itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

 

CANTO XXXI - Con questo canto passiamo all’altro ciclo tematico importantissimo del Kalevala, il “ciclo di Kullervo”. I cicli di Lemminkäinen e di Kullervo non hanno quasi niente a che fare con i temi centrali del Kalevala, vale a dire col tema del corteggiamento e col tema del Sampo, ma queste storie affascinavano a tal punto Lönnrot, da spingerlo ad includerle nell'opera.

La storia inizia con la guerra tra Untamo e Kalervo, personaggi poco conosciuti appartenenti alla mitologia balto-finnica. Si suppone che Untamo sia il sovrano del Regno del Sogno, una specie di personificazione di Sogno (la parola “Uni” in finlandese vuol dire “sogno” e anche “dormire”). Kalervo, che combatte contro suo fratello Untamo, è un altro eroe mitico di cui si sa pochissimo; alcuni pensano che il nome Kalervo fosse una variante del nome Kaleva, il proto-padre dei finnici. Il protagonista della storia è Kullervo, figlio di Kalervo.

Vediamo innanzitutto la storia, che continua fino al canto XXXVI. Untamo muove guerra al fratello Kalervo, ne uccide la gente e rapisce una donna incinta. Nella dimora di Untamo la donna dà alla luce un figlio che chiama Kullervo. Kullervo bambino medita la vendetta contro Untamo, Untamo a sua volta, tenta più volte di uccidere Kullervo senza riuscirci (Kullervo sarebbe l’ultimo sopravvissuto della stirpe di Kalervo, del popolo che Untamo, pur essendo suo fratello, vuole sterminare). Fattosi adulto, Kullervo distrugge tutto quello che tocca finché Untamo si decide a venderlo a Ilmarinen come servo.

CANTO XXXII - La moglie di Ilmarinen manda Kullervo a custodire le greggi. Malignamente gli pone un sasso dentro il pane, che gli servirà da pasto. La moglie di Ilmarinen recita preghiere e scongiuri per preservare da ogni male il bestiame mandato al pascolo (un altro pretesto per pronunciare gli incantesimi per la protezione degli animali al pascolo).

CANTO XXXIII - Mentre pascola il bestiame, Kullervo prende il pane datogli dalla moglie di Ilmarinen (che sarebbe, come sappiamo, la vergine di Pohjola) e nel tagliarlo rovina il proprio coltello, unico ricordo rimastogli della famiglia. Per vendicarsi della moglie di Ilmarinen, Kullervo spinge il bestiame in un pantano, poi evoca un’orda di lupi e di orsi alla quale fa assumere l’aspetto di mucche e di pecore e a sera la sospinge verso casa. C’è, quindi, di nuovo una vendetta compiuta non direttamente ma attraverso incantesimi e magie. Quando la moglie di Ilmarinen si appresta alla mungitura, viene sbranata dalle belve.

CANTI XXXIV - Kullervo fuggito dalla casa di Ilmarinen erra per la foresta, viene a sapere dalla vecchia del bosco che il padre, la madre, il fratello e la sorella sono ancora in vita. Kullervo segue le indicazioni della vecchia e ritrova la famiglia ai confini della Lapponia. La madre racconta a Kullervo di averlo creduto morto e che la sorella maggiore è scomparsa raccogliendo bacche. Kullervo lavora nella casa dei genitori ma, rivelatosi inetto, viene mandato dal padre a pagare i tributi. Nel tornare a casa Kullervo incontra, senza riconoscerla, la sorella smarrita, la attira a sé e la seduce. Quando la sorella di Kullervo si rende conto dell’incesto, si affoga nel fiume mentre Kullervo tornato a casa, racconta l’accaduto alla madre e medita a sua volta il suicidio. La madre di Kullervo lo sconsiglia di cercare nella solitudine sollievo al suo rimorso. Kullervo decide, però, di vendicarsi prima di Untamo. Kullervo si appresta a muovere guerra a Untamo, solo la madre mostra di essere preoccupata per il suo destino. Giunto alla casa di Untamo, Kullervo distrugge ogni cosa e brucia l’abitazione. Al ritorno, Kullervo trova la casa deserta, come anche tutta la contrada. Vive solo il vecchio cane con il quale va a caccia nel bosco. Ritrovatosi per caso nel luogo in cui aveva sedotto la sorella, Kullervo tormentato dal rimorso si uccide gettandosi sulla propria spada.

Come Aino, anche Kullervo è una creazione di Lönnrot, basata solo vagamente sui canti popolari "autentici". Una delle differenze più grandi tra il "Nuovo Kalevala" e il "Vecchio Kalevala" è proprio il modo in cui la storia di Kullervo viene sviluppata: nel "Vecchio Kalevala", c'è un solo canto dedicato a Kullervo, mentre nel "Nuovo Kalevala" ben sei. Come detto, Kullervo è un personaggio composto da varie figure della poesia popolare; fonte d'ispirazione furono le varie leggende del bambino straordinariamente forte e prematuro - di solito nato in circostanze misteriose - ma anche le ballate germaniche che raccontavano di un giovane girovago che, inconsciamente, aveva rapporti incestuosi con la sorella, oltre che varie altre storie medioevali. Per quanto riguarda la poesia popolare, esistono dei canti su Kullervo nella tradizione ingriana, e proprio questi canti Lönnrot fece suoi per ricreare la figura di questo personaggio. Non fu comunque facile incorporare questo materiale nel Kalevala, che consisteva soprattutto di canti careliani. Nella storia di Kullervo si trovano dei motivi che rispecchiano la realtà ingriana, per esempio quelli del feudalismo e della schiavitù (come ricorderete, Kullervo viene venduto a Ilmarinen come schiavo) che esisté in Estonia e Ingria fino alla seconda metà dell'ottocento (in Finlandia e negli altri paesi nordici, invece, la schiavitù non ci fu mai). Nonostante tutto ciò, Lönnrot considerava i poemi su Kullervo talmente importanti da volerli includere nel Kalevala ad ogni costo, anche dovendoli sviluppare secondo le proprie idee; a tale proposito, molti critici gli rimproverarono soprattutto la mancanza di coerenza tra le varie storie.

Kullervo diventò subito uno dei personaggi più famosi del Kalevala; già nel 1853, lo studioso F. Cygnaeus pubblicò un saggio sulla tematica tragica del Kalevala, concentrandosi soprattutto sul personaggio di Kullervo. Successivamente, molti autori finlandesi, soprattutto romantici e neo-romantici, si identificarono con Kullervo e svilupparono la sua storia nelle loro opere. Secondo alcuni studi psicologici e psichiatrici, per gli uomini finlandesi è stato facile identificarsi con Kullervo, dal momento che uno dei modelli dell'uomo finlandese è il superuomo che procede inesorabile verso il proprio destino, che può essere anche il suicidio. L'alta percentuale di suicidi tra gli uomini finlandese viene spiegata, tra l'altro, col fatto che l'uomo finlandese non deve mostrare le proprie emozioni.

Kullervo ha ispirato anche l’arte finlandese: c’è un brano di Sibelius chiamato Kullervo e anche alcuni dipinti e opere teatrali sono basati su questo personaggio.

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Testi

  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese

Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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