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Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

Ritorniamo adesso al Kalevala.

3.2. Struttura del Kalevala

 La struttura di base era presente già nel primo Kalevala (nel Vecchio Kalevala): era chiara l’influenza dell’epica greca di Omero, come abbiamo già detto, di Virgilio e delle saghe islandesi. Un’altra influenza importantissima fu quella esercitata dai cantori più dotati, come i già menzionati Arhippa Perttunen e Ontrei Malinen, i quali riuscivano a ricordare poemi popolari e canti molto lunghi, fondendoli e combinandoli in vari modi. Molto appropriata in questo contesto era la teoria dello studioso tedesco F.A.Wolff il quale pubblicò alla fine del 18mo secolo un saggio sulle origini dell’Iliade e Odissea. Secondo Wolff, i canti eroici greci avevano avuto origine nel periodo precedente l’invenzione della scrittura, e venivano presentati, nella loro forma orale, durante varie festività. Soltanto molto più tardi furono trascritti. Wolff affermava che, per la forma scritta, era necessario “mettere i canti in ordine”, sviluppare qualche idea centrale e paragonare le varie versioni dei canti – questo, ovviamente, ebbe un’influenza molto grande su Lönnrot.

Lönnrot decise che il motivo conduttore di tutti questi poemi doveva essere la battaglia tra Kalevala (la terra degli eroi Väinämöinen, Lemminkäinen e Ilmarinen, il territorio dell’eroe Kaleva, che, come detto, secondo la tradizione finlandese occidentale ed estone era un potente gigante o un eroe) e Pohjola, la terra nemica del nord. Si pensa che in questo Lönnrot si ispirasse all’Iliade e alle storie sulla guerra di Troia. La trama centrale del Kalevala è quindi la storia di come Kalevala a mano a mano diventava sempre più ricca, fino a poter competere con Pohjola, e, alla fine, superarla. Comunque, il conflitto non viene risolto sempre con mezzi militari, ma spesso le battaglie avvengono in forma di parole, come mostra per esempio il duello di Väinämöinen e Joukahainen, una gara in saggezza. L’idea della gara su chi conosceva più parole magiche e più “parole dell’origine” (“syntysanat”) risale alle credenze sciamanistiche secondo le quali lo sciamano più potente era colui che conosceva più parole magiche e più incantesimi degli altri sciamani. L’usanza di sfidare i nemici con magia e incantesimi è fortemente presente anche nelle avventure di Lemminkäinen. Per questo motivo, in molti hanno definito il Kalevala un poema epico sciamanico o magico. In questo contesto, alcuni studiosi mettono in evidenza anche l’etimologia della parola eroe (”sankari”) in finlandese che viene da un’antica parola svedese ”sangare”, che significa cantore, poeta.

Il nucleo dell’epica furono, quindi, le avventure di questi tre eroi principali: Väinämöinen, che diventa un vecchio saggio, sapiente cantore; Ilmarinen, fabbro capace di forgiare qualsiasi cosa, dalla volta dal cielo agli oggetti di uso domestico; Lemminkäinen, un uomo giovane e spensierato, amante di donne e di avventure. Questi tre personaggi corteggiavano tutti la stessa donna, la figlia della signora di Pohjola, e le loro battaglie con Pohjola per il magico sampo, un oggetto mitico, di cui abbiamo già parlato, capace di procurare una ricchezza infinita. Nella storia di Kalevala e Pohjola, Lönnrot creò una storia didattica, per mostrare come gli antenati dei Finlandesi sconfissero il nemico e come, quindi, avessero diritto a chiamare Kalevala la loro terra. La figura oscura di Kaleva, che appare pochissime volte nella poesia popolare, assume il ruolo di una specie di mitico “protopadre” dei finlandesi. A questa interpretazione Lönnrot fu ovviamente portato dalla nota nel libro Mythologia fennica di Christfrid Ganander, che parla di un eroe dal nome Kaleva e di come egli avesse guidato, partendo dalle terre orientali, gli antenati degli odierni finlandesi sull’attuale territorio (l’idea di un tale “protopadre” che guida la nazione in una specie di “terra promessa” ha, naturalmente, forte connotazioni bibliche, vedi la figura di Mosè). Väinämöinen, Ilmarinen ed altri eroi erano, secondo questa fonte, dei discendenti di Kaleva e quindi anche loro erano considerati antenati del popolo finlandese. Lönnrot fece propria anche l’idea di Ganander, secondo il quale tutti questi eroi erano dei personaggi storici. Partendo dal principio che i canti trascritti dalla viva voce del popolo fossero autentiche testimonianze storiche in grado di gettare luce sulla vita, i costumi e la religione degli antichi finni, Lönnrot offrì ai suoi conterranei la cronaca di un’età eroica che fungeva da prima pietra nella costruzione della cultura nazionale e della nazione-stato finlandesi. La terra di Kaleva servì a Lönnrot come prova dell’esistenza di un età degli eroi nella storia finlandese. Così come i suoi contemporanei, Lönnrot pensava, che senza un’età degli eroi non fosse possibile un’epica nazionale, e senza epica nazionale non ci potesse essere uno ‘spirito nazionale’. Come dice lo studioso Anthony Smith, a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza, un passato glorioso era necessario anche per la creazione di un futuro glorioso; ed è così che la fine del Kalevala punta al futuro e si rivolge alle future generazioni. In questo modo, vengono colmate tutte le fasi che i romantici consideravano necessarie per lo sviluppo della nazione: l’origine, “l’età d’oro”, declino e la promessa della rinascita/ rinascimento.

Il Kalevala rappresenta il culmine anche per ciò che riguarda la tendenza di Lönnrot di adattare il materiale. Nessun episodio del Kalevala è riportato da Lönnrot così come gli veniva narrato dai cantori. Lui ‘corresse’ il materiale (corresse per esempio quelli che considerava difetti poetici e metrici) e lo strutturò per raggiungere i suoi obiettivi; scrisse lui stesso vari versi per legare i vari episodi in uno schema logico; fuse cantate di diverse regioni ed unificò la lingua: la maggior parte dei canti era in dialetto stretto, e potevano risultare completamente incomprensibili ai contemporanei di Lönnrot; inoltre, l’illusione della poesia popolare comprensibile a tutti rinforzava l’idea del popolo finlandese come un popolo unico e unito. Lönnrot, infatti, voleva creare un epopea per il “popolo unito/comune”, “yhteinen kansa” – “yhteiselle kansalle”.

 3.3. I runi del ciclo di Lemminkäinen

Riassunti dei canti. (Ci occuperemo dei runi 11- 15 e 26 - 30)

11° canto - In questo canto, Lemminkäinen parte per chiedere in sposa una nobile fanciulla di Saari (=isola). Le ragazze dell’isola, prima lo deridono, poi ne diventano amiche ma Lemminkäinen non riesce a conquistare l’affetto di Kyllikki, la fanciulla ambita: la rapisce di forza, la getta nella slitta e parte. Kyllikki si dispera perché Lemminkäinen ama la guerra sopra ogni cosa e lui gli promette di non combattere mai più, se in cambio la ragazza gli garantirà che non andrà mai a danzare nel villaggio. La madre di Lemminkäinen si compiace della ragazza.

12° canto- Kyllikki dimentica la promessa e va a ballare, Lemminkäinen adirato prende ciò come pretesto per partire per la guerra ma la madre cerca di trattenerlo, dicendogli che a Pohjola, incontrerà la morte. Il giovane reagirà, gettando il pettine cui si stava pettinando e affermando che si ferirà solo quando il pettine sanguinerà (vedi film). Lemminkäinen si arma e parte per Pohjola, dove incanta tutti gli uomini, ad eccezione di un vecchio pecoraio che in seguito gli risulterà fatale (il film è molto più realistico, in quanto elimina le allusioni alla magia, alle scene fantastiche).

13° canto - Lemminkäinen chiede la figlia della padrona di Pohjola e questa gli impone di catturare l’alce di Hiisi (= spirito del male), uno degli animali mitologici. Lemminkäinen si fa, allora, costruire degli sci da Lyylikki , il miglior artigiano della Lapponia, si mette in cammino, raggiunge l’alce e riesce a rinchiudere l’animale in un recinto ma questo fugge.

14°canto - Con l’aiuto dei consueti scongiuri e delle preghiere del cacciatore, Lemminkäinen si impadronisce dell’alce e la porta a Pohjola: Il secondo compito che gli viene imposto é imbrigliare il cavallo di fuoco di Hiisi (altro riferimento importante alla mitologia, perché questo cavallo accompagnava lo sciamano durante il suo viaggio nell’aldilà) e la terza prova consiste nell’abbattere il cigno del fiume di Tuonela, fiume che separa il regno dei vivi da quello dei morti. Sul fiume l’aspetta il pecoraio, da lui disprezzato, che lo uccide e lo getta nel vortice, dove il figlio di Tuoni taglia il cadavere a pezzi.

15° canto - Un giorno, il pettine di Lemminkäinen comincia a stillare sangue e la madre capisce, così, che il figlio è morto. A questo punto, Kyllikki scompare dalla scena, e questo perché, in origine, erano due canti diversi, collegati poi da Lönnrot in questa mini – epopea. La madre corre a Pohjola, chiede alla padrona dove sia Lemminkäinen e infine, questa gli confida di avergli imposto delle prove; allora la madre scende sulla riva di Tuonela e con un rastrello, sonda le acque fino a ritrovare tutti i brandelli del corpo del figlio. Successivamente, li ricompone e con l’aiuto di scongiuri e d’unguenti, resuscita Lemminkäinen. Tornato in vita, Lemminkäinen racconta della propria morte e torna a casa con la madre.

Questo canto conclude una parte del “ciclo di Lemminkäinen ” che continuerà dal runo 26°.

(visione del film: Rauta-aika (L’età del ferro), 1982, regia: Kalle Holmberg, sceneggiatura: Paavo Haavikko, musiche: Aulis Sallinen) Qui un brano del film, Aurinkolaulu.

26° canto - Lemminkäinen, offeso per non essere stato invitato alle nozze, decide di recarsi a Pohjola nonostante la madre lo metta in guardia dei rischi mortali che correrà per la via. Si mette in viaggio e con l’aiuto della magia, riesce ad evitare i pericoli mortali che lo sovrastano.

27° canto - Giunto a Pohjola, Lemminkäinen viene male accolto e risponde con arroganza. Il padrone di Pohjola s’incollerisce e non potendo vincere il ragazzo nella magia, lo sfida a battersi con la spada. Nel duello, Lemminkäinen taglia il capo al padrone e per vendicarlo, la padrona di Pohjola raduna i guerrieri.

28° canto - Lemminkäinen fugge da Pohjola e giunto a casa, si consiglia con la madre su dove nascondersi. Questa, dopo avergli rimproverato di essere andato a Pohjola, lo esorta a recarsi in un’isola lontana, dove un tempo anche il padre del ragazzo si era rifugiato durante una guerra.

29° canto - Lemminkäinen raggiunge felicemente l’isola dove s’intrattiene con le ragazze, le mogli, le vedove. Gli uomini, adirati, decidono di ucciderlo (da questo deriva la fama del “Don Giovanni” nordico attribuitagli!). Si da, così, velocemente alla fuga, con grande dolore delle donne dell’isola. La sua barca si spezza durante un uragano ma il giovane si salva e nuota, fino ad approdare su un’isola dove ottiene una nuova barca, con la quale torna nel proprio paese.

Lemminkäinen arriva, più o meno direttamente, a casa e trova le stanze incenerite e il luogo devastato e deserto. Piange soprattutto la morte della madre ma questa è viva e dimora nel folto di un bosco, dove Lemminkäinen la ritrova con grande gioia. La madre racconta al figlio come la gente di Pohjola fosse giunta a distruggerle la casa e lui le promette di costruirle una nuova casa, dopo che si sarà vendicato.

30° canto - Tutto si conclude con la partenza di Lemminkäinen per la guerra contro Pohjola, in compagnia dell’amico fidato, Tiera. La padrona di Pohjola manda contro di loro il freddo, che imprigiona la barca tra i ghiacci: anche i due eroi morirebbero congelati se Lemminkäinen non riuscisse a vincere il freddo con le parole magiche. I due vagano a lungo sul ghiaccio della riva finché, con grande pena, tornano nel proprio paese.

Qui si conclude il ciclo della storia di Lemminkäinen. Apparirà brevemente negli altri canti, ma non sarà più il punto focale delle storie.

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