itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

 

L’autore del primo, importante romanzo in finlandese, Aleksis Kivi (1834-1872), si assunse il compito di diventare il primo grande scrittore finlandese nel campo della prosa, della poesia e del teatro. Kivi suscitò a suo tempo indignazione per le sue vivaci polemiche con il concetto runeberghiano idealizzato e patetico dell’eroe finlandese, tuttavia, nel corso del tempo, i suoi eroi e antieroi della campagna finlandese, concepiti per molti versi in spirito più realistico, divennero prototipi altrettanto noti del carattere finlandese come quelli runeberghiani. Il romanzo "Sette Fratelli" (Seitsemän veljestä, 1870) racconta la storia della ribellione dei personaggi principali, i quali per sottrarsi alle esigenze societarie fuggono nei boschi, dove diventano degli individui ragionevoli e autosufficienti; successivamente, tornano volontariamente alla "civiltà" e si adattano alle esigenze della comunità rurale. Kivi acquisì un’aura postuma di genio incompreso, di primo finlandese bohemien e lo statuto non ufficiale di vero scrittore nazional-popolare.

Kivi è anche autore di opere teatrali, e al suo dramma Lea, messo in scena nel 1869, si data l’origine del teatro in finlandese. Nelle sue opere teatrali Kivi tratta una vasta gamma di argomenti, da storie bibliche ed eroi kalevaliani fino a rappresentazioni farsesche della campagna finlandese. Prima dell’avvento di Kivi, il teatro finlandese non aveva avuto una lunga tradizione - dopo degli inizi promettenti nell’ambito dell'Università di Turku seguì un periodo di ortodossia luterana, poco favorevole alle opere teatrali. Esistevano soltanto le compagnie itineranti, che recitavano principalmente in svedese, e nel 1862 ci fu la prima rappresentazione del dramma storico hamletiano Daniel Hjort dello svedofono Josef Julius Wecksell (1838-1907), che sembrò profetizzare un grande futuro per il dramma teatrale in svedese in Finlandia. Negli anni ‘70 del XIX secolo, però, il ruolo più importante fu assunto dal teatro in lingua finlandese e, come in molti altri paesi, diventò una delle principali forze nel processo di risveglio nazionale. Nascono così il Teatro finlandese e la prima compagnia teatrale professionistica di Finlandia, fondata ufficialmente nel 1872. Il direttore Kaarlo Bergbom (1843-1906) condusse il teatro secondo lo spirito dei suoi ideali romantici e patriottici, non gli mancò, comunque, una prospettiva internazionale, per cui si concentrò principalmente sul teatro tedesco e scandinavo; grazie ai suoi sforzi, negli anni ‘80 del XIX secolo vennero messi in scena una serie di pressanti problemi sociali.                  

Le questioni sociali generali, e non più di carattere esclusivamente nazionale, dominano il teatro e l’arte finlandesi durante gli anni ‘80, quando tardivamente giunge in Finlandia il REALISMO. In questo decennio, possiamo anche parlare dell’avvento trionfale della produzione letteraria in lingua finlandese: la scena è presa dalla generazione di artisti che ebbero l'opportunità di avere un istruzione di base in lingua finlandese. Minna Canth (1844-1897), la principale scrittrice realista di Finlandia, divenne famosa soprattutto come autrice teatrale, ma non meno importante è la sua prosa (ad esempio Hanna, 1886). Il trattamento di temi delicati, quali la questione femminile ed operaia (il dramma "La moglie dell’operaio", Työmiehen vaimo, 1885) fu talmente audace nelle sue opere che causò, ad esempio, il ritiro immediato dal repertorio del teatro finlandese dell’opera "I bambini della sfortuna" (Kovan onnen lapsia, 1888), che metteva in dubbio il vincolo tra morale, ordine e legge per gli strati più poveri della società. Un altro rappresentante letterario del modo realistico fu Juhani Aho (1861-1921), il cui sviluppo abbracciò anche il “Neoromanticismo” del periodo a cavallo dei due secoli e il “Neorealismo” dei primi decenni del XX secolo. Aho, godendo nell'ultima tappa della sua vita dello statuto di meritorio artista "nazionale", veniva da un ambiente pietistico; il fenomeno del pietismo e del suo ruolo nel plasmare l'identità finlandese emerge prepotente anche nelle sue opere. Allo stesso tempo, Aho fu uno dei primi autori ad evidenziare il conflitto tra il modo di vita tradizionale, rurale e il progresso tecnologico e di urbanizzazione (ad es. nel romanzo "La ferrovia", Rautatie, 1884) - conflitto che gradualmente divenne uno dei temi più presenti nella prosa finlandese.                 

Il Realismo si impone prepotentemente anche nell’arte finlandese. Sulla scena fa la sua comporsa il primo grande ritrattista e maestro della pittura figurativa, Albert Edelfelt (1854-1905), molto apprezzato nei salotti parigini, dove all'inizio degli anni ‘80 si affermò come il più importante pittore nordico del suo tempo; ricevette vari riconoscimenti soprattutto per le scene di vita nella campagna finlandese. In Edelfelt, però, rimasero estranee le forme più radicali del Realismo e del Naturalismo e i più lo ricordano come il creatore delle più famose illustrazioni dei Racconti dell’alfiere Stål, concepite nello spirito dell’enfasi idealista. Su posizioni realiste rimase anche Eero Järnefelt (1863-1937). Il Naturalismo apparì soltanto molto timidamente nell’arte e nella letteratura finlandesi, anche se lo ritroviamo come tendenza nell’opera dei due maggiori talenti artistici del periodo a cavallo dei secoli XIX e XX: la pittrice Helene Schjerfbeck (1862-1946) e il pittore e grafico Axel Gallén (1865-1931), il quale come molti altri patrioti finlandizzò il suo nome e firmò i suoi dipinti come Akseli Gallén-Kallela.             

A cavallo del XIX e XX secolo, il finlandese divenne la lingua della maggior parte degli abitanti della nazione, e gli scrittori svedofoni cominciarono a sentire di avere un numero sempre più ristretto di lettori: nasce il fenomeno chiamato letteratura e cultura finnnosvedesi, che si rivolge ad una comunità che comincia a sentirsi in minoranza. Anche le altre arti, in maggiore o minore misura, si dividono secondo l’appartenenza linguistica degli autori. Presagio di questa tendenza è la fondazione nel 1885 della Società per la letteratura svedese, e il ribattesimo nel 1887 del teatro di lingua svedese da “Nuovo” a “Svedese”. Il Teatro Svedese (Svenska teatern) è tuttora la scena principale della Finlandia svedofona. Il primo autore a vivere una crisi di indentità a causa di questi cambiamenti fu il "patriota senza patria" Karl August Tavastjerna (1860-1898), che nel suo lavoro passò dal Realismo al Neoromanticismo.          

Neoromanticismo, per meglio dire “Neoromanticismo nazionale” viene chiamata l’arte e la letteratura di fine XIX secolo, che reagì al materialismo realistico con il ritorno alla spiritualità e alla fantasia, e che includeva correnti quali Simbolismo, Decadentismo e Art Nouveau. Oggigiorno suona come un luogo comune la definizione "età dell’oro dell'arte finlandese", ma comunque rispecchia fedelmente la fioritura contemporanea di diversi tipi di arte in Finlandia alla fine del secolo scorso. Artisti di orientamenti simili si riunirono nel gruppo "Giovane Finlandia" (Nuori Suomi), il cui denominatore comune divenne il tentativo di "aprire una finestra sull'Europa", e contemporaneamente rinnovare l’enfasi sull’idea nazionale che l’accento realistico sulle questioni sociali aveva temporaneamente posto in secondo piano; ora ritorna in forma ancora più urgente grazie alla mobilitazione di ampi strati della società, causata tra l’altro dalla difficile situazione politica di fine secolo. Molti artisti, nello spirito della tradizione snellmaniana e a causa della mancanza di una vita politica libera, assumono il ruolo dei politici; l’esempio più eloquente è il poeta Eino Leino (1878-1926), attivo anche come giornalista, tra l’altro nell’ambito delle riviste culturali Valvoja e Päivä, che fungevano da contrappeso al foglio conservatore Aika. Nell’opera di Leino si arriva al culmine della fusione delle tradizioni “piccola” e “grande” della cultura e letteratura finlandesi: nel suo capolavoro, la raccolta "I canti di Pentecoste" (Helkavirsiä, 1903), Leino mescola l’ispirazione kalevaliana e la tradizione orale finlandese con gli echi della mitologia antica, e con racconti cristiani e medievali; le sue poesie si rifanno anche al Simbolismo francese e alla sua versione nordica e alla teoria del superuomo nietzschiano. L’ispirazione nietzscheana significò per molti autori un dilemma irrisolvibile - possiamo citare come esempio Johannes Linnankoski (1869-1913), autore della prosa neoromantica "Il canto del fiore rosso" (Laulu tulipunaisesta kukasta, 1905), in cui si concilia il fascino per la rivolta nietzscheana con l’ethos edificatore nazionale e con l'idea dell’umiltà tolstojana.

Sul volgere del secolo, l’ispirazione kalevaliana e della "piccola tradizione" si intreccia con le pratiche tipiche delle tendenze intellettuali e artistiche occidentali anche nella musica di Jean Sibelius (1865-1957), il più importante compositore finlandese di tutti i tempi, conosciuto in tutto il mondo soprattutto grazie alle sette sinfonie, al concerto per violino e alle composizioni orchestrali Kuolema (Valzer triste) e Finlandia. Ai motivi kalevaliani si rifanno ad esempio "Il cigno di Tuonela" (Tuonelan joutsen) e la "Sinfonia di Kullervo" (Kullervon symfonia) che, dopo il debutto di gran successo, non fu più suonata per volere di Sibelius, e che guadagnò grande notorietà soltanto dopo la morte del compositore. Sibelius è uno degli artisti che ebbero la fortuna di raggiungere in vita fama e riconoscimenti; alla fine della sua vita fu piuttosto un monumento vivente della nazione finlandese e della sua lotta per l'indipendenza, anche se nelle sue ultime opere, sia più sperimentali che di carattere classico, prese le distanze dal Romanticismo nazionale. La fama di Sibelius lasciò nell'ombra l’opera dei suoi contemporanei, come ad esempio quella di Oscar Merikanto (1868-1924), personaggio centrale della nascente opera finlandese, e di alcune generazioni di compositori, quali il talento prematuramente scomparso Toivo Kuula (1883-1918) e Leevi Madetoja (1887-1947), oggigiorno ricordato soprattutto per le sue composizioni vocali e per l’opera "La gente dell’Ostrobotnia" (Pohjalaisia, 1922).                   

Eventi

  • Lapponia, “notte senza notte”
  • Markku Piri a Villa Borghese
  • 100 anni di foto

SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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