itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

La cultura finlandese

 

Ruolo di arti e letteratura nella creazione e definizione dell'identità della Finlandia

Si celebrano i 100 anni di indipendenza della Finlandia. E lo facciamo anche noi domandandoci: che vuol dire, oggi, parlare di cultura finlandese? Per i finlandesi significa principalmente un insieme di valori spirituali e materiali che vengono riassunti sotto l'etichetta di “cultura nazionale” (in finlandese kansalliskulttuuri) - un concetto che ha svolto un ruolo importante nel processo di emancipazione nazionale della Finlandia nel XIX secolo. (In alto H. Simberg, affreschi della Cattedrale di Tampere - 1905)

Il termine finlandese kansa, sulla falsariga dello svedese folk o del tedesco Volk, indica sia il popolo sia la Nazione, cogliendo alla perfezione la natura di ciò che fin dal secolo scorso è stato tradizionalmente accettato e designato come “cultura nazionale finlandese”.

La “popolarità” di questa cultura era data, in modo quasi automatico, dall'enorme patrimonio di folklore e letteratura popolare, preservatisi fino al XX secolo, in maniera pressoché intatta, soprattutto nelle zone remote del Nord-Est della Finlandia, in contrasto con la tradizione della “cultura alta”, molto meno ricca e di ben più breve durata; l'aspetto "nazionale" assume quindi un profondo significato soprattutto in relazione alla formazione dell'identità nazionale come identità della popolazione di lingua finlandese e all'eterno processo per conservarla, svilupparla e rivalutarla.  

Il contrasto tra la breve tradizione della cultura “alta” e la lunga e ricca tradizione della cultura “popolare”, ben noto anche da altri paesi, in Finlandia è talmente evidente che alcuni ricercatori, soprattutto nel contesto letterario, parlano di tradizione “grande” e tradizione “piccola”: quella “grande” come manifestazione dell’eredità letteraria dell’Europa occidentale, originata dalla cultura del mondo antico, e quella “piccola”, vale a dire la cultura radicata nell'arte e nella letteratura popolari, che ne indicano anche le tematiche.

In questo contesto, il termine “cultura finlandese” (suomalainen kulttuuri) può assumere un significato diverso da “cultura della Finlandia” (Suomen kulttuuri): l’aggettivo “finlandese” (suomalainen) è stato spesso (anche se non esclusivamente) utilizzato per quei fenomeni legati ai Finlandesi di lingua finlandese e per gli artefatti da loro creati, che potevano essere utilizzati per la suddetta costruzione di un'identità nazionale basata sulla lingua. La “cultura della Finlandia” dovrebbe quindi includere una sintesi della produzione materiale e intellettuale con un’origine accertata sul territorio dell’odierna Finlandia, indipendentemente dalla appartenenza etnica o linguistica dei loro autori. Anche se, come chiaramente illustrato dalla Storia della Finlandia di Jutikkala e Pirinen, il contenuto del termine Finlandia si è trasformato nel corso dei secoli, sotto il titolo complessivo di “cultura della Finlandia” possiamo senza esitazione includere le opere non solo dei Finlandesi di lingua finlandese, ma anche per lo meno dei cosiddetti Finnosvedesi (Finlandesi di lingua svedese) e Sámi, le due minoranze più importanti ad avere la loro residenza storica sul territorio della Repubblica di Finlandia.                    

Nel secolo scorso, la creazione dell’identità nazionale in Finlandia si basò sul concetto dell’affinità ugro-finnica, ispirata dalle teorie di parentela linguistica del finlandese non solo con quelle lingue che oggigiorno chiamiamo baltofinniche, e i cui parlanti vivono nelle vicinanze più o meno immediate dei Finlandesi (Estoni, Careliani, ecc) ma anche di legami più distanti con lingue come ungherese, udmurto e ostiaco. L’accentuazione delle affinità con questi gruppi linguistici avrebbe dovuto aiutare a definire l'identità finlandese diversificandola il più possibile da quella svedese e russa e, al tempo stesso, sottolinearne l’aspirazione ad un carattere peculiare. L’omogeinità ugrofinnica, a favore della quale si argomentava anche grazie all’origine comune delle nazioni ugrofinniche (o eventualmente addirittura uraliche) negli ultimi decenni è stata oggetto di accesi dibattiti, durante i quali si è iniziato a mettere in dubbio ogni singola componente, in alcuni casi addirittura quella linguistica. Anche se di recente sono circolate diverse nuove teorie circa l'origine dei finlandesi, in netto contrasto con la teoria tradizionale, come presentata, ad esempio da Jutikkala e Pirinen, alla luce delle recenti ricerche di linguistica e genetica la preistoria finlandese “nel gomito del fiume Volga”, o anche più ad Oriente, sembrerebbe la teoria prevalente.                     

L’oscillazione tra l'identificazione con l'Oriente e l'Occidente è una delle caratteristiche fondamentali della formazione della finnicità­ nel corso degli ultimi due secoli, ed è anche fonte di molte controversie, fortemente condizionate dal rapporto con gli immediati vicini ad Est e Ovest dei Finlandesi, vale a dire i Russi e gli Svedesi. Come molte altre nazioni dell'Europa centrale e orientale, anche i Finlandesi si consideravano come una sorta di zona di confine o cuscinetto tra Est e Ovest; l'interpretazione di questo ruolo variava poi in relazione al punto di vista politico. Per quel che riguarda il territorio finlandese, il confine tra Oriente e Occidente è oggigiorno evidente in termini di religione, lingua e cultura nel senso più ampio: come controparte della Carelia ortodossa e delle regioni limitrofe, dove si parlano i cosiddetti dialetti orientali, troviamo la regione dell’Ostrobotnia, da secoli quasi puramente luterana, e la cosiddetta Finlandia vera (Varsinais-Suomi), culla del dialetto occidentale.                

I più antichi monumenti artistici in Finlandia risalgono all'età della pietra e sono associati ai rituali magici; si tratta di disegni iconici sulle pareti rocciose e di sculture in pietra, legno e argilla, di cui le più preziose sono considerate le teste di orsi e alci scoperte nel Nord della Finlandia e in Lapponia. Questi ritrovamenti avvalorano la teoria dello sciamanesimo, praticato dagli antenati degli odierni finlandesi e le cui tracce, nel caso dei Sámi, sono direttamente comprovate. La tradizione dello sciamanesimo, basato sull'azione dello sciamano, il leader spirituale della comunità, la cui missione era di guarire, prevedere il futuro e mediare la comunicazione con il mondo dei morti, accomuna i Finlandesi e i Sámi alle nazioni artiche e alle culture siberiane. Lo sciamanesimo è strettamente associato all'animismo, la credenza negli spiriti che risiedono negli animali e nelle formazioni naturali.

A miti e religioni sciamanici più antichi rimandano gli strati meno recenti della letteratura popolare finlandese, in particolare la cosiddetta poesia kalevaliana - questo attributo un po’ fuorviante si è consolidato come collegamento al così chiamato epos nazionale finlandese, il Kalevala, per la cui nascita nel XIX secolo ci si servì del materiale della letteratura popolare in questione. Questo tipo di poesia popolare, attestato nei territori abitati dagli antenati delle nazioni baltofinniche, è caratterizzato dal tetrametro trocaico e viene recitato con una melodia monotona, per cui si può parlare anche di "poesia cantata". È stato ipotizzato che la recitazione cantilenante della poesia “kalevaliana” venisse accompagnata dalla musica del kantele, uno strumento a corde paragonato alla cetra, già documentato negli antichi Balti e in qualche misura fatto artificiosamente rivivere per effetto dell'uso del folclore per gli obiettivi nazionalisti del XIX secolo. L’entusiasmo dei patrioti finlandesi per la raccolta del folklore nel periodo in questione dette origine sia a uno degli archivi folkloristici più ricchi al mondo (quello della Società per la letteratura finlandese (SKS) di Helsinki) sia alla famosa scuola folkloristica finnica.          

Come strato più antico della “poesia kalevaliana” viene tradizionalmente considerata la poesia rituale, tra le cui componenti più uniche troviamo i testi cantati durante i rituali della caccia all'orso, gli incantesimi, i pianti e i lamenti. In molte poesie vengono descritti i viaggi sciamanici nel regno dei morti; apparentemente, il motivo del viaggio si sviluppò in seguito, in ambito tematico, nelle avventure per i mari, cosa che, secondo molti studiosi, indicherebbe un riferimento alle conquiste vichinghe, alle quali avrebbero potuto partecipare i Finlandesi della costa occidentale.               

Le tracce della cultura pagana, specialmente nelle aree remote della Finlandia (per non parlare della Lapponia) si conservarono fino ai tempi moderni; tuttavia, nelle aree più densamente popolate del Sud, Sud-ovest e Sud-est della Finlandia, a partire dal IX e X secolo furono gradualmente eliminate dalla penetrazione del cristianesimo. I primi monumenti scritti sul territorio della Finlandia sono datati intorno al XIII secolo, e consistono soprattutto di testi religiosi e leggende. Nell’ambito della campagna dei missionari cristiani contro le pratiche pagane, nascono nel folklore varie formazioni ibride, in cui la vecchia fede si mescola alla nuova: gli dei pagani e gli eroi dell’epica popolare appaiono nei ruoli di personaggi biblici; altre volte, invece, vengono trapiantati nel contesto nordico: Marjatta-Maria attraversa sugli sci il paesaggio innevato in cerca di una sauna dove poter partorire.         

Eventi

  • Lapponia, “notte senza notte”
  • 100 anni di foto
  • Markku Piri a Villa Borghese

SlinCraze

La cittadina di Inari, nella Lapponia finlandese, sulle sponde dell’omonimo grande lago, ospita dal 18 al 20 agosto la 14a edizione del Festival multiculturale “Ijahis Idja”; il nome del Festival, nella lingua Sámi del Nord, vuol dire ‘notte senza notte’. Qui nel mese di agosto il giorno già si accorcia, ma la magia della breve notte artica può ancora essere percepita nella “Ijahis Idja” con il meglio della musica Sámi così come con esempi di musica di altri popoli indigeni di queste zone artiche del mondo.

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Luci e ombre, vizi e virtù della Finlandia. Una storia fotografica al Museo Nazionale

In Finlandia proseguono le celebrazioni del centenario dell'indipendenza, e le iniziative per ricordare e valorizzare la storia culturale del Paese sono numerose. Una mostra fotografica presso il Museo Nazionale di Helsinki, Finlandia pubblica e segreta, apre una finestra su alcuni eventi non proprio accattivanti - ma storicamente significativi - che hanno dato forma al paese durante il secolo scorso.

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Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri "Vetro & Dipinti. Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese", inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.

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Informazioni

 La Rondine riparte nel luglio 2017 in una veste nuova, ma con 15 anni di servizio: abbiamo iniziato nel lontano 2002, all'epoca Corinna Mologni, da noi intervistata, cantava all'Opera Nazionale di Helsinki nella Rondine di Puccini. Ci sembrò di buon augurio. Da allora tanti collaboratori si sono succeduti, molti sono migrati nuovamente, qualcuno fa di meglio. A tutti un grazie per un servizio informativo prestato volontariamente, per il piacere di farlo.

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Testi

  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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È stata pubblicata di recente la IX Appendice dell'Enciclopedia italiana Treccani, che contiene, tra le molte altre cose, anche l’aggiornamento della voce relativa alla Letteratura finlandese, scritta dalla nostra collaboratrice Viola Parente-Čapková. Abbiamo chiesto a Viola di farci avere, tratta da quel suo contributo, una scheda su una delle tendenze più marcate della produzione finlandese più recente, il genere del Romanzo storico.

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Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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Video

  • Sofi Oksanen

Intervista a Sofi Oksanen prima della pubblicazione del suo romanzo "La purga" in italiano.

La intervistiamo in luoghi di Helsinki da lei frequentati, a cominciare dal quartiere in cui vive, il Kallio.

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