itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

 Come sottolineato da molti ricercatori, in relazione alla letteratura finlandese della prima metà del XIX secolo, il termine ROMANTICISMO sembra forse eccessivo: nelle opere dei romantici di Turku, e successivamente di quelli di Helsinki, romantico è soprattutto il punto di vista sulla nazione, l'interesse per la cultura e la letteratura popolare, nella quale si cerca la “vera anima della nazione”, quindi il concetto di natura e la tendenza al panteismo, che permisero di trasformare da carenze in vantaggi alcuni aspetti della vita sociale finlandese, come ad esempio la quasi inesistente tradizione urbana e il carattere agrario della vita: l’uomo nordico, più precisamente finlandese, connesso alla natura molto più saldamente delle persone dell’Europa “culturale”, era necessariamente di carattere più forte e più vero, e di conseguenza più vicino a Dio e all'eternità .

Il fatto che il Romanticismo in Finlandia non riuscì mai ad eliminare del tutto gli ideali illuministici e neoclassici si spiega con la separazione della Finlandia dalla Svezia, che invece lo viveva intensamente, e alla quale Turku era storicamente legata molto più che Helsinki. La necessità di fornire maggior prestigio alla nuova capitale portò alla chiamata dell’architetto tedesco C. L. Engel (1776-1840), il quale progettò il nuovo centro monumentale della città in spirito neoclassico-imperiale, che ricorda decisamente l'architettura di San Pietroburgo. Engel è anche l'autore di un nuovo piano urbanistico per la città di Turku, che dovette essere completamente ricostruita a causa di un incendio fatale, e insieme ai suoi colleghi progettò molti edifici pubblici in varie parti della Finlandia.                      

L’assenza di manifestazioni estreme del Romanticismo nella vita culturale finlandese significò anche la mancanza della sfida e della ribellione romantiche, e risonò con un atteggiamento generalmente fedele al potere zarista da parte degli artisti e degli intellettuali finlandesi. Questo aspetto si riflette anche nelle opere di quello che viene chiamato il poeta nazionale finnico, lo svedofono Johan Ludvig Runeberg (1804-1877), il quale nelle sue poesie, ispirate ai modelli classici, neoclassici e romantici, creò il prototipo dell’ideale natura del finlandese, caratterizzata dallo spirito del già citato “nordismo”, dal coraggio, dalla tenacia (il mito della tenacia innata, in finlandese sisu, sopravvive oggigiorno nel culto degli sportivi) e dalla forza morale. Runeberg avezzò anche i finlandesi all’idea simbolica del “paesaggio poetico” di migliaia di laghi che riflettono il cielo stellato e le foreste sconfinate. Questa immagine è resa in modo particolarmente suggestivo nel testo introduttivo del primo volume dei famosi “Racconti dell’alfiere Stål (Fänrik Stål sägner, 1848), e nel poema “La nostra terra” (Vårt land) che, messo in musica da Fredrik Pacius, diventò l’inno finlandese. Pacius (1809-1891), straordinario violinista e compositore tedesco, insegnò musica presso l'Università di Helsinki e a suo tempo fu il cuore e l’anima della vita musicale in Finlandia; la sua opera “La Caccia di Re Carlo” (Kung Karls jakt, libretto di Zacharias Topelius), presentata nel 1852, fu il primo lavoro di questo genere composto in Finlandia.              

La rappresentazione visiva del paesaggio finlandese come un idilliaco paradiso nordico venne fornita ai patrioti dall’opera dei paesaggisti romantici, tra i più preminenti dei quali possiamo citare soprattutto i fratelli von Wright (Magnus / 1805-1869, Wilhelm / 1810-1887 / e Ferdinand / 1822-1906 /). L’arte figurativa doveva servire l'idea nazionale alla stessa maniera della letteratura, come testimoniano i dipinti con temi storici, in particolare le opere di Robert Wilhelm Ekman (1808-1873), famoso anche per le scene idealistiche ed etnografiche della vita delle popolazioni rurali. Nel XVIII e XIX secolo, i pittori finlandesi studiarono soprattutto a Stoccolma; Ekman riformò lo stile di insegnamento della scuola di arte della Società artistica di Turku (fondata nel 1846). Tuttavia le opere meno convenzionali furono quelle create da artisti che ebbero la possibilità di studiare all'estero, come Fanny Churberg (1845-1892), i cui paesaggi tardo-romantici, con la loro espressività e l’audace uso dei colori, preannunciavano le correnti d'avanguardia del XX secolo.

Una delle questioni chiave per la crescita del movimento nazionale fu quella dell’esistenza, del contenuto e del significato della storia finlandese. “La nazione finlandese ha una sua storia?” si chiedeva nel 1843 Zacharias Topelius (1818-1898), per poi rispondere che la storia della nazione finlandese inizia, in effetti, solo nel 1809. Presto, però, ritrattò questo concetto e nei suoi romanzi storici, che si ispiravano alle opere di Walter Scott, partecipò non poco alla costruzione del concetto di storia finlandese come della storia dell’entità geografica che oggi chiamiamo Finlandia e dell’attività dei suoi abitanti nel contesto di avvenimenti di rilevanza internazionale; al centro del suo interesse ci fu la storia del XVI-XVIII secolo. Topelius, che scriveva in svedese, concepì la nazione finlandese come un unico insieme, che parla due lingue; con il cosiddetto “filosofo nazionale” Johan Wilhelm Snellman, a metà del XIX secolo si passa ad un concetto più strettamente linguistico, più precisamente, al patriottismo “monolingue”, che Snellman espresse con lo slogan “una sola lingua, una sola mente.” Dal punto di vista dello sviluppo della cultura finlandese, molto importante fu la “politica letteraria” di Snellman, da lui formulata in conformità con i suoi punti di partenza hegeliani: la letteratura e le altre arti al servizio dello sviluppo dello spirito nazionale. Il carattere nazionale-didattico della scrittura viene fatto proprio già da molti contemporanei di Snellman, che si dedicano alle “cose finlandesi”, tra cui il già citato Topelius, il quale nei suoi racconti, che rappresentano una pietra miliare nello sviluppo della letteratura finlandese per ragazzi, cercò di educare i figli dei finlandesi come patrioti onesti e timorati di Dio. Gran parte della produzione artistica finlandese continuò in questa direzione fino alla seconda metà del XX secolo.  

Nella prima metà del XIX secolo, in letteratura iniziano a far sentire la propria voce anche le donne; l'autrice del primo romanzo scritto in svedese sul territorio finnico è Wilhelmina Carstens (1808-1888); la più importante scrittrice di questo periodo è Fredrika Runeberg (1807-1879), autrice di romanzi storici e brevi “schizzi” originali. I personaggi prominenti della rinascita finlandese, Snellman e Topelius, mostrarono una certa comprensione per le attività letterarie delle donne, ma solo entro i limiti specificati dall’incrollabile concetto di famiglia come fondamento dello Stato - qualsiasi attività della donna al di fuori della famiglia non avrebbe dovuto, in ogni caso, impedire il compimento della sua missione di base, vale a dire quella di madre delle generazioni future.                    

Anche se la questione della “costruzione” della storia finlandese fu una delle principali, di gran lunga più importante divenne quella della preistoria dei Finlandesi, in quanto essa costituiva l’unica scena sulla quale poter collocare l’infondata “età dell’oro degli eroi”, così importante per la concezione herdero-hegeliana della nazione come organismo vivente, che si sviluppa da un’”età dell’oro”, attraversa un periodo di decadimento per poi risvegliarsi e rinascere. Questo compito, sostenuto dalla revivalista Società per la letteratura finlandese (Suomalaisen Kirjallisuuden Seura, fondata nel 1831), venne assunto dal medico e linguista Elias Lönnrot (1802-1884) con il suo Kalevala (prima versione, 1835, seconda e ultima versione 1849). Il Kalevala, presentato alla nazione e al mondo come il “poema epico nazionale finlandese” è un collage e una sintesi delle singole versioni dei poemi popolari epici nei dialetti finlandesi e in careliano, da lui raccolti principalmente nella Carelia settentrionale, e di cui modificò la lingua e il contenuto per poterli completare e compilare, secondo necessità, nella forma epica-omerica. Il Kalevala è la prima grande sintesi delle tradizioni “piccola” e “grande” nella cultura finlandese e la sua conoscenza è necessaria per comprendere un gran numero di opere d'arte create in Finlandia dopo la metà del XIX secolo. La natura delle celebrazioni dell’anniversario della pubblicazione del “Vecchio” e “Nuovo” Kalevala (l’ultima tenutasi nel 1999) non solo mostra come il Kalevala viva una vita propria, ma anche il modo in cui viene tuttora percepito ed utilizzato.                      

Con il suo epos, Lönnrot dimostrò la capacità del finlandese di essere lingua letteraria, contribuendo così a porre fine alla lotta dei dialetti, cioè alle controversie sulla forma finale del finlandese scritto. Anche dopo la pubblicazione del Kalevala il dialetto occidentale rimase la base della lingua letteraria, ma più che in precedenza si arricchì di elementi del dialetto orientale. Nella seconda metà del XIX secolo in Finlandia inizia finalmente a svilupparsi la letteratura in lingua finlandese, che a poco a poco spingerà la letteratura svedofona in una posizione di minoranza, pur non contravvenendo del tutto agli assunti snellmaniani. A seguito dei problemi di Snellman con la censura causati dalla pubblicazione del giornale Saima, assistiamo negli anni ‘60 ad un provvisorio periodo di maggior libertà, con il conseguente sviluppo della stampa finnofona: proseguono le pubblicazioni del giornale fennomane Suometar (pubblicato, sotto vari nomi, fino al 1991) e negli anni ‘70 appaiono dei giornali locali in lingua finlandese (ad esempio, l’Aamulehti di Tampere), e dal 1864 l’Hufvudstadsbladet, tuttora il giornale di lingua svedese più diffuso in Finlandia. I Liberali fondano il Päivälehti, che nel 1904 fu ribattezzato Helsingin Sanomat, diventato a partire dalla seconda guerra mondiale il più diffuso giornale nazionale, fondamentalmente senza concorrenza.

Eventi

  • 100 anni di foto
  • Lapponia, “notte senza notte”
  • Markku Piri a Villa Borghese

Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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