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Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

E così via. Penso che sia una cosa molto commovente perché c’è la credenza che quando si spiegano le cose, gli scontri e i problemi svaniscono e quando le persone verranno a sapere com’è la vita dei lapponi si chiarirà tutto e non ci saranno più queste sofferenze.

Il libro poi procede con le spiegazioni (già si vede dai titoli dei capitoli): la caccia, arti mediche dei lapponi, “Stallo”, che è un essere mitologico lappone importantissimo, i canti dei lapponi, poi c’è un capitolo su Kautokeino, il paese di origine dell’autore e poi si conclude con il racconto degli animali sconosciuti della Lapponia. Possiamo vedere adesso un brano sull’emorragia; è un brano dal capitolo delle arti mediche dei lapponi, perché poi più tardi parlando della poesia rituale ascolteremo anche un incantesimo per far fermare il sangue. Qui c’è qualcosa di simile per quanto riguarda le credenze lapponi: "... L’emorragia è pericolosa se non ci sono medici a portata di mano però ci sono persone che riescono a fermarla già quando lo vengono a sapere ma non sono molte e quando possono vedere il malato l’arresto del sangue è più sicuro. Per il lappone è una cosa pericolosa. Esce molto sangue anche quando la donna è nel puerperio e ne esce tanto che muore velocemente e quelli che sanno fermare il sangue possono contenere l’emorragia o fermarla. Un rimedio c’è per l’emorragia della puerpera. Esiste un piccolo uccello il cui nome è beskus” (parola lappone che significa rondine) “che fa il nido sulle pareti delle fattorie e allora bisogna grattare il fondo del nido e bollire la polvere nel latte fresco e darlo da bere alla puerpera e fa effetto anche se non si conoscono le parole ma se uno le sa è meglio” (qua c’è una chiara allusione alle parole magiche, agli incantesimi). “E con la forza della parola si guariscono molti tipi di malattie ma non è molta la gente che sa usare le arti raccontate sopra...”. Questo per quel che riguarda l’emorragia, ma ci sono rimedi anche per altri mali; possiamo concludere con un brano sul tamburo magico perché collegato con il documentario che abbiamo visto ieri e possiamo mettere anche in evidenza la sovrapposizione delle credenze pagane e cristiane di cui abbiamo già parlato. La parola per lo sciamano lappone è noaide da cui poi è nato il finlandese noita, a cui abbiamo riferimento ieri. In finlandese, poi, la parola noita ha un significato più ampio: significa mago, stregone anche più in generale, ma la prima connotazione è lo sciamano.

Forse dovrei fare una piccola precisazione per quel che riguarda l’uso del termine “lappone”, sentito dai lapponi stessi come un termine dispregiativo; in effetti, dovremo usare la parola saami (che è il modo in cui i “lapponi” chiamano loro stessi). Uso la parola lappone perché il nostro contesto è quello degli inizi del XX sec. ma oggi, naturalmente, è politically correct dire saami.

Allora andiamo al passo che descrive il tamburo : "... il tamburo magico è uno strumento del noaide e lo fanno così: dentro ci mettono degli anelli e nove pezzi di una scopa magica e poi cominciano a battere con un martello di rame e di corno e a fischiare e a volte digrignano i denti e allora stanno facendo una magia e quando i noaide stanno facendo una magia fanno bruciare la catena della pentola finché non si arroventa e poi si percuotono con la catena finché ce la fanno e digrignano i denti più che possono. Un noaide che ha imparato la magia e possiede tutti i denti è ancora nel pieno delle forze. E i noaide del passato fischiavano e qualcuno andava in chiesa con la slitta tirata da un lupo e quando era arrivato in chiesa lo staccava e quello scompariva e quando ripartiva allora tornava lo stesso lupo e sorpassava tutti gli altri che andavano in slitta” (da notare che lo sciamano andava in chiesa). “E quando i noaide stavano facendo una magia allora lasciavano il corpo come morto e la vita era andata a lavoro con gli angeli a far del male a qualche persona” (qui si descrive, in effetti, la caduta in trance e tutto quello che abbiamo visto ieri) “e se qualcuno lo toccava il suo corpo se ne andava e allora i due, anima e corpo, non tornavano più e quelli così si chiamavano ‘noaide capaci di far imputridire gli alberi’” (questa è una traduzione parola per parola di qualche detto lappone). “I noaide vedono anche nell’acquavite e vedono ogni cosa e chi ha rubato e se è stato messo uno spettro su qualcuno e quello va da un noaide e vuole avere il suo aiuto allora il noaide chiede: ‘hai dell’acquavite?’ e se ne ha allora gliela dà. E allora il noaide vede come è stato mandato lo spettro e se vede come è stato mandato può scacciarlo una prima volta ma se quello è molto più forte viene fatto tornare ma spesso in quel caso va nella famiglia dell’uomo posseduto e se viene scacciato nuovamente torna su qualcuno della stessa famiglia ma se il noaide è molto più forte allora lo spettro va su chi lo ha mandato e lo ha messo su quella persona e se è ancora più forte allora lo scaccia nel cimitero ma deve essere un noaide di Dio o che agisce con la forza di Dio e parla lingue sconosciute e sembra anche ubriaco e si agita e vede certamente tutto ciò che è stato mandato dai noaide e vince. Per quanto forti possano essere i noaide che lo hanno mandato lui vince ciò che è mandato con la forza del demonio” (qui si vede bene il sovrapporsi delle credenze) “e gli spiriti cattivi vengono mandati con un uccello vivo e l’uccello va dritto dalla persona a cui è mandato. E’ il corvo, l’uccello del maligno, a portare gli angeli del maligno. Certe persone, gli spettri, non sono altro che gli angeli del demonio e quando non conoscono un uccello allora seguono il sentiero ma è difficile superare il dorso della terra o attraversare l’acqua e se l’attraversano la spaventano e quando l’hanno spaventata possono attaccarsi immediatamente ma se uno è così coraggioso che non si spaventa non possono attaccarsi e allora entrano in una persona innocente e iniziano a farla soffrire ma non la uccidono la fanno solo soffrire e sono facili da scacciare...”.

Questo è tutto per quel che riguarda la “Vita del lappone”, che presenta descrizioni precise di pratiche sciamaniche.

Noi adesso proseguiamo con un altro strato tematico della poesia popolare epica che è la cosiddetta poesia popolare d’avventura.

Poesia d’avventura. Durante quella che viene definita la terza fase dello sviluppo della poesia kalevaliana, all’incirca 600-1000 dopo Cristo, i Balto-finnici iniziarono ad avere contatti con i Vichinghi dell’est, ed è probabile che i finlandesi della costiera occidentale presero parte a qualcuna delle loro spedizioni, anche se non ci sono delle prove dirette. In questo periodo, i temi e i motivi tipici delle antiche saghe scandinave entrarono in numero sempre maggiore nei materiali balto-finnici. Gli eroi da sciamani divennero guerrieri vichinghi anche se non dappertutto (come abbiamo detto l’ultima volta, c’è una gran differenza tra canti che hanno origine sulla costa sud occidentale della Finlandia e quelli delle zone orientali). Nei canti dove comunque avviene questa trasformazione da sciamani a guerrieri vichinghi, i viaggi nell’oltretomba divengono avventure audaci per terra e per mare. I poemi che si pensa abbiano avuto origine in questo periodo contengono moltissimi dettagli etnografici, come ad esempio la descrizione dettagliata di barche, tecniche di navigazione ecc. Anche la relazione uomo/donna diventa sempre più importante, anche se di solito veniva presentato il solito cliché degli uomini pronti all’avventura e alle partenze continue, e delle donne che, invece, sognavano una vita tranquilla in famiglia. Questo tema noi lo vedremo quando analizzeremo la storia di Lemminkäinen nel Kalevala.

Qui incontriamo di nuovo, e in forma più accentuata, il fenomeno del sincretismo, il materiale di fasi diverse viene messo insieme per dare vita a nuovi poemi, e questa volta anche gli eroi si trasformano (cambiando anche il nome) e alcuni eroi si sovrappongono ad altri. L’eroe Lemminkäinen, che abbiamo conosciuto come un giovane sciamano nello strato dei poemi magici e sciamanici, in questo periodo si fonde con un eroe nuovo (che si suppone sia stato introdotto durante questa fase), Kaukamoinen, un guerriero vichingo che a volte compare anche con il nome Kaukomieli. Il nome Lemminkäinen è collegato con la parola “amore”, dalla parola finlandese “lempi”, oggi percepita come parola arcaica; infatti saprete che attualmente si usa la parola “rakkaus” per indicare amore. Il nome Kaukamoinen, invece, è derivato da un avverbio, kaukana, che significa “lontano”. Il nome quindi esprime il carattere dell’eroe che desidera sempre posti lontani, vuole sempre stare in viaggio, partire, preferisce non fermarsi, e da qui nascono appunto i suoi problemi con le donne che lo vogliono ‘legare’, farlo rimanere a casa. Nel nome Kaukomieli, invece, è espresso ancora più forte questo concetto, perché “mieli” in finlandese significa “mente” ma in certi detti può significare anche “desiderio”, “voglia” di qualcosa, quindi desiderio dei posti lontani Þ Kauko/mieli. Vedremo poi, quando parleremo del Kalevala, come Lönnrot abbia adottato questo metodo del sincretismo e come fuse tra loro i canti di Lemminkäinen, Kaukomieli e Kaukamoinen, già di per sé abbastanza sovrapposti, ma che Lönnrot ricreò nuovamente. Questi sono, in breve, i poemi d’avventura. Si può vedere come la poesia mitica coincida con il cosiddetto “primo stile kalevaliano” mentre la poesia sciamanica e la poesia d’avventura con il secondo periodo ovvero l’ “era principale kalevaliana”. Queste poesie del secondo periodo sono, in effetti, il clou dal punto di vista estetico e stilistico della poesia popolare (o almeno così sono state percepite fino ad ora) e perciò formano anche la base del Kalevala di Lönnrot.

Adesso passiamo alle leggende e ai poemi del periodo cristiano.    

Leggende e poemi dell'epoca cristiana. In Finlandia, l'epoca cristiana va dal X al XV sec. circa. Come abbiamo già detto, il cristianesimo è arrivato ufficialmente dall’ovest in Finlandia nel 1155; questa è la data ufficiale, anche se ci sono altre ipotesi. Comunque, già durante i secoli precedenti le idee cristiane penetrarono in Finlandia dall’est grazie all’attività dei missionari di chiesa greca ortodossa nella parte russa. Questo periodo dal IX fino al XII sec. viene di solito chiamato “cristianesimo barbaro”, nel senso che la penetrazione delle idee cristiane non era organizzata ma avveniva spontaneamente. Invece, a partire dal XII sec., abbiamo una cristianizzazione sistematica ed ufficiale e la chiesa cattolica si stabilisce nella Finlandia occidentale. L’arrivo e l’affermazione della cristianità esercitarono naturalmente un effetto molto profondo sul contenuto e sulla funzione della poesia kalevaliana. Nelle prime fasi dell’influenza cristiana, sia durante il cosiddetto periodo barbaro sia dopo la costituzione ufficiale della chiesa in Finlandia nel XII sec., i missionari e i preti ovviamente non esitarono a prendere in prestito la forma e il contenuto dei poemi kalevaliani per comunicare la nuova dottrina. In questi poemi dell’inizio del periodo cristiano, Väinämöinen continua a visitare l’oltretomba in cerca della conoscenza per poter usare i poteri magici, quindi possiamo dire che la prima parte della versione dei canti conservatisi dalle ere precedenti fu mantenuta. Però al suo ritorno Väinämöinen, dopo aver superato ostacoli e pericoli grandissimi, consiglia ai suoi ascoltatori di abbandonare questo tipo di pratiche e molte poesie di questo periodo finiscono con Väinämöinen che entra in una chiesa cristiana.

Le leggende greche ortodosse e quelle cattoliche furono adattate alle caratteristiche locali del nord per rendere più familiare il panorama della terra santa e i posti altrimenti poco comprensibili. Per esempio, nelle legende finlandesi, la Vergine Maria durante l’inverno arriva alla stalla di Nazareth sciando e durante il viaggio va in cerca di una sauna dove poter dare alla luce il figlio di Dio perché, come sapete, in Finlandia la nascita avveniva di solito nella sauna. Anche l’Immacolata Concezione assume una nuova forma più comprensibile per il popolo locale: siccome una credenza popolare locale portava a credere che la fecondazione potesse avvenire inghiottendo un oggetto di piccolissime dimensioni, per esempio una bacca, la Vergine Maria di nome Marjatta (una delle varianti dei nomi per la Vergine Maria in finlandese) inghiotte una bacca, rimane incinta e dà alla luce il Cristo che, come abbiamo già visto ieri, viene chiamato spesso il Dio di Carelia o il Dio delle foreste. Il nome Marjatta allude anche alla parola “marja”, che in finlandese significa bacca, frutto del bosco. Le leggende che venivano accettate dal popolo venivano “tradotte” poi in metro kalevaliano, in tetrametro trocaico e sono entrate nella massa della poesia popolare finlandese. La forma del verso kalevaliano fu anche usata per diffondere una leggenda locale finlandese sulla vita e il martirio del santo patrono della Finlandia, cioè il vescovo Henrik, San Henrik morto nel 1156 secondo la leggenda (non è un dato storico certo ma così viene riportato nel materiale orale) il quale si narra provenisse dall’Inghilterra. Ci sono pervenuti due poemi riguardanti Henrik, quello per così dire “ufficiale cristiano”, composto ovviamente dai preti cristiani, e quello basato sulla leggenda popolare. Naturalmente le due versioni sono abbastanza diverse tra loro; mentre quella ufficiale mette in evidenza soprattutto il lato cristiano e il martirio del santo, quella popolare si concentra sulla narrativa, sulla narrazione epica della morte, descrive in modo molto naturalistico la morte di Henrik ecc.

Alcune leggende furono evidenti composizioni dei preti, altre create dal popolo, e venivano perciò narrate dalla loro prospettiva. Gli studiosi spesso enfatizzano ‘l’ethos cristiano-proletario’, cioè la venerazione della povertà e della semplicità come virtù assolute, che viene di solito spiegato come il risultato dell’influenza dei Domenicani, che furono l’ordine religioso più importante sul territorio finlandese nel medioevo. Ciò può essere visto anche come una delle possibili cause dell’egualitarismo finlandese.

Non fu facile, comunque, cambiare queste vecchie credenze, e fu perciò necessario impiegare l’antica poesia popolare con tutti i suoi riferimenti pagani come mezzo di diffusione delle nuove idee. Di solito, i vecchi personaggi pagani apparivano anche nei poemi dei preti cristiani; dapprima nel ruolo di protagonisti (come nel caso di Väinämöinen, come detto), e in seguito come personaggi da compatire o addirittura malvagi. Quando i preti cristiani diventarono più sicuri di sé e della diffusione delle nuove idee religiose, iniziarono ad usare la vecchia poesia per denigrare i costumi e gli antichi eroi. Ad esempio, un antico poema usato durante il rito della guarigione, che descriveva l’uccisione di un possente bue per mano di un folletto marino (personaggio già incontrato nel mito della grande quercia), diventò, nella nuova versione parodistica un poema sull’uccisione di un enorme maiale.

Il personaggio che fu oggetto della parodia più violenta da parte dei preti cristiani fu Väinämöinen. Fu canzonato per la sua senilità – in un runo lui non riesce a distinguere un pesce da una giovane donna venuta a prender cura di lui, questo per simboleggiare che Väinämöinen ha fatto il suo tempo e che la gente deve ormai accettare i nuovi eroi e le nuove credenze. Non fu solo oggetto di canzonatura, ma anche rappresentato come il male: Marjatta (la Vergine Maria finlandese) dà alla luce un figlio, che viene immediatamente condannato a morte da Väinämöinen, il quale vede in lui un concorrente; ma il bambino accusa Väinämöinen di avere rapporti incestuosi con la madre. Alla fine, un prete battezza il bambino “Metsolan kuningas”, “Re della Terra delle foreste”, mentre Väinämöinen è costretto a fuggire per mare, in una “barca dal fondo di rame”, per essere poi ingoiato da Maelstrom – Il Vortice marino, mentre Gesù, il Re delle foreste, inizia il suo regno. Questo poema illustra bene la fusione dei vari temi nelle poesie del periodo.

Dal momento che Lönnrot non usò molte ballate e poemi/canti storici nella compilazione del Kalevala, tratteremo questi rimanenti strati tematici della poesia epica popolare soltanto brevemente.

Da un punto di vista stilistico, siamo già nel terzo periodo, quello della poesia kalevaliana medioevale, stilisticamente molto ricca, ma che già mostra i segni del decadimento che avverrà a partire dal XIV-XV secolo in poi.

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Testi

  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese

Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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