itinerari culturali tra Italia e Finlandia 

Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

 Sono tre i cicli tematici da cui Lönnrot ha composto questa sequenza narrativa di Lemminkäinen:

Ahti ja Kyllikki” (Ahti e Kyllikki): conosciuto anche come “il giuramento”, racconta di Ahti, lo spirito divino delle acque, e della sua sposa Kyllikki, e del giuramento che fanno: Ahti promette che non parte più e Kyllikki promette di non andare a ballare nel villaggio. Poi, quando Kyllikki non mantiene la promessa, Ahti parte.

Lönnrot usò il metodo del “sincretismo”, cioè di comporre canti nuovi da altri poemi e di attribuire ai suoi eroi gesta compiute da altri eroi. In questo caso, egli unì i poemi di Ahti, Kaukamoinen e Lemminkäinen.

Lemminkäisen virsi ” (”Il canto su Lemminkäinen ”): chiamato anche “La morte di Lemminkäinen ”, Lemminkäisen surma. In alcune varianti, la morte di Lemminkäinen avviene subito dopo il suo l'arrivo alla festa dove non è stato invitato. Durante un conflitto con il padrone di casa, di Pohjola (in alcuni canti, invece del padrone troviamo Väinämöinen), Lemminkäinen è ucciso e gettato nel fiume di Pohjola, dove il figlio di Tuoni lo fa a pezzi. La madre di Lemminkäinen, che qui appare come una specie di sciamana, ricompone il corpo del figlio e lo resuscita. Il modo in cui l'eroe torna in vita, dipende molto dalle varianti: nel Kalevala, Lemminkäinen viene resuscitato grazie all’unguento magico che un’ape ha ricevuto da Jumala (nome che poi inizierà ad indicare il Dio Cristiano): un chiaro riferimento alla resurrezione del Cristo (particolare questo aggiunto durante il periodo cristiano, quando avvenne una sovrapposizione dei poemi pagani con quelli cristiani).

Lemminkäinen saarella” (“Lemminkäinen sull’isola”): descrive il soggiorno di Lemminkäinen su un’isola piena di donne, un posto molto mistico, mitico, dove lui trascorrerà un paio d'anni, finché non sarà mandato via dagli uomini del posto. Ci sono molte teorie sul significato dell'isola, Saari: alcuni studiosi erano conviti che si trattasse di un luogo reale, un'isola del Mar Baltico, ma la maggior parte degli studiosi è convinta che si tratti di un luogo mitico, d’immaginazione.

Il film Rauta-aika in generale, non è molto fedele all’opera letteraria; l'intento dello sceneggiatore, Haavikko, è quello di provocare. Nel film non ci sono molti dialoghi e quei pochi che troviamo non riprendono fedelmente quelli del Kalevala, che, invece, troviamo soltanto raramente, come una sorta di citazioni per ravvivare la scena. I dialoghi del film sono molto ritmici e poetici, anche se fanno uso di un "linguaggio neutrale".

3.4. Il contenuto del Kalevala

PROEMIO

Il primo canto inizia con un prologo o proemio, una sintesi di Lönnrot dei vari proemi raccolti (soprattutto nella Carelia di Dvina).

Fra le traduzioni disponibili, abbiamo le seguenti versioni:

Si risveglia la mia fantasia / nel cervello mi sorgon pensieri…” versione di Igino Cocchi

Nella mente il desiderio / mi si sveglia nel cervello / l’intenzione di cantare,/ di parole pronunziare…”   versione di Paolo Emilio Pavolini

E, nella versione in prosa:

Nella mia anima si sveglia un desiderio un pensiero mi sorge nella mente voglio cantare, modulare parole, intonare un canto di famiglia, un canto antico della nostra razza..”

In questa versione in prosa, troviamo subito il metodo del parallelismo, cioè la ripetizione dello stesso concetto con parole diverse o versi diversi: tutto questo primo paragrafo, in effetti, ripete lo stesso concetto in maniera molto ricca e poetica. Passiamo ora alla versione di Lönnrot della creazione del mondo con cui inizia la vera storia, il vero poema.

CANTO I - LA CREAZIONE DEL MONDO - versione di Lönnrot

Per questa versione, Lönnrot attinse da tutto il materiale sulla creazione e, soprattutto, da tutti i poemi mitici che aveva a disposizione; la versione del ‘Nuovo Kalevala’, dalla quale sono trascritti i contenuti di questi canti, è il risultato di un processo abbastanza lungo. Come base della storia della creazione del mondo, Lönnrot usò il canto di Ontrei Malinen, uno di quei cantanti più importanti che Lönnrot conobbe nella Carelia di Dvina.

Raccolto nel 1833, questo canto di Malinen sulla creazione del mondo fungeva, in effetti, da proemio al ciclo del Sampo.

Il canto inizia con la figura di un lappone - un essere mitico di cui non si conosce il nome (viene chiamato soltanto “il lappone”) - il quale odia Väinämöinen (non ci sono spiegate le ragioni di tale odio). Il lappone tira tre frecce, una delle quali colpisce Väinämöinen (in alcune versioni è il cavallo montato da Väinämöinen ad essere colpito) che, colpito, cade nell’acqua e per sette anni ara e forma il fondo marino. Questa specie di mito del sommozzatore, che ara e forma il fondo marino, si trova anche in altre mitologie, ad esempio in quella indiana.

Dopo il proemio della versione di Malinen, si passa al brano dell’uccello, di cui abbiamo parlato a proposito dei poemi mitici, cioè alla storia di qualche uccello grande (può essere un’aquila, ma anche un uccello tuffatore) che vola sul mare e cerca un luogo dove deporre le sue uova. Väinämöinen solleva il ginocchio dal mare sottoforma di collina verde (quando parlavamo dei poemi mitici abbiamo detto che ci sono anche delle versioni in cui l’uccello depone le uova su una collina vera) e lì l’uccello fa un nido e depone le uova. Come abbiamo detto, anche il numero delle uova dipende dalla versione; in questa versione di Malinen, le uova erano sette, di cui una di ferro. Väinämöinen sente che il ginocchio inizia a bruciare, lo muove e le uova cadono in mare.

Väinämöinen poi pronuncia le parole che descrivono l’origine dell’universo dall’uovo; in questa versione di Malinen, Väinämöinen pronuncia in effetti le parole che poi determinano la nascita dell’universo dall’uovo: la parte inferiore dell’uovo diventa il fondo, la parte inferiore della madre terra, la parte superiore diventa il cielo, il tuorlo diventa il sole e l’albume diventa la luna (come ricorderete, nei poemi mitici era l’opposto: il tuorlo diventava la luna, l’albume il sole e i pezzettini del guscio le stelle).

Così Lönnrot rese la storia del mondo e dell’universo nella sua prima versione del Kalevala, il cosiddetto Proto Kalevala, il cui titolo originale era ‘Il ciclo di Väinämöinen’. Nel ‘Vecchio Kalevala’, quello del 1835, questa versione viene riportata in una forma più o meno uguale, anche se, in questo caso, Lönnrot inizia, più logicamente, con la nascita di Väinämöinen, e solo in seguito troviamo l'episodio del lappone e l’atto della creazione. Ma in tutte queste versioni, comunque, Väinämöinen rimane il Dio sovrano, il personaggio centrale della creazione. Tutto ciò cambia nel ‘Nuovo Kalevala’. Possiamo vedere il contenuto come riportato nella versione italiana in prosa del 1988 del Kalevala.

Väinämöinen nasce da Ilmatar e vaga lungamente per mare finché non raggiunge la riva. In questo caso, la creazione inizia con una donna, un essere mitico femminile di nome Ilmatar (derivato dalla parola “ilma”= aria) il cui nome potrebbe essere tradotto come “vergine dell’aria” o “figlia dell’aria”. Ilmatar viene fecondata dal vento e dall’acqua ed è lei, in questa nuova versione del Kalevala, che effettua l’atto della creazione (e tutto ciò che prima veniva attribuito a Väinämöinen). Per svolgere le sue attività, Ilmatar chiede aiuto ad Ukko (uno degli dei principali degli antichi finlandesi o balto-finnici) ed anche questo è un elemento nuovo, perché Ukko, in un certo senso, sostituisce Väinämöinen. Nella versione di Malinen e nelle versioni precedenti di Lönnrot, Väinämöinen veniva rappresentato come un dio o semidio, mentre adesso Ilmatar, questo spirito soprannaturale femminile, e Ukko, questo dio supremo, sono posti su un livello più alto rispetto a Väinämöinen. Nel passo della nascita di Väinämöinen da Ilmatar, Lönnrot incluse un incantesimo usato comunemente durante il parto. Qua abbiamo già un primo esempio di come Lönnrot usava gli incantesimi, e li adattava alla trama del Kalevala.

E' anche possibile che Ukko, che, tra l'altro, era il dio dell'aria e del fuoco, fosse anche il padre di Ilmatar. In questo caso, la versione di Lönnrot si potrebbe interpretare come una versione del tema mitologico, abbastanza frequente, dell'incesto primordiale tra le due deità, dalla cui unione, poi, nasce un altro personaggio soprannaturale (in questo caso Väinämöinen). Già in questo canto, nel runo I, troviamo sia una sintesi di numerose versioni dei canti, sia una forte ispirazione dalla mitologia mondiale. Väinämöinen, quindi, non è più il creatore principale, non ha una parte centrale nella creazione dell’universo e non effettua neanche la formazione del fondo marino: già dall’inizio, piuttosto, viene presentato come un eroe culturale. Anche il fatto che Väinämöinen nasca da una donna sembra diminuirne la forza magica. Ciò ha fatto sorgere più di una domanda sul perché Lönnrot abbia dato questo potere ad una figura femminile, figura, oltretutto, che appare pochissime volte nel folklore "autentico". Il folclorista Juha Pentikäinen pensa che Lönnrot sia stato influenzato dalla mitologia indiana (da lui studiata prima della creazione del ‘Nuovo Kalevala’), e soprattutto dalle figure di alcune dee indiane che prendono parte alla creazione dell’universo (come, ad esempio, la dea Brahma). Questo argomento potrebbe essere sviluppato anche analizzando gli articoli di Lönnrot sulla mitologia indiana. Se poi guardiamo la prefazione all’antologia di Paula Loikala, possiamo notare, invece, come la Loikala faccia risalire questi miti della creatrice primordiale al matriarcato, presente tra i popoli finno-ugrici e balto-finnici; come abbiamo già detto in precedenza, non ci sono, però, prove concrete dell'effettiva esistenza di questo matriarcato. Possiamo fermarci qui per quel che riguarda il I Canto, dove abbiamo potuto vedere chiaramente la tecnica usata da Lönnrot.

CANTO II - Dopo essere vissuto a lungo sull’isola senza verzura, Väinämöinen ordina a Sampsa Pellervoinen di gettare i semi; dapprima la quercia non germoglia ma, seminata una seconda volta, cresce smisurata a coprire tutta la terra. Il suo fogliame impedisce la vista della luna e del sole; il piccolo uomo dei flutti sorge dal mare e abbatte la quercia. La luna e il sole tornano a splendere. Gli uccelli cantano sugli alberi, sulla terra crescono erbe, fiori e bacche; solo l’orzo non cresce ancora. Väinämöinen, trovati alcuni granelli d’orzo fra la sabbia della riva, dissoda il bosco lasciandovi solo una betulla, perché vi si posino gli uccelli. L’aquila, riconoscente, dà fuoco agli alberi abbattuti, permettendo a Väinämöinen di seminare l’orzo nella radura fecondata dalla cenere. Väinämöinen prega che le messi crescano felicemente per la prosperità delle genti future.

Sampsa Pellervoinen è una specie di divinità dei campi, uno spirito dei campi, degli alberi e delle piante, che, in questo caso, assume il ruolo del seminatore primordiale. “Il nano e la grande quercia” è uno dei poemi mitici già discussi: una quercia che cresce smisurata a coprire tutta la terra, la luna e il sole. La quercia è in effetti collegata anche con la credenza dell’"albero del mondo" della cosmogonia e mitologia balto-finnica: in effetti, si credeva che la luna, le stelle e il sole si trovassero nei rami di questo albero primordiale. Il piccolo uomo, questo nano misterioso che sorge dal mare, è l’unico essere capace di abbattere la quercia, così che la luna e il sole tornano a splendere. Verso la fine di questo canto, possiamo anche trovare un riferimento alla vita quotidiana degli antenati degli odierni finlandesi: la radura fecondata dalla cenere. Come già detto, questa tecnica, in finlandese detta "kaskenpoltto", era usata comunemente nella Carelia di Dvina.

CANTO III - Väinämöinen cresce in sapienza magica e la sua fama si sparge per il mondo. Qui Väinämöinen è già un saggio molto famoso, un eroe culturale di grandissima fama; appare per la prima volta anche Joukahainen, che sfida Väinämöinen ad una gara di saggezza. Non riuscendovi, lo sfida ad un duello con la spada; Väinämöinen si adira e incanta Joukahainen in una palude. Vinto, Joukahainen promette a Väinämöinen la propria sorella in moglie: questi si placa e lo libera dall’incantesimo. Joukahainen, tornato a casa, racconta alla madre l’esito infausto della sfida. La madre però si rallegra nel sapere che Väinämöinen diventerà suo genero, ma la figlia piange e si dispera.

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  • Profilo di letteratura finlandese
  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
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Dalle origini al Novecento

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