itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

CANTO XXXVII - Ritroviamo la figura di Ilmarinen. Sua moglie è stata uccisa da Kullervo. Ilmarinen piange a lungo la moglie morta, poi si crea una nuova donna d’oro e d’argento (questo è un tema di poesia popolare abbastanza conosciuto, "autentico"). Però non riesce a conferirle la vita, la cede quindi a Väinämöinen che però gli consiglia di fonderla per fabbricare oggetti più utili.

CANTO XXXVIII - Ilmarinen si reca a Pohjola per chiedere un’altra moglie, ma viene schernito perché c’è un’altra figlia dei signori di Pohjola che può essere corteggiata: Ilmarinen la rapisce e si appresta a tornare a casa. Nel corso del viaggio la fanciulla deride e offende Ilmarinen che si adira e la trasforma in gabbiano. Tornato a casa, Ilmarinen riferisce a Väinämöinen sulla prosperità che il Sampo ha conferito a Pohjola (di nuovo incontriamo l’intreccio tra il tema del corteggiamento e quello del Sampo).

CANTO XXXIX - Väinämöinen esorta Ilmarinen ad andare con lui a Pohjola per prendere il Sampo. Ilmarinen accetta la proposta ed entrambi partono per mare. Lemminkäinen li chiama dalla spiaggia; saputo il motivo del loro viaggio si offre di accompagnarli (qui viene incluso artificialmente anche Lemminkäinen, che, di solito, nei canti autentici non appare).

CANTO XL - Nel corso del viaggio verso Pohjola, Väinämöinen, Ilmarinen e Lemminkäinen giungono a una cascata dove la loro imbarcazione si arena sul dorso di un grande luccio. Ucciso il luccio, i tre ne mangiano le carni e con le mascelle Väinämöinen fabbrica un kantele. Questo tema del pesce enorme può essere associato a quelli degli altri animali enormi, ma allo stesso tempo è collegato ai canti su mostri marini, animali mitici e soprannaturali. Viene introdotto anche il tema del kantele, che Väinämöinen fabbrica con le mascelle di questo luccio enorme.

CANTO XLI - Väinämöinen inizia a suonare e tutti gli esseri viventi, gli spiriti dell’aria, della terra e del mare accorrono e si raccolgono per ascoltare la musica. Väinämöinen appare, quindi, come una specie di Orfeo finlandese che con il suo canto magico e bellissimo riesce a incantare tutti gli esseri viventi, tutto il mondo. L’armonia è tale che gli occhi di tutti si riempiono di lacrime: A Väinämöinen stesso sgorgano grosse lacrime che cadono in mare trasformandosi in perle azzurre. Questi canti, naturalmente, dovevano essere inclusi assolutamente nel Kalevala, perché servono ad introdurre Väinämöinen come il saggio cantore, simbolo del popolo finlandese

CANTO XLII - Giunto a Pohjola, Väinämöinen chiede il Sampo e minaccia di portarlo via con la forza. La padrona di Pohjola non vuole cederlo e raduna le sue genti per difenderlo. Väinämöinen preso il Kantele addormenta col suo suono tutta la gente di Pohjola, poi insieme ai compagni estrae il Sampo dalla rupe e lo trasporta sull’imbarcazione. Gli eroi fanno vela verso casa, ma tre giorni dopo la partenza la padrona di Pohjola svegliatasi e accortasi della sparizione del Sampo, suscita una fitta nebbia, un forte vento e altri ostacoli per trattenere gli eroi di Kalevala. Nel corso della tempesta, il kantele di Väinämöinen cade in mare.

CANTO XLIII - La padrona di Pohjola arma un’imbarcazione da guerra per inseguire i rapitori del Sampo. Raggiuntili, sferra battaglia, ma gli eroi di Kalevala prevalgono; la padrona di Pohjola fa cadere il Sampo in mare dove esso si spezza e va in frantumi. I pezzi più grossi sprofondano e formano le ricchezze del mare, i più piccoli sono spinti sulla spiaggia dalla risacca. Possiamo notare qui il chiaro collegamento con il mito della creazione che racconta dell’origine (come già detto, alcune varianti raccontano che il guscio dell'uovo, rompendosi, dà origine alle stelle). La padrona di Pohjola minaccia di distruggere la prosperità di Kalevala, ma Väinämöinen non se ne cura; allora essa ritorna a Pohjola riportando del Sampo solo il coperchio vuoto (il coperchio del Sampo, in effetti, fu sempre considerato la parte più importante dell'oggetto). Väinämöinen raccoglie dalla spiaggia i frammenti del Sampo e li pone nella terra del Kalevala; allora vediamo che c’è questa speranza per un per futuro migliore, perché i frammenti di Sampo, da ricercare nel passato della nazione, potranno condurre ad un futuro glorioso.

CANTO XLIV - Väinämöinen non riuscendo a trovare il kantele caduto in mare, ne fabbrica un altro di legno di betulla e riprende a suonare con grande gioia di tutta la natura. Qui troviamo il tema del secondo kantele, sicuramente più reale di quello precedente, fabbricato dalla mascella del luccio.

CANTO XLV - La padrona di Pohjola suscita contro Kalevala i più terribili morbi. Väinämöinen riesce a guarire il proprio popolo per mezzo di esorcismi e di unguenti (un altro pretesto per inserire incantesimi e magie).

CANTO XLVI - La padrona di Pohjola aizza l’orso contro il bestiame di Kalevala, Väinämöinen abbatte l’orso, in Kalevala si tengono feste e banchetti per celebrare la caccia.

CANTO XLVII - Il sole e la luna scendono ad ascoltare la musica che Väinämöinen trae dal kantele; la padrona di Pohjola rapisce gli astri e li nasconde in un monte, poi ruba anche il fuoco dalle case di Kalevala. Ukko fa scaturire dalla propria spada una scintilla dalla quale dovranno nascere un nuovo sole a una nuova luna. La scintilla cade sulla terra e Väinämöinen va a cercarla insieme a Ilmarinen. La vergine dell'aria dice loro che la scintilla è caduta nel lago di Alue (un lago mitico primordiale) ed è stata inghiottita da un pesce. Väinämöinen e Ilmarinen cercano di pescare il pesce con una rete di scorza, ma non vi riescono.

CANTO XLVIII - Il pesce ha inghiottito la scintilla è infine pescato per mezzo di una rete di lino; nel suo ventre viene trovata la scintilla che però guizza via all'improvviso ustionando le guance e le mani di Ilmarinen. Il fuoco si slancia nel bosco, brucia e devasta molte terre, finché viene catturato e posto nelle buie stanze di Kalevala. Ilmarinen guarisce delle ustioni.

Il motivo dei corpi celesti rubati si trova spesso nelle poesie popolari; secondo alcune teorie si riferisce al "kaamos", il periodo invernale del buio nei paesi nordici. Il mito dell'origine del fuoco e anche un mito molto diffuso; storie degli animali che portano la scintilla le troviamo dalla Nuova Guinea fino all'America. Nel "Nuovo Kalevala", la scintilla viene prodotta da Ukko, ma in molte varianti da Ilmarinen. Si suppone che i canti sull'origine del fuoco venivano cantati durante i rituali di accensione del fuoco nella casa nuova, durante le feste stagionali (i solstizi d'inverno e di primavera) e in connessione con il già citato "kaskenpoltto". Fino ai tempi recenti, alcuni elementi di questo "poema dell'origine" hanno fatto parte degli incantesimi per curare le bruciature.  

CANTO XLIX - Ilmarinen fucina un nuovo sole e una nuova luna, ma non riesce a farli risplendere. Interpretando i presagi, Väinämöinen apprende che il sole e la luna si trovano chiusi nel monte di Pohjola; allora vi si reca, combatte contro le genti di Pohjola e le sconfigge. Väinämöinen vede il sole e la luna, ma non riesce a raggiungerli; torna in patria per procurarsi degli arnesi per penetrare nel monte. Mentre Ilmarinen fucina gli arnesi per Väinämöinen, la padrona di Pohjola, presa dalla paura, libera il sole e la luna.

CANTO L - Il poema finisce con la storia che troviamo nella poesia popolare, nello strato di poesia cristiana, cioè la storia della vergine Marjatta, che nella poesia popolare troviamo adattata alle idee locali. La vergine Marjatta inghiotte una bacca e partorisce un figlio. Il bambino scompare e, dopo lunghe ricerche, viene ritrovato in un pantano. Un vecchio, invitato a battezzare il bambino, rifiuta di farlo prima che venga deciso se lo si debba lasciar vivere. Väinämöinen pronuncia una sentenza di morte contro il bambino, che però lo rimprovera di avere emesso un giudizio iniquo (questo è un motivo a cui abbiamo fatto riferimento parlando delle poesie composte dai preti cristiani per denigrare Väinämöinen). Il vecchio consacra il bambino re di Carelia; Väinämöinen, sdegnato, parte per sempre, predicendo che ritornerà quando vi sarà bisogno di lui per fabbricare un altro Sampo, un altro kantele e una nuova luce. Väinämöinen naviga su imbarcazione di rame fino al punto in cui la terra e il cielo si incontrano; lì resterà finché le sue genti lo richiameranno; a loro lascia in eredità il kantele e i suoi canti.

Lönnrot, come vediamo, fa uso di molti miti anche finno-ugrici, non soltanto finnici e artici, dove qualche eroe pagano parte volontariamente, vive in eterno ed è pronto a tornare magari se ci sarà bisogno di lui in futuro per salvare il popolo. Väinämöinen è, in effetti, spinto via dall’arrivo della cristianità, ed è questo il modo in cui Lönnrot voleva concludere il suo poema epico. In molti canti Lönnrot cercò di ricostruire i riti pagani nella loro forma "pura", come non appaiono quasi mai nella poesia popolare, dove i canti si sovrappongono, come abbiamo visto, per esempio, negli "incantesimi di preghiera". Lönnrot, cristiano luterano molto devoto, cercò di separare questi strati, forse perché gli sembrò eccessivo e quasi ereticale mettere insieme tutte queste divinità; nelle storie importanti che finiscono con l’aiuto da parte di qualche potere soprannaturale, è sempre un Dio, cioè un’essenza monoteistica a venire in aiuto. Per esempio, nella storia di Lemminkäinen abbiamo fatto riferimento a quell’ape che porta l’unguento ottenuto dal dio Jumala (che sarebbe il nome del Dio cristiano in finlandese) e soltanto questo unguento riesce a resuscitare Lemminkäinen. Väinämöinen, una volta guarito, ringrazia sempre “il” Dio, che sembra essere il Dio cristiano.

Così Lönnrot risolve il suo dilemma di base: il nucleo del Kalevala è pagano, ma nei momenti importanti troviamo sempre il Dio cristiano. Lönnrot, poi, aveva varie teorie che voleva dimostrare, cioè che gli antenati dei finlandesi avrebbero avuto una specie di monoteismo (Ukko o Jumala), forse perché gli sembrava conveniente anche per il futuro dei finlandesi conservare il riferimento ad un unico Dio. La partenza di Väinämöinen, alla fine del CANTO L, è presentata in una maniera abbastanza pacifica, una partenza volontaria che, in effetti, lascia spazio alle nuove idee, alla nuova religione; Väinämöinen rimane comunque a disposizione del suo popolo per qualsiasi evenienza futura, oltre a lasciare in eredità il kantele e i suoi canti. Al contrario, nella versione dei poemi "cristiani", Väinämöinen, completamente denigrato, distrutto, ridicolizzato da tutti, parte per sempre, finisce in un vortice marino e di lui non sappiamo più niente; in questo caso, invece, è piuttosto una partenza eroica, che naturalmente serviva a legittimare il futuro glorioso dei finlandesi.

Anche dal punto di vista della struttura del Kalevala, questo ultimo canto, in effetti, vuole essere simmetrico al CANTO I, dove viene creato l'intero universo e, successivamente assistiamo alla nascita di Väinämöinen; invece, nell’ultimo canto Väinämöinen parte, arriva il cristianesimo e finisce quindi quest’era gloriosa degli eroi, questa età dell’oro descritta da Lönnrot in maniera tanto suggestiva.

Noi abbiamo già fatto riferimento al punto più importante, ovvero al dibattito sull’interpretazione "storica" e su quella "mitologica" del Kalevala. L’interpretazione storica è quella di Lönnrot, il quale veramente credeva che il Kalevala e i canti popolari rispecchiassero dei fatti storici. L’interpretazione mitologica era, invece, la convinzione che questi canti popolari rispecchiavano soltanto i miti antichi dei popoli (in questo caso del popolo finlandese), ovvero che il Kalevala tratta della mitologia balto-finnica e non si possono cercare delle tracce di avvenimenti storici. Questa fu anche l’interpretazione di Jacob Grimm, uno studioso tedesco, raccoglitore di fiabe e di poesia popolare che apprezzò tantissimo il Kalevala già negli anni ’40 del XIX secolo, quando lo conobbe nella traduzione svedese. Queste due interpretazioni sono coesistite per un certo periodo di tempo e quella mitologica possiamo dire che ha prevalso, anche se i folcloristi oggigiorno ammettono che ci possono essere delle tracce velate di avvenimenti storici.

Possiamo concludere vedendo qualche esempio di arte ispirata al Kalevala (visione foto) e soprattutto alla figura di Väinämöinen, come i quadri di Eckmann (visione degli eroi kalevaliani ispirata a canoni classicisti e romantici italiani e francesi) e le varie versioni del Kalevala per bambini: una delle più famose è sicuramente il "Kalevala dei cani" (Koirien Kalevala) di Mauri Kunnas. Così il Kalevala vive la sua vita "postmoderna", nella quale non ci sono più delle interpretazioni "giuste" o "sbagliate". Ancora oggi, molti leggono il poema come un "messaggio dal passato", un'informazione sui miti e sul modo di vivere degli antichi Finni; altri, invece, lo leggono come un sintomo del nazionalismo finlandese del XIX. secolo. I più, però, propendono per una lettura che mette in evidenza le qualità eterne dell'opera: l'affascinante magia poetica delle storie mitiche.

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Testi

  • Profilo di letteratura finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Romanzo storico finlandese

Dalle origini al Novecento

L’importanza della letteratura orale - Se parliamo di letteratura finlandese nel senso di letteratura della Finlandia, bisogna evidenziarne il carattere multilingue e multiculturale. Ai primi testi letterari scritti in latino (successivi all’arrivo ufficiale del Cristianesimo nel XII secolo), seguirono quelli in svedese (soprattutto quando, nel XVII secolo, fu fondata l'Accademia, vale a dire l’Università di Turku / Åbo). Dalla fine del XIX secolo, il finlandese divenne gradualmente la lingua di maggior diffusione nel paese e a partire dal XX secolo, principalmente dalla seconda metà, troviamo anche la letteratura in lingua sami; negli ultimi decenni, durante i quali la Finlandia si è maggiormente aperta al mondo, riscontriamo letterature in altre lingue minoritarie, sebbene di diffusione limitata.

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