itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

1.2.3. Poesia lirica

Durò più a lungo di quella epica. Così come le ballate ed i pianti, anche la lirica popolare era soprattutto, anche se non esclusivamente, un genere femminile, per la maggior parte, quindi, cantata dalle donne. Ci occupiamo qui della lirica popolare più o meno autentica per passare poi ai fenomeni tipo la Kanteletar che, come abbiamo già detto, è la raccolta di lirica popolare fatta da Lönnrot (sempre nella prima metà del XIX sec). Allo stesso modo del Kalevala, anche la Kanteletar è stato adattato da Lönnrot; quindi, quando leggiamo la Kanteletar, leggiamo sempre qualcosa che sta nel mezzo tra la poesia popolare e un’opera “artificiale” di letteratura. In italiano esiste una selezione dei poemi lirici della Kanteletar, non la traduzione dell’opera completa. La Kanteletar ha il doppio dei versi del Kalevala e il fatto che sia stato sempre considerato meno importante è dovuto, naturalmente, alla posizione del Kalevala nel contesto del rinascimento nazionale, come vedremo.

In generale, la poesia lirica enfatizza il sentimento dell’io narrante, dell’io lirico e per questo possiamo dire che è molto individuale. Il tema di queste composizioni è di solito l’amore, o ancora più spesso, la mancanza d’amore, il desiderio, la tristezza, la malinconia, il sentimento di solitudine, di sorte avversa ecc. ma anche il lavoro e la vita familiare; i temi, come vediamo, sono universali, riscontrabili anche nel folclore di altre parti del mondo. Le immagini invece sono di solito molto concrete, ancora molto più concrete rispetto a quelle della poesia epica, e sono per lo più derivate dalla natura nordica: l’io poetico si paragona spessissimo agli animali della foresta o agli alberi (c’è questa identificazione molto forte con la natura). La natura è il rifugio per colei/colui che soffre. Le metafore si riferiscono anche agli oggetti e alle attività della vita quotidiana, all’agricoltura, alla caccia, alla pesca ecc. e analizzando le metafore, poi, possiamo anche risalire allo strato storico del periodo di appartenenza. Tutto l’ambiente di queste liriche popolari, come detto, è tipicamente nordico; troviamo foreste, paludi, laghi o mare, fattorie e villaggi, comunità molto piccole o anche spesso delle fattorie isolate, lontane dalle altre e solo molto raramente città.

C’è un numero notevole di canti lirici cantati da ragazzi e da uomini, però la maggior parte dei canti descrive la vita femminile (la maggior parte dei canti lirici è sempre stata cantata dalle donne), la vita di una donna di campagna, dall’infanzia fino alla morte; come vedremo, in particolar modo sono descritte le sofferenze e le privazioni che la giovane deve affrontare dopo il matrimonio, il modo in cui suo marito e i parenti acquisiti, ma anche i compaesani e le malelingue, la maltrattano: esprimono spesso l’odio e l’ostinazione che la donna sente. Studiose femministe di folclore hanno iniziato, di recente, ad analizzare proprio questi canti.

Come per la poesia epica e lirico-epica, anche nel caso della poesia lirica esistono vari tipi di classificazioni; poiché noi ci concentreremo sui canti femminili, possiamo suddividerla secondo le fasi più importanti della vita, dell’esistenza femminile nel mondo rurale finlandese dei secoli o millenni scorsi.

Abbiamo quindi:

Canti di fanciulle e ragazze

Canti d’amore

Canti di donne sposate e di vedove

Ninne nanne (che potrebbero essere catalogate anche tra i canti di donne sposate, però, visto che è un gruppo molto ricco, lo possiamo trattare a parte.)

Canti di fanciulle e ragazze. Come abbiamo già detto parlando dei canti nuziali, il matrimonio è il punto focale nella vita della donna: la vita della donna, quindi, è chiaramente divisa in due fasi, prima e dopo il matrimonio. Nei canti femminili, la fanciullezza viene quasi sempre rappresentata come un periodo molto felice, spensierato e pieno d’affetto. Le fanciulle lodano la madre e la casa natia, dove conducono una vita spensierata. I canti delle ragazze più grandi, poi, esprimono pensieri d’amore, desideri per il futuro marito e riflettono sicurezza e gioia di vivere. L’unica eccezione sono i canti di orfane, che fanno parte dei canti di orfani in generale (qui possiamo di nuovo far riferimento alla relatività delle classificazioni: nella Kanteletar, ad esempio, Lönnrot ha messo i canti di orfani a parte, cantati sia da uomini che da donne, perché è un gruppo abbastanza grande). Dal punto di vista stilistico, i canti di orfani si avvicinano ai lamenti per il contenuto, perché naturalmente sono molto tristi, malinconici, parlano del sentirsi abbandonati ecc.

I canti lirici erano cantati dappertutto, ma le zone più ricche in lirica erano quelle del sud, soprattutto l’Ingria. Anche se la poesia lirica originale di tutta l’area balto-finnica era in metro kalevaliano, la sua forma mutò più rapidamente rispetto all’epica eroica e ai canti rituali, i quali, al confronto, si sono conservati molto meglio. Una delle cause di questa trasformazione più rapida dei canti lirici fu che essi si trovavano soprattutto nelle regioni meno isolate, dove l’influenza della canzone popolare europea in rima era più forte.

Molte liriche hanno allora adottato la struttura strofica e la rima, come possiamo vedere nel caso della canzone che è possibile ascoltare in questa raccolta. Il titolo della canzone è Oi kuinka hauska on tyttönä olla (Oh, com'è bello essere fanciulla). Possiamo dare prima uno sguardo al testo e poi ascoltare la registrazione. Il testo dice: Oh, com'è bello essere ragazza, vorrei esserlo per sempre. Sono l'unica figlia della mia mamma e posso cantare quanto voglio. La mamma non mi darà ad uno che coltiva i campi, ma ad un bel girovago che sta sempre in viaggio. Come vediamo, il matrimonio è visto come un gioco, non si pensa molto seriamente a cosa accadrà dopo le nozze; l'atmosfera è spensierata e ingenua. L’interprete della canzone è Olga Saukkonen, nata ad Ilomantsi, in Carelia, quindi, nel 1888; la registrazione fu effettuata nel 1967.

Anche se forse non si comprendono tutte le parole, si nota comunque che la canzone è in rima e c’è una struttura strofica; siamo, quindi, già alla fase durante la quale le vecchie canzoni dovevano mantenere il contenuto ma potevano essere tradotte nella forma nuova arrivata dal sud-ovest.

Canti d'amore. I canti d'amore sono sorprendentemente pochi nella poesia popolare finlandese. Questo fenomeno viene di solito spiegato facendo riferimento al tipo di società arcaica che troviamo nelle regioni più remote, come la Carelia del nord e del nord est fino a tempi recenti, e dove l’amore assume un ruolo di scarsa importanza rispetto alla conservazione dei valori della famiglia. In una società di cacciatori, la caccia e i suoi riti sono coperti da numerosi tabù e la vita erotica, strettamente connessa ad essi - come abbiamo visto ieri, ad esempio, parlando delle nozze con l’orso, diventa essa stessa un tabù, e quindi non se ne può parlare apertamente. Nella fase della ruralizzazione, poi, questa visione utilitaristica dell’amore si rinforza perché risponde sia ai principi su cui si basa l’economia domestica sia alle esigenze della convenienza sociale. Il matrimonio era visto come qualcosa che non si doveva basare sulle esigenze affettive ma sulla capacità di lavorare e mandare avanti la fattoria, caratteristica questa che troviamo anche in altre culture. L'amore e la passione, infatti, erano visti come elementi di disturbo che potevano sconvolgere le regole fondamentali della società, come ad esempio la divisione in classi sociali, e persino condurre all’abbandono del lavoro, della famiglia. In molti canti si sente, allora, la tensione tra il modo in cui la società cerca di controllare l'istinto amoroso e la passionalità ed emotività espressa dall'io lirico del canto, a cui niente può impedire di amare colui che ha scelto.

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Testi

  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Profilo di letteratura finlandese

Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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