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Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

 

CANTO IV - Väinämöinen incontra nel bosco Aino, la sorella di Joukahainen, e le chiede di diventare sua moglie. Aino corre piangendo a casa e lo racconta alla madre; la madre la rimprovera e le ordina di rallegrarsi e di indossare gli abiti e gli ornamenti più belli. Aino continua a piangere e risponde che non vuole sposare un vecchio. Errando disperata nella foresta, giunge a una spiaggia ignota, entra nell’acqua e affoga. La madre, inconsolabile, piange la figlia perduta.

CANTO V - Väinämöinen cerca di riprendere Aino dalle acque e la pesca con l’amo trasformata in uno strano pesce. Mentre si accinge a tagliarlo a pezzi, il pesce guizza via dalle sue mani e tornando in mare gli svela di essere Aino. Väinämöinen tenta ancora con le suppliche e con le reti di riprendere il pesce, ma invano. Torna afflitto a casa e riceve dalla madre morta il consiglio di chiedere in sposa la più bella figlia di Pohjola. Qui possiamo vedere chiaramente come Lönnrot cerchi di collegare i vari episodi tra loro.

I canti III, IV e V sono, in effetti, una composizione di Lönnrot di vari cicli tematici che troviamo nella poesia popolare, vale a dire del ciclo del “Duello tra due sciamani”, e di quello della storia di Aino.

Iniziamo con il duello tra Väinämöinen e Joukahainen che troviamo nel CANTO III.

Väinämöinen viene presentato come il saggio più potente, il saggio anziano, mentre Joukahainen appare come un giovane arrogante che viene sconfitto. Lo scontro tra di loro avviene su un sentiero troppo angusto per poter contenere entrambi. Ci sono varie teorie sul significato di questo duello; nella maggior parte dei canti popolari, esso è presentato come uno scontro fra due sciamani, due saggi, due capi tribù, che combattono usando le parole magiche: parole di origine, incantesimi o canti di origine (chi di loro conosce meglio le origini di vari fenomeni, cose e l'origine del mondo, vince). In alcune varianti, invece, lo scontro è fisico, più violento; da qui sono nate, poi, le teorie secondo le quali si trattava, in effetti, di due guerrieri vichinghi.

Qualche studioso ha anche avanzato l'ipotesi che questo tema della gara tra i due sciamani può essere collegato anche alle gare tra i cantori, molto popolari a quel tempo, soprattutto nella Carelia di Dvina.

 La storia di Aino, che inizia nel CANTO III e finisce col CANTO V, è composta da tre cicli tematici: nel primo canto si parla del personaggio della sorella di Joukahainen; il secondo ciclo viene chiamato, di solito, “La ragazza impiccata” e il terzo “La vergine di Vellamo”. La sorella di Joukahainen appare nella storia della gara tra i due sciamani, dove Joukahainen, sconfitto da Väinämöinen e incantato nella palude, perde anche sua sorella perché, in un momento di disperazione, promette a Väinämöinen di dargliela in sposa.

Il ciclo “La ragazza impiccata” si trova nella poesia popolare abbastanza spesso, e si pensa facesse parte dei canti delle donne che protestavano contro i matrimoni combinati. In questo canto, la ragazza viene promessa ad un uomo vecchio, un uomo che la famiglia della ragazza considera un buon partito; la madre della ragazza è entusiasta della prospettiva di un tale matrimonio per la figlia, ma la figlia è infelice e rifiuta di sposarlo. Quando la mamma la manda nel granaio per abbellirsi, la ragazza si impicca.

Il terzo ciclo è quello de “La vergine di Vellamo”. Forse si tratta di una divinità marina che spesso appare come la sposa di Ahti, quindi uno spirito femminile associato all’acqua. Väinämöinen pesca Vellamo, la quale appare sotto forma di pesce. Come sicuramente ricorderete, parlando dei poemi epici del periodo cristiano, abbiamo detto che questo mito veniva usato per denigrare Väinämöinen.

Lönnrot fece uso, quindi, di tutto questo materiale per comporre una storia fortemente ispirata a questi temi, ma con delle evidenti variazioni. La storia di Aino viene di solito interpretata come la storia della resistenza passiva femminile: piuttosto che sposare Väinämöinen, Aino preferisce morire. Il nome Aino, inventato da Lönnrot, deriva dalla parola ‘ainoa’, che significa “unico/unica”. Probabile, quindi, il riferimento al fatto che Aino sia l’unica sorella di Joukahainen. E' interessante notare come Aino sia diventato uno dei nomi più popolari in Finlandia, e molti credono, ancora oggi, che si tratti di un antico nome finlandese o balto-finnico (dal risorgimento nazionale in poi, è usanza comune, in Finlandia, usare questi antichi nomi balto-finnici di divinità pagane o mitologiche). Il modo che Aino sceglie per suicidarsi è molto meno drastico di quello della ragazza impiccata: gettandosi in acqua, Aino si fonde con la natura.

Molti studiosi mettono in evidenza il carattere femminile dell’acqua, e poi tutte le associazioni dell’acqua, sia con la vita, sia con la morte. Alcune interpretazioni, poi, si concentrano sul motivo della rinascita: dopo essersi fusa con la natura sotto forma di acqua, Aino rinasce sotto forma di pesce. La morte, quindi, non viene vista come qualcosa di orrendo, come la fine di tutto, ma come l’inizio di una nuova esistenza, forse più felice, più libera da tutte le limitazioni che Aino subiva in quanto giovane donna. E' chiaro, inoltre, il riferimento alla concezione, nella mitologia balto-finnica ed ugro-finnica, della morte come passaggio ad un altro tipo di esistenza.

La questione del suicidio appare più volte nel Kalevala (noi tratteremo soprattutto la storia di Kullervo). I suicidi delle ragazze giovani, che rifiutavano, così, il matrimonio combinato, erano spesso visti, in queste culture, come un tipo di scelta legittima: in vari canti popolari, si dice che la ragazza preferisce scegliere come suo compagno la morte (c’era quindi l’idea della morte come amante, marito, compagno che la ragazza sceglie piuttosto di questo uomo vivo.

CANTO VI - Joukahainen si pone alla ricerca dell’odiato Väinämöinen e gli fa un agguato per sorprenderlo durante il viaggio verso Pohjola. Quando lo vede attraversare il fiume a cavallo gli scaglia un dardo, ma colpisce solo l’animale (nel film, invece, abbiamo visto che ad essere colpito è Väinämöinen). Väinämöinen cade in acqua, una tempesta lo trascina in alto mare, con grande gioia di Joukahainen, convinto che il rivale abbia cantato il suo ultimo canto. Qui vediamo, in effetti, un' altra differenza tra il cosiddetto ‘Vecchio Kalevala’ e il ‘Nuovo Kalevala’: nel nostro brano (tratto dal "Nuovo Kalevala") non appare più il lappone (che, invece, abbiamo incontrato all’inizio del canto della creazione del ‘Vecchio Kalevala’). Lönnrot sostituisce il lappone con Joukahainen, e così tutta la storia diventa più coerente logica: in effetti, Joukahainen ha una buona ragione per vendicarsi, perché Väinämöinen l’ha sconfitto nella sfida ed ha anche provocato la morte della sorella.

CANTO VII - Väinämöinen nuota per diversi giorni in alto mare, lo vede l’aquila che, ancora riconoscente, lo prende sulle sue ali e lo porta sulla spiaggia di Pohjola. La padrona di Pohjola accoglie Väinämöinen nella propria casa (questo episodio serviva anche per a giustificare il trasferimento di Väinämöinen a Pohjola). Väinämöinen ha nostalgia della sua terra, la padrona di Pohjola promette di rimandarvelo ed anche di dargli in moglie la propria figlia se egli fabbricherà il Sampo. Väinämöinen, a sua volta, le promette e appena arriverà a casa manderà il fabbro Ilmarinen a fabbricare il Sampo. La padrona di Pohjola gli fa preparare slitta e cavallo perché egli possa tornare nel proprio paese. Qui siamo di nuovo nel cosiddetto “ciclo del Sampo” (che si fonde con il "ciclo del corteggiamento"), di cui Lönnrot venne a conoscenza grazie a cantori come Malinen. Dopo l’integrazione con il cosiddetto “canto di Aino”, ritorniamo di nuovo alla storia autentica del Sampo raccontata dai bardi careliani. Delle molte versioni, Lönnrot scelse questa che logicamente sembrava più adatta per la sua storia.

CANTO VIII - Durante il viaggio, Väinämöinen vede la vergine di Pohjola meravigliosamente vestita e la chiede in sposa. La fanciulla acconsente purché Väinämöinen le fabbrichi una barca con le schegge del fuso e la vari senza toccarla in alcun modo. Väinämöinen si mette a lavoro ma si ferisce ad un ginocchio con la scure e non riesce ad arginare il flusso del sangue. Alla ricerca di un abile mago, trova un vecchio che si dichiara capace di guarirlo.

CANTO IX - Väinämöinen racconta al vecchio l’origine del ferro. Il vecchio rimprovera il ferro e recita gli scongiuri per arrestare il sangue che ristagna. Il vecchio ordina al figlio di preparare un unguento, unge la ferita e la fascia. Väinämöinen guarisce e ringrazia Dio per il soccorso ricevuto.

Ancora una volta, possiamo vedere come Lönnrot abbia collegato; la fabbricazione della barca qui è presentata come una prova che Väinämöinen deve superare per ottenere la vergine di Pohjola. Nei canti "autentici", invece, troviamo soltanto che Väinämöinen si ferisce fabbricando una barca. Questo ciclo tematico viene appunto chiamato “La ferita”. In alcuni frammenti di poesia popolare, lo troviamo anche associato alla “creazione del mondo”. Väinämöinen non riesce ad arginare il flusso di sangue, e allora va in cerca di un mago, di uno sciamano che conosce le parole magiche per arrestare il sangue; possiamo notare come Lönnrot abbia scelto la versione dove Väinämöinen non è presentato come il Dio supremo, il Dio più potente, ma come un saggio, uno sciamano molto importante e potente che, a volte, deve chiedere aiuto agli dei supremi o agli sciamani ancora più anziani e potenti di lui. In alcune versioni di questo canto, si descrive anche come il sangue di Väinämöinen sommerga tutto il mondo, anche le montagne; si pensa che questa specie di diluvio fosse, naturalmente, collegato al mito del diluvio universale.

Leggendo questi due canti, si coglie il collegamento con la poesia epica e rituale. Le parole pronunciate prima da Väinämöinen (le parole dell’origine del ferro) e poi dal vecchio (che rimprovera, come leggiamo, il ferro) sono in effetti quelle che troviamo negli incantesimi. Alla fine del canto IX, Väinämöinen ringrazia Dio per il soccorso ricevuto (Lönnrot qui si riferisce a Jumala, che poi, in seguito, diventa il Dio cristiano).

CANTO X - Qua continua la trama del Sampo: Väinämöinen torna nella propria terra ed esorta Ilmarinen a recarsi a Pohjola. Fabbricando il Sampo otterrà la mano della bella fanciulla di Pohjola. Ilmarinen risponde che non vi andrà mai. Väinämöinen ricorre ad un incantesimo per farlo partire contro la sua volontà. Ilmarinen giunge a Pohjola, vi trova lieta accoglienza ed è invitato a costruire il Sampo. Dopo che Ilmarinen ha costruito il Sampo, la padrona di Pohjola lo sotterra sotto la rupe; Ilmarinen chiede la mano della fanciulla quale ricompensa, la fanciulla avanza pretesti ed afferma di non poter ancora abbandonare la propria casa. Ilmarinen si fa dare una barca, torna nel proprio paese e riferisce a Väinämöinen di aver già fabbricato il Sampo per Pohjola. Qua in effetti si fondono nuovamente i temi del Sampo e del corteggiamento. Questi due temi si sovrapponevano anche nella poesia autentica popolare: i "cicli del Sampo" di solito contengono anche queste storie di corteggiamento degli eroi; secondo la maggior parte degli studiosi, in origine si trattava di due cicli tematici separati.

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  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

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