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Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

 

Prima di concentrarci sulla vita e sull’opera di Lönnrot, facciamo un riassunto dello sviluppo dell’idea nazionalista in Finlandia. I maggiori studiosi di nazionalismo (possiamo citare lo storico ceco Miroslav Hroch) dividono lo sviluppo in tre fasi principali:

- il patriottismo locale o territoriale, caratterizzato soprattutto dall’interesse di pochi studiosi di cultura popolare e locale; a questo tipo di patriottismo sono ancora estranei gli scopi politici (in Finlandia: il periodo tra la fine del 18mo e l’inizio del19mo secolo – l’era di Porthan)

- il patriottismo di tipo romantico, in Europa influenzato dai pensieri di Herder e più tardi anche di Hegel, che eleva l’idea di nazione sopra ogni cosa e nel quale è già possibile trovare i germi del nazionalismo politico, il cui scopo gradualmente diventa l’esistenza indipendente della nazione in questione; questa fase è rappresentata dagli intellettuali in generale, inclusi scrittori e artisti; nel caso di molti paesi, i primi rappresentati di questi intellettuali ed artisti provengono da classi sociali più alte, ma col tempo prevalgono i “selfmademen” di origini più basse (in Finlandia: il periodo più o meno dagli anni 1820 agli anni 1880)

- il movimento nazionalista di massa, caratterizzato dalla partecipazione di vari strati della società con lo scopo di ottenere l’autonomia politica, la creazione dello “stato nazionale” (in Finlandia: il periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo e l’inizio del XX secolo)

Lo studioso inglese Anthony Smith ha analizzato nei suoi libri (ad esempio in Ehtnic Origins of Nations) lo sviluppo del nazionalismo nell’Europa dell’Ottocento, soprattutto nell’europeriferia, ed ha descritto il modo in cui veniva creata l’identità nazionale in vari paesi (le sue analisi, poi, sono state applicate alla storia finlandese, per esempio, da Michael Branch). Trattando la seconda fase dello sviluppo del nazionalismo (come detto in precedenza), Smith descrive il bisogno di intellettuali ed artisti di legittimare il diritto al proprio territorio, dal punto di vista sia spaziale sia temporale, creando i cosiddetti “spazi poetici”: il paesaggio del territorio in questione diventava una specie di terra promessa. Nel caso della Finlandia, questo spazio poetico fu creato negli anni 1830 e 1840 dal “poeta nazionale” J.L.Runeberg, nella forma del paesaggio mitico nordico di mille laghi e foreste.

Un compito ancora più importante, poi, fu la creazione del passato nazionale, che legittimava il presente e il futuro. Si doveva ricostruire o costruire – dipendeva da quanto materiale ci fosse a disposizione – un passato glorioso, la mitica “età dell’oro”, degli eroi. Come dice Smith, l’approccio a questo compito si basò sull’analogia con la natura: come le piante, anche i popoli nascono, crescono, fioriscono e decadono. Lo scopo degli attivisti del risorgimento nazionale fu quindi quello di creare la storia in questi termini, con particolare attenzione al periodo di fioritura della nazione, la già citata “età dell’oro”. Il modo di rendere la storia doveva contenere anche un aspetto metafisico, un “messaggio” del rinascimento raggiungibile attraverso l’attività morale.

Elias Lönnrot, con il suo Kalevala, si assunse proprio questo compito di creare la mitica “età d’oro”.

 

 ELIAS LÖNNROT E IL "POEMA NAZIONALE FINNICO" - IL KALEVALA

3.1. Elias Lönnrot e le origini del Kalevala

Elias Lönnrot (1802-84), che dedicò tutta la vita alla poesia popolare finlandese, era proprio la persona giusta per impersonare il ruolo di prototipo dell’eroe del patriottismo finlandese, ruolo che non poteva essere assolutamente preso da Sjögren, ad esempio, in quanto egli passò dai circoli dell’università di Turku al servizio dello zar russo, in quanto riceve la nomina prestigiosa a membro dell’Accademia di San Pietroburgo.

Lönnrot nacque a Paikkari, nel circondario di Sammatti nella Finlandia sud-occidentale, da una famiglia poverissima, e diventò perciò il prototipo dell’intellettuale rinascimentale proveniente “dal popolo”. Con l’aiuto del fratello maggiore e del curato di Sammatti e grazie alla sua tenacia e diligenza poté frequentare la scuola, il liceo e più tardi anche l’università di Turku, anche se all’inizio sembrava destinato a diventare sarto come il padre. Era di madre lingua finlandese, ma durante gli studi perfezionò lo svedese e imparò le lingue classiche. All’università studiò letterature classiche, retorica, letterature orientali, storia generale e filosofia. Già durante gli studi, fu membro dell’associazione studentesca, che aveva come scopo il perfezionamento della lingua finlandese e il suo innalzamento a lingua d’istruzione e cultura.

Come è stato dimostrato (ad esempio dallo studioso Hannes Sihvo), i tre parametri di base del concetto di mondo di Lönnrot furono: 1) il razionalismo illuminista; 2) la fede luterana; 3) l’entusiasmo per la poesia popolare nello spirito del romanticismo.

Influenzato da von Becker, Lönnrot vedeva la poesia popolare, così come molti a quell’epoca, con gli occhi dello studente cresciuto sulle idee di Herder. Lönnrot fece uso del materiale di poesia popolare che era stato fino ad allora raccolto, e come tema per la sua tesi scelse la figura di Väinämöinen, che, come abbiamo visto, appare nella poesia popolare come un Dio, un semidio, un eroe culturale, un eroe epico, uno sciamano, un bardo/cantore, un guerriero vichingo, un capo tribù e un corteggiatore rifiutato. Il titolo della tesi fu De Väinämöine priscorum fennorum numine. Già in questo lavoro, Lönnrot partiva dal presupposto che i canti trascritti dalla viva voce del popolo fossero autentiche testimonianze storiche in grado di gettare luce sulla vita, i costumi e la religione degli antichi finni – convinzione questa di importanza fondamentale anche successivamente per la composizione del Kalevala. Successivamente, Lönnrot si laureò anche in medicina (con una tesi sulla medicina magica dei finni antichi) ma, dopo essere diventato medico, ritornò al suo interesse principale, vale a dire alla poesia popolare.

Alla fine degli anni 1820, Lönnrot approfittò della chiusura forzata dell’università, che da Turku venne trasferita nella nuova capitale Helsinki, per intraprendere il suo primo viaggio di ricerca e raccolta di poesia popolare nelle regioni più interne del paese. Grazie ai sussidi della Società per la Letteratura Finlandese, di cui L. fu il primo segretario, egli poté viaggiare anche nella Carelia di Dvina, dove trovò abbondante materiale di poesia popolare, più di quanto si aspettasse. Dopo i suoi primi viaggi, pubblicò quattro quaderni di poesia popolare Kantele taikka Suomen kansan sekä vanhoja että nykyisempiä runoja ja lauluja (Kantele oppure sia gli antichi che i nuovi canti del popolo finlandese) (pubblicati negli anni dal 1828 al 31). Già in questa prima raccolta Lönnrot si avvalse del metodo usato in precedenza da Gottlund e che Lönnrot avrebbe più tardi applicato per la composizione del Kalevala: non trascrisse cioè i canti così come li aveva sentiti declamare dai cantori, ma vi fece confluire più varianti di uno stesso tema, selezionando i versi migliori e i passaggi più tipici.

L’idea formulata da Gottlund, che i canti popolari potessero formare un tutt’uno, iniziava ad interessare Lönnrot sempre di più. “Cosa accadrebbe se ristampassimo i canti più meritevoli e li mettessimo in ordine in modo che ciò che è stato trascritto in luoghi diversi sui diversi eroi fosse riunito tutto insieme, ponendo le relative varianti in calce a ogni passaggio?” Durante i suoi primi viaggi nella Carelia di Dvina, Lönnrot incontrò dei cantori capaci di ordinare/unire i canti in lunghe sequenze narrative fino a formare piccoli cicli epici, che poi legavano insieme e sviluppavano secondo il proprio talento e la propria fantasia, inserendovi episodi e personaggi nuovi, senza troppo curarsi delle eventuali contraddizioni o disorganicità del racconto. Seguendo questo modello, quindi, Lönnrot si cimentò nella strutturazione coerente ed armonica dei vari canti su Lemminkäinen e creò un “miniepopea” di Lemminkäinen e dopo un ulteriore viaggio nella Carelia di Dvina formò anche il ciclo epico di Väinämöinen. Durante questo viaggio, Lönnrot scoprì dei villaggi dove forse era conservata la maggior quantità di canti popolari, come, ad esempio, quelli di Pirttilahti o Vuokkiniemi nella Carelia di Dvina. Conobbe anche due cantori leggendari, Vassila Kieleväinen e Ontrei Malinen, che erano soliti raggruppare in un unico canto gli episodi che riguardavano il viaggio dei pretendenti Väinämöinen, Ilmarinen e Lemminkäinen a Pohjola (abbiamo già detto che una delle trame più frequenti dei canti epici era quella del corteggiamento dei tre alla Vergine di Pohjola) e li collegavano con quelli del sampo. Qui possiamo già vedere una fonte d’ispirazione importantissima per la trama del Kalevala. Ascoltando le loro narrazioni, Lönnrot decise che i bardi dell’‘età d’oro’, in effetti, cantavano interi cicli epici, e che quindi era necessario adesso riscoprirli e ricostruirli.

Il risultato di questo viaggio in Carelia fu una raccolta di canti nuziali, Naimakansan virsiä, e il ciclo di Väinämöinen chiamato Runokokous Väinämöisestä (Raccolta di canti di Väinämöinen), 1833, che più tardi vennne chiamata Alku-Kalevala (Proto-Kalevala). Lönnrot mandò il manoscritto alla Società per la Letteratura Finlandese suggerendo però allo stesso tempo di rinviarne la pubblicazione finché non avesse visitato ancora una volta la Carelia di Dvina, il governatorato Arcangelo. In questa raccolta, Lönnrot si ripropose di agire direttamente sull’esempio dei maggiori cantori e di creare da un coacervo di canti minori un’unica epica in cui confluisse il meglio della poesia popolare. Gli studiosi mettono in evidenza come sia possibile vedere, già in questa fase, l’influenza diretta delle grandi epopee delle nazioni europee prese a modello. Secondo le parole di Lönnrot, il suo scopo era quello di offrire alle generazioni future un’opera di grande respiro “che potesse essere apprezzata alla stregua dell’Edda Poetica presso le nazioni germaniche, o di Esiodo, se non di Omero, presso i greci e i romani.” E alla fine del 1833 Lönnrot scrisse: “Non smetto di raccogliere i canti finché non avrò un totale, composto dai canti individuali, che corrisponde alla metà di Omero”.

Nell’aprile del 1834 Lönnrot intraprese un’altro viaggio nella Carelia di Dvina, breve, ma forse il più fruttuoso: raccolse più di 13.000 versi e nel villaggio di Latvajärvi incontrò il più leggendario dei cantori, Arhippa Perttunen, un vecchio ottantenne che per due giorni interi gli recitò dei lunghissimi canti epici. “Cantava i runi”, scrisse Lönnrot, “in un ordine eccellente, senza lasciare lacune; molti mi giungevano completamente nuovi, e dubito che avrei potuto ascoltarli altrove. Se non avessi visto questo vecchio, se egli fosse morto prima della mia venuta, un patrimonio considerevole dei nostri canti tradizionali sarebbe sceso con lui nella tomba.”

Durante questo viaggio, Lönnrot raccolse anche dei canti rituali preziosissimi, collegati ai riti di caccia all’orso, i “karhunpeijaiset”.

Dopo essere ritornato a Kajaani, dove aveva accettato un posto da medico per essere più vicino alle regioni ricche di poesia popolare, Lönnrot. ampliò il “Proto-Kalevala” usando il nuovo materiale: completò i vari brani, aggiunse nuovi episodi, intercalò canti lirici e formule di incantesimi, fino a ottenere una versione più che raddoppiata rispetto alla precedente: 12.078 versi e 32 poemi/canti/runi. Le diede il lungo titolo: Kalevala taikka vanhoja Karjalan runoja Suomen kansan muinoisista ajoista (Kalevala ossia i vecchi poemi della Carelia dei tempi antichi del popolo finlandese); fece precedere l’opera da una esauriente prefazione in cui esponeva gli intenti del suo lavoro. La prefazione reca la data del 28 febbraio 1835, data che a partire dal 1920 viene festeggiata in Finlandia come “Giorno del Kalevala”. Questa edizione del Kalevala viene oggi chiamato Vanha Kalevala (Il vecchio Kalevala), perché nel 1849 Lönnrot pubblicò la versione riveduta e ampliata, e considerata definitiva, il cosiddetto Nuovo Kalevala (Uusi Kalevala), che conteneva un numero ancora maggiore di righe/versi: 22 795, e 50 canti.

Adesso facciamo riferimento a un breve filmato dal titolo: La Carelia di Dvina – una finestra sulla Finlandia dei tempi antichi.

All’inizio del film, si parla brevemente della diffusione delle idee romantiche, soprattuto di quelle riguardanti le grandi epopee, i grandi poemi epici, che vivono il loro rinascimento proprio nel periodo in questione. Si passa subito ad Elias Lönnrot e asi suoi viaggi nella Carelia di Dvina, dove si cercavano le radici del popolo finlandese, soprattuto attraverso i canti antichi. Vedremo i villaggi di Kuittijärvi, una zona molto ricca di poesia popolare, ed anche il villaggio di Vuokkiniemi – i cosiddetti ‘villaggi dei canti/runi’, "runokylät".

Poi, il video parla del carattere di quest’area careliana – è sempre stata una zona di frontiera dove si incontravano le influenze da est, ovest, nord e sud. E’ una zona di grandi foreste, dove non ci sono mai stare molte vie di comunicazione e dove, fino ad oggi, la maggior parte dei villaggi è collegata tra loro da sentieri. La maggior parte dei villaggi era, però, raggiungibile per acqua, trovandosi sulle rive dei laghi.

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  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

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