itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

 In termini di tendenze artistiche delle avanguardie europee dei primi due decenni del XX secolo, in Finlandia il MODERNISMO si afferma - tranne poche eccezioni - in modo relativamente lento. In pittura lo anticipa con le sue opere la già citata, e a suo tempo sottovalutata, artista finnosvedese Helene Schjerfbeck, oggi considerata tra le più importanti figure in assoluto della pittura finlandese. Il suo lavoro si evolse da Realismo e Naturalismo fino all’espressione modernista tinta di Espressionismo, evidente nei suoi lavori fin dall'inizio del secolo, come illustrato eloquentemente dalla ben nota serie di autoritratti. Le opere di alcuni artisti sono determinate dagli sforzi di conciliare vecchio e nuovo, che si riflette principalmente nella tendenza del cosiddetto Impressionismo realistico, il cui rappresentante più prominente fu il neoimpressionista di origine belga Alfred William Finch (1854-1930), il quale introdusse nell’ambiente finlandese anche il puntinismo, e contribuì allo sviluppo dell'arte applicata finlandese. Finch fu anche tra i soci fondatori del gruppo Septem (1912), tra i cui membri più importanti spiccano gli ex simbolisti Elen Thesleff (1869-1954) e Magnus Enckell (1870-1925), ed anche Juho Rissanen (1873-1950), il quale, tuttavia, è meglio conosciuto per le sue robuste linee figurative e per i temi della vita della campagna finlandese. Colui che sperimentò con maggior vigore con l'Espressionismo negli anni ‘10 del XX secolo fu Tyko Sallinen (1879-1955), il quale si basò in gran parte sull’esperienza dei fauves parigini, sull'opera di Edvard Munch, e in seguito sul Cubismo. Intorno a Sallinen, nella seconda metà degli anni ‘10, ri raccolse il cosiddetto "Gruppo di novembre" (Marraskuun ryhmä) di artisti di orientamento avanguardistico. Il dipinto di Sallinen "Fanatici" (Hihhulit, 1918) provocò un feroce dibattito, e fu un tentativo di sintetizzare le tradizioni della pittura finlandese e i metodi espressionisti, come anche una risposta alle attività di una delle sette più influenti che operavano nel Nord della Finlandia. Analogamente, suscitò scandalo nel contesto ancora molto conservatore della scultura finlandese Ville Valgren (1855-1940) con la sua statua di una sirena nuda, nota come "Havis Amanda" (1912), che adorna ancora oggi la fontana in Piazza del mercato di Helsinki.               

Il promettente sviluppo dell’arte e il riavvicinamento con l'avanguardia europea, inclusa quella russa, vennero sostituiti dal clima conservatore degli anni ‘20 e ‘30, quando la giovane Repubblica, appena superato il pericolo di un colpo di stato bolscevico, in maniera più o meno inconscia fu incline ai valori tradizionali. Risorge il Neoclassicismo e si afferma l’era dei monumenti che lo Stato finlandese erige ai suoi eroi, ad illustri personaggi e alla sua indipendenza; il metodo scelto per la rappresentazione della finnicità, e che rimanda all’ideologia del XIX secolo, doveva rafforzare l'identità dei cittadini della Finlandia indipendente. Le commissioni di sculture monumentali posero fine alle conquiste sperimentali di molti scultori, come nel caso di Wain Aaltonen (1894-1966), che passò dagli esperimenti cubistici alle figure idealizzate di granito e marmo, rappresentanti l’atletica e spirituale "razza nordica"; una delle opere meglio conosciute è la statua del famoso fondista finlandese Paavo Nurmi (1925), quattro volte campione olimpico, che adorna l’area antistante lo Stadio Olimpico di Helsinki, costruito su progetto, da molti aspramente criticato, di Yrjö Lindegren (1900-1952) e Toivo Jäntti (1900-1975) negli anni 1934-1940 e successivamente ampliato nel 1952.

Anche l’architettura finlandese, nei primi anni di indipendenza, fu segnata dal ritorno al Neoclassicismo. Per mancanza di risorse, molti grandi progetti furono posticipati; ad esempio si dovette attendere fino al 1931 per la realizzazione del monumentale edificio del Parlamento finlandese in stile neoclassico (Johan Sigfried Sirén, 1889-1961). La fusione coraggiosa degli ideali sociali, architettonici e urbanistici del tempo diede vita ad un vero gioiello, la "città giardino" in legno, nel quartiere di Käpylä della capitale, progetto di Martti Välikangas (1893-1973) ispiratosi alle antiche città in legno finlandesi. Negli anni ‘30 il Funzionalismo inizia a dominare l'architettura finlandese, come particolarmente evidente nelle opere di Erik Bryggman (1891-1955) e Alvar Aalto (1898-1976), le più grandi figure dell'architettura finnica e leader del Funzionalismo nordico ed europeo. La versione finlandese del Funzionalismo, caratterizzata dal razionalismo e libera dal peso del Classicismo, rimarcò una precedenza per quegli aspetti delle tradizioni locali che di anzi erano considerati, nell’ambito dell'arte finlandese, piuttosto un freno e una carenza: si tratta soprattutto del carattere semplice e pratico della cultura materiale finlandese, dato dal clima rigido, a causa delle difficoltà di lavorazione di materiali duri e inflessibili e della ideologia luterana della semplicità, che rigettava qualsiasi decorazione e ornamento come vanità peccaminosa. Con la sua semplicità e funzionalità, il Funzionalismo si adattava alle esigenze e agli ideali della giovane Repubblica. Complessivamente, gli anni ‘30 sono caratterizzati dagli esperimenti di Aalto, influenzati dal Classicismo nordico e dall'architettura italiana; la vasta gamma dei progetti di Aalto comprende chiese, biblioteche, conglomerati urbani, residenze private ed edifici industriali - possiamo almeno menzionare la biblioteca di Vyborg (1935) e Villa Mairea (1938-1939) nel Sud-ovest della Finlandia. La già citata integrazione degli edifici nella natura circostante diventa una delle caratteristiche di base del funzionalismo finlandese e si impone anche nella concezione della periferia di Helsinki, come ad esempio il Villaggio Olimpico e Taka-Töölö. L’arredamento degli interni, con cui Aalto completa alcuni dei suoi progetti (ad es. il sanatorio di Paimio negli anni 1929-1933), nella fattispecie i mobili in legno curvo e il famoso "Vaso Savoy" del 1936, sono già concrete anticipazioni della vittoriosa campagna del design finlandese postbellico.

Negli anni ‘20, la società della Finlandia indipendente era chiaramente divisa non solo politicamente ma anche da un punto di vista linguistico, come testimonia il ripristino della cosiddetta lotta per la lingua per le quote di finlandese e svedese nelle istituzioni pubbliche e nella cultura. Per quanto riguarda il coraggio di far fronte alle nuove tendenze dell'arte, gli artisti e soprattutto i letterati di lingua finlandese rimangono molto indietro rispetto ai loro colleghi svedesi; ne è prova l’importanza del già menzionato “Modernismo finnosvedese” rispetto ai tentativi dell’espressione modernista d'avanguardia degli autori finnofoni, molto meno pungenti. Ad ogni modo, i giovani autori finlandesi, rifacendosi ai loro colleghi svedofoni, si ragguppano in un movimento che fu chiamato “I portatori di fuoco” (Tulenkantajat). Tuttavia, questo gruppo non fu dotato di alcun nuovo programma ma furono piuttosto accomunati dal rifiuto della tradizione letteraria prevalente, anche se le loro opere, almeno nella fase iniziale, mostrano caratteristiche comuni: il fascino per l’esoticismo, il progresso tecnologico, l'ispirazione vitalista e futurista. Il fulcro dell’opera dei Tulenkantajat fu la poesia, come dimostrano i testi della poetessa Katri Vala (1901-1944); del gruppo, comunque, fecero parte anche prosatori e artisti che tentarono di esprimere la propria visione urbanistica e civile (Väinö Kunnas, Einar Wehmas). Tra i membri più giovani vi fu anche Mika Waltari (1908-1979), il primo autore programmaticamente urbano dell’allora poco urbanizzata Finlandia, il quale però, come gli altri "Portatori di fuoco", nei primi anni ‘30 intraprese un suo cammino personale - dai tentativi di poesia futurista degli anni ‘20, nella decade successiva giunge a composizioni prosastiche di vario respiro, dove si espresse sulla natura politicizzata della critica letteraria, cosa che gli procurò attacchi critici sia dalla destra che dalla sinistra.

L’astoricismo programmatico e in gran parte anche l’apolitismo "urbano" della generazione degli anni ‘20, reppresentata dai giovani Tulenkantajat, contrasta con l'atteggiamento dei loro coetanei, i quali dedicarono la loro opera ai problemi dei livelli più bassi e marginali della società e si avvicinarono piuttosto a forme più tradizionali di espressione. Nei suoi romanzi, Toivo Pekkanen (1902-1957) descrive l’ambiente operaio, mentre Pentti Haanpää (1905-1955) quello dei tagliaboschi delle aree più remote del Paese, anche se nel clima politicamente accentuato del prima metà degli anni ‘30 ne fu proibita la pubblicazione. Hella Wuolijoki (1886-1954), drammaturga di sinistra di origine estone e amica di Bertolt Brecht, con i suoi lavori di critica sociale, famosi soprattutto per i personaggi di donne forti e indipendenti, rappresenta un altro anello della catena di stelle fisse del dramma finlandese. Nella nuova Repubblica, inizialmente si fa strada a fatica il teatro della classe operaia, la cui ricca tradizione in Finlandia risale agli inizi del secolo e che al modo illuminista e revivalista pone l’accento sulla propagazione della cultura a larghi strati della popolazione. Una delle tappe più significative nello sviluppo del teatro operaio da amatoriale a professionale è la fondazione del Teatro operaio di Tampere nel 1901; a poco a poco Tampere divenne per importanza il secondo teatro della Finlandia dopo quello di Helsinki. In questo periodo, continua anche la ricezione delle tendenze internazionali: sia a Tampere sia ad Helsinki si fanno strada l'Espressionismo, il metodo Stanislavskij e il teatro brechtiano.

Eventi

  • 100 anni di foto
  • Lapponia, “notte senza notte”
  • Markku Piri a Villa Borghese

Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Profilo di letteratura finlandese

Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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