itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

 

Il ciclo di Lemminkäinen, con cui abbiamo iniziato, lo troviamo dal canto XI fino al canto XV. Si tratta di un ciclo tematico a parte che Lönnrot non riuscì a collegare logicamente agli altri episodi.

CANTO XVI - Väinämöinen manda Sampsa Pellervoinen a cercare legname per costruire la barca che gli era stata richiesta dalla vergine di Pohjola (continuazione sia della trama del corteggiamento, sia della storia della barca). Quando l’ha quasi finita, si accorge che gli mancano tre parole magiche (di nuovo un pretesto per introdurre il tema del viaggio dello sciamano nell’aldilà). Non riuscendole ad ottenere da altri, Väinämöinen scende a Tuonela dove la figlia di Tuoni cerca di trattenerlo. Con la propria magia Väinämöinen riesce ad uscire da Tuonela; tornato sconsiglia ai giovani di tentare sul suo esempio di recarsi laggiù.

Questo è un classico esempio dei canti che noi abbiamo caratterizzato come canti del cosiddetto “strato di poesia sciamanica”: il viaggio dello sciamano per ottenere il sapere (in questo caso, le parole magiche che servono per costruire la barca). In questo canto si descrive il viaggio dello sciamano, abbastanza fedelmente rispetto a quanto visto nei filmati dei giorni scorsi. Il ritorno da Tuonela sarà per Väinämöinen problematico, ma alla fine Väinämöinen si trasformerà in serpente (uno degli animali in cui lo sciamano era solito trasformarsi). Alla fine del canto, troviamo tracce di uno strato posteriore di epica popolare (Väinämöinen sconsiglia ai giovani di tentare di recarsi nell'aldilà), lo strato dei poemi “cristiani”, dove Väinämöinen viene, in effetti, presentato come un eroe da seguire, il quale, però, una volta tornato, sconsiglia a tutti di seguire il suo esempio. In alcuni canti, egli entra in una chiesa cristiana, proprio per mostrare chiaramente che le pratiche sciamaniche e pagane si devono abbandonare e che ci si deve convertire al cristianesimo. I poemi degli strati più recenti si concentrano sulla denigrazione di Väinämöinen.

CANTO XVII - Väinämöinen di nuovo ha bisogno di altre parole magiche e va a chiederle a Antero Vipunen, che è un mitico gigante, famoso per la sua ricchezza e per la potenza della sua scienza magica (una specie di saggio primordiale, un proto-sciamano, un personaggio che si suppone sia ancora più antico di Väinämöinen e degli altri eroi principali del Kalevala).

Questo ciclo tematico di Antero Vipunen fu trovato da Lönnrot nella Carelia di Dvina; lì furono trovati anche altri canti che si suppone fossero di origine più antica, ragion per cui si pensa che anche Antero Vipunen fosse uno dei personaggi più antichi della mitologia balto-finnica.

Väinämöinen sveglia Antero Vipunen dal lungo sonno sottoterra e Vipunen inghiotte Väinämöinen. Väinämöinen, dall’interno delle sue viscere, comincia a tormentarlo; Vipunen si chiede quale flagello gli strazi il ventre e cerca di liberarsene con parole magiche, scongiuri, imprecazioni e minacce. Väinämöinen dichiara che andrà via solo dopo aver ottenuto da Vipunen le parole magiche necessarie per completare la barca. Qui vediamo la gerarchia abbastanza chiara fra Väinämöinen e Vipunen: Vipunen è chiaramente quello più potente, più sapiente; anche Väinämöinen, però, è abbastanza sapiente e potente, e, infatti, non viene distrutto dagli incantesimi pronunciati da Vipunen. Vipunen poi canta alla fine a Väinämöinen tutta la propria scienza magica e Väinämöinen torna al cantiere e termina la costruzione della barca.

CANTO XVIII - Continua il ciclo tematico del corteggiamento. Väinämöinen salpa con la nuova barca per chiedere in sposa la vergine di Pohjola. Annikki sorella di Ilmarinen lo scorge e parla con lui dalla riva, viene a sapere il motivo del viaggio e avverte il fratello (le sorelle dei vari personaggi, di solito, appaiono come aiutanti molto leali dei fratelli, come abbiamo visto anche nel film). Ilmarinen si lava e si veste, poi si mette in viaggio verso Pohjola: la padrona di Pohjola vede arrivare i pretendenti, consiglia alla figlia di scegliere Väinämöinen, ma, come Aino, anche la vergine di Pohjola rifiuta Väinämöinen e preferisce Ilmarinen che ha costruito il Sampo. Questo è il motivo, di cui abbiamo già parlato, di Väinämöinen quale corteggiatore rifiutato.

CANTO XIX - Ilmarinen chiede in sposa la vergine di Pohjola e gli vengono imposte difficili prove (come abbiamo visto in precedenza, anche Lemminkäinen doveva assolvere tre compiti per ottenere la donna in sposa). Il motivo delle prove da superare è sicuramente universale e lo troviamo nelle favole di un po' tutti i popoli, in varie mitologie. Ilmarinen compie le prove felicemente seguendo i consigli della fanciulla: siccome la vergine di Pohjola vuole Ilmarinen, lo aiuta anche durante i sui compiti, ovvero quello di arare il campo delle vipere, poi catturare l’orso di Tuoni ed il lupo di Mana (i due nomi per il regno dei morti), ed infine pescare il luccio nel fiume di Tuonela. La padrona di Pohjola promette la figlia ad Ilmarinen dopo aver compiuto tutto quello che doveva, Väinämöinen ritorna indispettito nelle sue terre e sconsiglia i vecchi dal competere in amore con i giovani. Questo motivo è tratto dai canti nei quali gli uomini più anziani danno consigli ai più giovani sul come comportarsi; è, quindi, una parte che appartiene piuttosto alla lirica.

CANTO XX - A Pohjola per il banchetto nuziale viene macellato un bue gigantesco, la birra viene fermentata e le vivande approntate; vengono inviati messaggeri con gli inviti alle nozze. Lemminkäinen è il solo a non essere invitato. Lemminkäinen viene citato soltanto brevemente, e poi non se ne parlerà più fino al canto XXVI; questo cenno serve per rendere più coerente e logica la narrazione.

Il canto XX, altrimenti, è il canto che ci introduce al tema delle nozze, che poi verranno descritte nei cinque canti successivi. Conviene confrontare la versione in prosa (e poi anche la versione di Pavolini e quella di Cocchi). All’inizio del testo vediamo uno dei modi tipici in cui Lönnrot collega i cicli tematici tra di loro: “Cosa canteremo ora quale canto intoneremo?”; siccome intende cambiare argomento, Lönnrot usa queste frasi di collegamento, presenti nella poesia popolare. Poi si passa alla storia del grande bue (III paragrafo).  La storia di questo bue enorme è simile a quella, già trattata, della grande quercia. Poi Lönnrot introduce la figura mitica del “venerato” Virokannas di Carelia, personaggio abbastanza misterioso, di cui non si sa molto; di solito viene definito come uno straniero con dei poteri soprannaturali. La parola ‘Viro’ in finlandese significa ‘Estonia’, per cui da ciò deriverebbe il concetto di straniero, ma ci sono anche altre tesi in proposito.

CANTO XXI - “Il vecchio saltò sopra a un pino, Virokannas si rifugiò tra i cespugli, il venerato tra i salici…”

A parte i canti epici, che formano la parte più consistente, il Kalevala contiene anche un numero elevato di poesie rituali, e anche canti lirici. Durante i suoi viaggi nella Carelia di Dvina, Lönnrot raccolse molti canti nuziali, e nel 1833 preparò una collezione dal titolo "Canti nuziali", Naimakansan virsiä. Durante gli anni successivi, comunque, incorporò delle sezioni dei canti nuziali nelle varie versioni del Kalevala, e così l'opera diventò una specie di dramma di corteggiamento e di nozze. Come abbiamo detto, insieme con la storia del Sampo e della sfida tra Kalevala e Pohjola, il tema del corteggiamento e delle nozze appare come il più importante del Kalevala.

Il culmine di questo tema è rappresentato dalle nozze di Ilmarinen con la vergine di Pohjola, alle quali sono dedicati ben sei canti. Lönnrot cercò di incorporare più materiale rituale possibile nel suo poema epico. Si presume che la poesia lirico-epica e lirica, un genere questo prevalentemente femminile, servissero ad addolcire il carattere maschile dell'epopea. Molti critici gli rimproverarono l'eccessiva presenza dei canti nuziali, ma Lönnrot rispondeva evidenziando come questo rito fosse importantissimo per la vita degli antichi Finni; non dobbiamo dimenticare, infatti, che Lönnrot concepiva il Kalevala anche come un'opera etnografica (doveva, perciò, contenere la descrizione autentica dello stile di vita degli antichi Finni, comprese le attività quotidiane e festive).

Passiamo ora ad analizzare un po' più in dettaglio questo canto.

Sono stati usati degli attributi: vecchio, venerato, che sembrano degli attributi di Virokannas, mentre nell’originale erano riferiti anche ad altri personaggi. Si continua parlando di come fu cercato un altro macellaio, in quanto Virokannas non fu capace di abbattere il bue e, alla fine, c’è sempre questo uomo misterioso, sicuramente collegato a quel nano estraneo che riesce ad abbattere la grande quercia (abbiamo proprio la stessa struttura, lo stesso schema). Su questo poema (al quale forse abbiamo già fatto riferimento parlando del cosiddetto strato di poesia epica nel periodo cristiano) fu fatta una parodia, attribuita ai preti cristiani, dove, al posto del bue, troviamo un maiale enorme: si ridicolizzano tutti questi spiriti e dei pagani, tipo Virokannas, e la narrazione si concentra soprattutto su come essi siano impotenti e non riescano ad abbattere il bue, ma siano costretti a fuggire e a rifugiarsi sugli alberi o tra i cespugli.

Si prosegue con il canto della birra, che è una di quelle ricette lirico – epiche che spiega l’origine della birra in una maniera diversa dagli incantesimi; era uno di quei canti che si cantavano durante il lavoro (nel filmato sulla Carelia di Dvina, come ricorderete, si parlava proprio di questo fatto, di come si cantava durante il lavoro; i lavori speciali avevano i loro canti: si credeva che, per far venire la birra veramente buona, si dovessero cantare le parole ed i canti giusti).

Veniamo così introdotti all’argomento delle nozze di Ilmarinen con la vergine di Pohjola; troviamo, poi, altri cinque canti nuziali che descrivono le nozze di Pohjola.

Lo sposo viene accolto a Pohjola con il suo corteo, agli ospiti viene offerto un ricco banchetto, cibo e bevande in abbondanza. Väinämöinen canta e ringrazia i propri ospiti.

CANTO XXII - La sposa viene preparata per la partenza, le vengono ricordati i giorni passati e quelli che l’aspettano, la tristezza e il pianto della sposa vengono incoraggiati, ma infine un fanciullo la conforta mostrandole la piacevole vita che l’aspetta.

CANTO XXIII - Ammaestramenti e consigli alla sposa sul modo in cui dovrà condursi in casa del marito (che poi smentiscono un po’ la descrizione, fatta nel canto precedente, della vita piacevole che aspetta la sposa). Una vecchia racconta le vicende della propria vita.

CANTO XXIV - Consigli allo sposo sul modo in cui dovrà comportarsi con la moglie. Un vecchio racconta i propri rapporti con la moglie, la sposa piange al pensiero di dover abbandonare per sempre la casa dei genitori, cui rivolge l’addio. Ilmarinen fa salire la sposa sulla slitta e parte con lei, tre giorni dopo arriva nella propria casa.

CANTO XXV - Lo sposo, la sposa e il seguito sono ricevuti in casa di Ilmarinen. Agli invitati viene offerto da mangiare e da bere in abbondanza. Väinämöinen canta in onore del padrone di casa, della padrona, del compare e della comare. Al ritorno dalle nozze a Väinämöinen si spezza la slitta, la riaccomoda e raggiunge la propria casa.

Lönnrot considerava questo episodio nuziale il culmine del dramma del corteggiamento, e questo spiega anche perché il tema delle nozze sia così importante nel Kalevala.

Passiamo di nuovo alla storia di Lemminkäinen (CANTI XXVI-XXIX) che è alla sua conclusione: Lemminkäinen, offeso per non essere stato invitato alle nozze, va da solo a Pohjola e provoca un conflitto, alla fine del quale, poi, uccide il padrone di Pohjola . Nella poesia popolare, a volte si tratta anche di qualche altra festa alla quale Lemminkäinen non viene invitato.

CANTO XXX - Con la mancata vittoria su Pohjola, si conclude definitivamente il ciclo di Lemminkäinen.

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  • Profilo di letteratura finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
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