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Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese

 

La Uotila solleva anche la questione dell’esistenza del matriarcato tra le popolazioni finno-ugriche, tra gli antenati degli odierni finlandesi, tema che poi Paola Loikala riprende nella sua antologia presentandolo come un dato di fatto, anche se si tratta soltanto di ipotesi.

La Uotila conclude che la donna della poesia popolare finlandese è, almeno prima di sposarsi, più indipendente di quella mediterranea. La componente comune nelle due tradizioni è la consapevolezza della posizione di inferiorità della donna rispetto all'uomo.

Il saggio della Uotila è un interessantissimo inizio allo studio comparativo di queste due tradizioni popolari.

Prima di passare ai raccoglitori di poesia popolare, ritorniamo all'argomento già trattato dello sciamanismo, visto che abbiamo la possibilità di vedere una scena sul tamburo dello sciamano, tratta da uno dei film classici finlandesi, La renna bianca, del 1952.

Il film, ambientato in Lapponia, racconta di una giovane donna, Pirita, che si sposa con un uomo di cui è molto innamorata. La donna è molto gelosa, possessiva e vuole legare suo marito a sé con un legame il più forte possibile. Allora va dallo sciamano, dal noaide lappone, lo stregone, e gli chiede la pozione magica d’amore (qui siamo già alla scena che vedremo noi). Durante una specie di seduta sciamanica, abbastanza breve, - si tratta piuttosto di una scena di stregoneria con tracce di pratiche sciamaniche - le forze magiche entrano nella donna e per un momento lei appare anche più forte dello stregone (questa seduta risveglia in lei le forze magiche). Lo stregone, poi, le ordina di sacrificare il primo essere vivente che incontra tornando a casa, e lei sacrifica una pecora alla seida, una specie di dio pagano. Da questo momento la donna acquisisce un potere assoluto su tutti gli uomini, non solo su suo marito ma non quando appare come donna bensì quando si trasforma in renna bianca, un animale rarissimo a cui sono legate molte credenze mitiche e soprannaturali lapponi. Sotto forma di renna bianca la donna conduce molti uomini alla morte e, alla fine, gli uomini della comunità locale, incluso il marito che non sa che la renna è sua moglie, organizzano una caccia a questa renna con un’arma speciale, una specie di lancia che, secondo le credenze, è l’unica arma capace di uccidere la renna stregata. La donna, disperata, prega suo marito di non partecipare alla caccia, ma senza successo; cerca allora aiuto dallo stregone, ma lo trova morto. Alla fine va al luogo sacro e prega lo spirito pagano della seida di liberarla da questa magia, ma invano. Alla fine viene uccisa dal marito una volta apparsa sotto le sembianze di renna bianca; immediatamente dopo essere stata colpita dall'arma, si ritrasforma in essere umano, e così il marito si rende conto di chi abbia realmente ucciso. Come abbiamo visto, il film ci dà una visione romantizzata della Lapponia e dei lapponi (saami), visti dal punto di vista del colonizzatore.

 

  1. INTERESSE DEI RICERCATORI PER LA POESIA POPOLARE: GLI INIZI

Adesso passiamo al tema del ruolo della tradizione orale/popolare nel processo di costruzione dell'identità nazionale finlandese – si tratta, quindi, dell'applicazione politica della tradizione popolare fatta sempre dagli intellettuali della nazione in questione.

Date importanti della storia della Finlandia:

1155: A questa data viene spesso fatta risalire la prima crociata svedese sulla costa sudoccidentale della Finlandia; ma questa data viene, più che altro, presa come l’inizio della “Cristianizzazione ufficiale” del paese e del dominio svedese. Il periodo che inizia nella seconda metà del XII secolo (e termina nel 1527) viene detto “periodo cattolico” (così come in Svezia), durante il quale si costituisce, sul territorio finlandese, la chiesa cattolica. Periodo che si conclude con la Riforma del re svedese Gustav Vaasa.

1548: Data importante per la letteratura in lingua finlandese, scritta sul territorio. Michael Agricola, primo vescovo luterano in Finlandia, traduce in finlandese il Nuovo Testamento.

1640: Viene fondata l’Accademia di Turku (Åbo), sulla costiera occidentale. Qui, durante il XVII secolo, si svilupparono le “scienze nazionali”, interessate all’origine della cultura, della poesia popolare degli abitanti di madrelingua finlandese del territorio.

1809: La Finlandia è annessa alla Russia come “Granducato autonomo”. Quest’avvenimento ha reso possibile e necessaria la formazione di un’identità nuova, che non si basasse più sull’essere una parte del regno svedese; un’identità che voleva essere chiaramente finlandese. A noi interessa soprattutto la maniera in cui la tradizione orale, il folclore e la poesia popolare venivano utilizzati per la formazione di quest’identità.

1812: Helsinki diviene la capitale a causa del processo di distaccamento del paese dall’ex patria svedese.

1827: Dopo il cosiddetto “grande incendio di Turku”, anche l’università si sposta a Helsinki e, di conseguenza, tutta la vita culturale del paese.

Siccome il periodo che ci interessa è soprattutto il 1800, ecco un elenco degli zar russi, i granduchi di Finlandia. In ordine di regno a partire dal 1809 abbiamo: Alessandro I (fino al 1825), Nicola I (1825-1855), poi Alessandro II (fino alla fine dell’ ‘800), Nicola II.

Gli zar russi, Alessandro I e Alessandro II furono abbastanza liberali verso la Finlandia, mentre il periodo degli zar Nicola fu più problematico, soprattutto durante il regno di Nicola II, per questo chiamato il “periodo dell’oppressione” (fine ‘800).

2.1. Gli studiosi pre-illuministi ed illuministi

Inizi della ricerca dell'identità nazionale. Fu nei circoli vicini all’Accademia di Turku che iniziò a nascere un forte interesse per la poesia popolare; questo interesse formava una parte delle discipline che più tardi avrebbero preso il nome di “scienze nazionali” – vale a dire ricerche sulle origini dei finlandesi, su lingua, folclore e cultura finlandese. Ispirati dal “goticismo” svedese (una tendenza nel mondo scientifico svedese del 16mo secolo che cercava di provare, in maniera abbastanza fantastica, che gli svedesi erano il popolo più antico del mondo e che anche la loro lingua era la lingua più antica), gli studiosi che gravitavano intorno all’Accademia di Turku (fondata nel 1640) cercavano di creare una identità locale, vale a dire un’identità finlandese. Come vedremo anche in seguito, non si trattava ancora di nazionalismo vero e proprio, ma di una specie di patriottismo locale che aveva come scopo quello di accrescere la consapevolezza del proprio valore ed eliminare i complessi dovuti al fatto che Turku era una provincia rispetto agli antichi centri svedesi. Dalla seconda metà del 17mo secolo fanno la loro apparizione grammatiche e vocabolari di lingua finlandese e nel 1702, lo studioso Henrik Florinus (c.1633-1705) pubblica la prima raccolta di proverbi finlandesi. Solo con Daniel Juslenius (1676-1752) possiamo comunque parlare di veri “promotori del popolo e della lingua finlandesi”, i cosiddetti “fennofili”o ”finnofili”. Juslenius pubblicò un grande vocabolario del finlandese e nelle sue opere principali presentava ipotesi fantastiche sull’origine del popolo finlandese.

Dopo queste prime manifestazioni di interesse per la lingua e la cultura locale, nell’ultimo trentennio del 18mo secolo assistiamo ad un vero e proprio “boom”, con l’arrivo delle tendenze illuministe, rappresentate nel contesto finlandese dalla figura versatile di Henrik Gabriel Porthan (1739-1804), bibliotecario e professore di retorica e letteratura romana dell’Università di Turku, chiamato da Kai Laitinen “l’interprete delle aspirazioni intellettuali del momento”. Porthan era il rappresentante di un'erudizione tipicamente settecentesca, estesa ai campi assai diversi che andavano dall'economia alla geografia, dalla letteratura alla linguistica e dal folclore alla storia patria.

Prima di passare al suo contributo, importantissimo per lo studio della poesia popolare in Finlandia, possiamo citare i lavori di alcuni suoi contemporanei, molti dei quali si sentirono incoraggiati in queste loro iniziative proprio da Porthan. Christfrid Ganander (1741-90) diede alle stampe la prima raccolta di indovinelli nel 1783 (Aenigmata fennica) e, un anno più tardi, una raccolta di favole, per la maggior parte in traduzione, mentre nel 1789 usciva la sua Mythologia Fennica, un’opera fondamentale sulla mitologia finnica. Grazie all’iniziativa di Porthan e sotto la sua direzione fu pubblicato un gran numero di dissertazioni accademiche e di lavori di ricerca, come ad esempio lo studio di Eerik e Kristian Lencqvist sulla stregoneria del 1782. Porthan stesso continuò la ricerca su questo argomento nel suo lavoro dal titolo De fama magiae Fennis attributae (1789).

Il suo lavoro più importante, con il quale diede inizio allo studio vero e sistematico della poesia popolare, fu la tesi De poësi fennica (Turku, 1766-78), senza dubbio il culmine delle scienze finlandesi del XVIII secolo, soprattutto (anche se non soltanto) dal punto di vista metodologico, che Porthan accentuava seguendo i canoni del tipico ricercatore illuminista. E’ il primo lavoro scientifico sulla poesia popolare finlandese. Porthan analizza il metro della poesia popolare balto-finnica, il linguaggio e le immagini poetiche. In esso troviamo anche il pensiero che ebbe una così grande influenza sui suoi successori: vale a dire, che in tutti i canti analizzati, è possibile notare una materia di fondo comune, le stesse idee e gli stessi temi, come se i canti derivassero tutti “da una stessa fonte”. Porthan ha descritto anche il valore estetico dei canti popolari e il loro significato per la lingua finlandese.

Nel 1779, Porthan visitò l'università di Göttingen, dove conobbe lo studioso tedesco August Ludvig Schlözer (1735-1809), l'autore dell'opera Allgemeine Nordische geschichte (1771), che includeva, tra l'altro, la storia e la descrizione dei luoghi dove abitava la maggior parte dei popoli di lingue finno-ugriche.

Questo ebbe un'influenza molto profonda su Porthan, che iniziò a concentrarsi sull'idea dell'affinità ugro-finnica. Tra l'altro, egli elaborò la teoria sull'identicità della mitica terra di Bjarma, conosciuta dalla tradizione scandinava, e quella di Permia, conosciuta dalla tradizione russa. Gli abitanti di Bjarma erano, in effetti, secondo Porthan, i popoli balto-finnici. Queste sue idee sulla terra mitica di origine dei Balto-finnici ebbero un'influenza notevole sui suoi successori, incluso Elias Lönnrot.

Porthan fornì anche un’accurata descrizione dei cantori e del loro modo di cantare i 'runi':

“…I due cantori siedono fianco a fianco oppure uno di fronte all’altro tanto vicini da toccarsi con il ginocchio sul quale pongono le mani intrecciate. Mentre cantano hanno un aspetto serio, raccolto (nella foto) e muovono leggermente il corpo come se volessero toccarsi anche con la testa... Di solito sono accompagnati da un suonatore di kantele, una sorta di cetra che si appoggia sulle ginocchia o sulla tavola e si suona pizzicando le corde con le dita. Nel caso ci sia un unico cantore il suonatore si assume il compito che ordinariamente spetterebbe all’assistente e mentre il laulaja (cantore) tace, ripete sullo strumento la melodia... Una melodia sempre unica e uguale con poche variazioni nella sua assoluta semplicità che indica l’origine molto antica...” (cfr. l’Introduzione al KALEVALA. Miti incantesimi eroi, di Agrati e Magini, pp. 8-9).

Questa descrizione dei cantori popolari fu riportata anche dai primi viaggiatori stranieri ad attraversare la Finlandia, ed è diventata famosa soprattutto grazie a loro. Come dicono gli studiosi oggi, non ci sono prove dirette che i canti fossero cantati proprio in questo modo; si può, quindi, trattare di uno sbaglio o di un prodotto d'immaginazione. Nonostante la mancanza di prove dirette, gli studiosi e i raccoglitori di poesia popolare del periodo romantico e neo-romantico chiedevano ai cantori di cantare e posare in questo modo, e così li ritraevano, anche se i cantori non conoscevano più questo modo di presentare la poesia popolare...

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Testi

  • Il "Kalevala" e la poesia popolare finlandese
  • Profilo di letteratura finlandese
  • Romanzo storico finlandese

Un corso universitario di letteratura finlandese dedicato alla tradizione del "Kalevala" e delle varie forme di Poesia popolare finlandese, quella epica, quella lirica. Il corso è stato tenuto all'Università di Firenze dalla professoressa Viola Parente-Čapkova nell'Anno Accademico 2001/2002. Ne riproduciamo la trascrizione col permesso dell'Autrice, docente di letteratura finlandese nelle università di Praga e Turku, certi che rappresenti una solida introduzione alla materia per studiosi e studenti di letteratura finlandese e di storia delle tradizioni popolari.

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