice del monumento a Sibelius di Helsinki (1967), e Laila Pullinen (1933), maestra nel mescolare materiali diversi. Negli anni ‘60, le tendenze informali, dada e surrealiste e l'influenza della pop-art - come si vede ad esempio nelle opere di Paul Osipow (1939) - si fondono con l’ideologia socialista e comunista in una variegata protesta sociale (una delle personalità più vigorose, in questo senso, è Kimmo Kaivanto (1932)), le cui frecciate artistiche, però, risultarono indebolite dal fatto che la politica di "relazioni amichevoli e la cooperazione globale con l'Unione Sovietica" fosse anche la linea ufficiale del Governo finlandese. Come nella letteratura, anche nel campo delle arti visive i radicali di sinistra riuscirono ad occupare negli anni ‘70 la maggior parte delle posizioni chiave delle associazioni artistiche; i ribelli si trasformarono in establishment, il realismo populista e socialista per qualche tempo diventa la potenza dominante, e l'arte astratta non viene vista di buon occhio e considerata dalla critica eccessivamente intellettuale e incomprensibile.                   

Oltre ai tipi tradizionali di arte, il cui concetto viene completamente rivisto, dopo la guerra vanno sviluppandosi nuovi generi come la fotografia e il design. Nel 1969 sorge il Museo della Fotografia, mentre il design finlandese rende famosa la Finlandia in tutto il mondo e diventa non solo parte integrante della cultura finnica, ma anche uno dei simboli dell'identità finlandese, come si può constatare, tra l'altro, sulla base degli arredamenti degli interni delle case dei Finlandesi all’estero. L’egualitarismo nordico, le tradizioni della vita rurale in stretta comunione con la natura, che sono i succitati principi fondamentali del design e delle arti applicate finlandesi, nell’atmosfera post-bellica offrono un'alternativa accettabile e politicamente neutrale. Tuttora i designer finlandesi sottolineano nelle loro opere il misticismo della natura e l'affinità con i materiali naturali. Anche il design industriale cerca e trova una sua forma specifica. Il design finlandese del dopoguerra fu in grado di coniugare la tradizione con la funzionalità e con elementi ultramoderni, diventando una vetrina dei produttori finlandesi all'estero, promuovendo l'espansione delle esportazioni finlandesi.

Eventi

  • Markku Piri a Villa Borghese
  • 100 anni di foto
  • Lapponia, “notte senza notte”

Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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